Racconti dalla Natura: olio essenziale di MENTA (vari tipi)

L’olio essenziale di Menta è un olio potente e versatile che può essere utilizzato per risolvere rapidamente i più svariati disturbi. È capace di agire sulla psiche (rinfrescandola e rigenerandola) e sul corpo. L’olio vanta inoltre capacità digestive (particolarmente utile in caso di crampi addominali), antibatteriche ed antiparassitarie.
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Racconti dalla Natura: olio essenziale di MENTA (vari tipi)

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L’olio essenziale di Menta è un olio potente e versatile che può essere utilizzato per risolvere rapidamente i più svariati disturbi. È capace di agire sulla psiche (rinfrescandola e rigenerandola) e sul corpo. L’olio vanta inoltre capacità digestive (particolarmente utile in caso di crampi addominali), antibatteriche ed antiparassitarie.

Risulta molto utile come antinfiammatorio, specialmente se miscelato insieme ad altri tipi di oli essenziali, per effettuare massaggi in caso di distorsioni, dolori muscolari o articolari. Più in generale, l’olio essenziale di Menta Piperita è utilizzato specialmente in aromaterapia grazie alle sue proprietà tonificanti del sistema nervoso, dell’apparato digerente, del fegato, dell’intestino, per ridurre gli spasmi e la flatulenza. Si rivela inoltre un efficace espettorante, analgesico e antisettico. È utilizzato anche in caso di cattiva digestione, nausea, diarrea, raffreddore, influenza, acne, mal di denti ed emicrania.

La menta è un genere appartenente alla famiglia delle Labiate dotato di uno straordinario potere di incrocio e di ibridazione e che produce diverse forme e subvarietà. I botanici hanno potuto enumerare centinaia di tipi più o meno distinguibili. Tutte appartengono al gruppo delle piante aromatiche, cioè sono caratterizzate dalla presenza, per lo più nelle foglie e nelle sommità fiorite, d’olio essenziale. Di esse la più importante è la menta piperita.

Negli oli essenziali di mente sono presenti mentolo, neomentolo, terpineolo (Alcoli), mentone, isomentone, piperitone, pulegone (chetoni), mentofurano (composto furanico), acetato di metile (esteri), 1.8- cineolo (ossidi).

Il pulegone è il precursore biochimico del mentofurano, del mentolo, del mentone, dell’acetato di mentile. La diversa composizione quantitativa dei chemiotipi, in base alla trasformazione del pulegone in un composto e nell’altro è legato anche a fattori ambientali. Il rapporto mentolo-mentone è un parametro per determinare la qualità dell’olio: gli oli più ricchi di mentolo hanno un aroma più rotondo e vellutato, quelli più ricchi di mentone hanno un aroma più aspro.

Di seguito un riepilogo dei principali tipi di menta con le caratteristiche fondamentali.

MENTA PIPERITA
• Sinonimi: menta prima, menta inglese, menta pepe, peppermint (nome inglese)
• Nome botanico: menta piperita
• Famiglia Labiate

Pianta erbacea perenne con fusti a sezione quadrangolare, ramificati, eretti, di colore verde (menta Bianca o rosso violacea menta nera). Le foglie sono opposte, ovali-allungate, a margine seghettato, con peli radi. I fiori piccoli, violacei o biancastri, sono raggruppati in spighe molto fitte. Si moltiplica per stoloni sotterranei (fusti striscianti che emettono radici e originano nuove piantine).

Si tratta originariamente di un ibrido naturale derivante dall’incrocio tra Mentha acquatica e Mentha viridis, quest’ultima a sua volta ibrido tra M. sylvestris e M. rotundifolia. E’ nata ufficialmente in Inghilterra nel 1696, quando fu osservata da un botanico per la prima volta in un campo di M. viridis. La coltivazione iniziò nel 1750 a Mitcham in Inghilterra. Quindi venne portata in Provenza, in America e successivamente in Italia. Attualmente la menta piperita è coltivata in tutto il mondo.

ALTRE SPECIE: esistono molte varietà e chemiotipi di menta piperita a seconda dei luoghi di provenienza. Le migliori piante selezionata appartengono a due forme: M. piperita officinalis pallens, detta “menta Bianca” e M. piperita officinalis rubescenz, detta “menta nera”.

La menta bianca ha steli verdognoli, foglie verdi chiaro e fiori biancastri; la menta nera ha steli brunorossicci foglie maculate rossastre e fiori rosso-bruni. Entrambe forniscono oli essenziali di orrida qualità, anche se la menta bianca ha un aroma più fine e delicato. Nei climi temperati la menta prospera e fornisce oli dall’aroma forte e gradevole. Nei paesi caldi gli oli estratti sono di qualità meno pregiata.
Gli oli di provenienza inglese sono i più pregiati. In Italia la coltivazione si fa specialmente al Nord e si ottengono oli di buona qualità.

PARTI UTILIZZATE PER ESTRARRE L’OLIO ESSENZIALE: le foglie e le sommità fiorite (per distillazione ad acqua o in corrente di vapore).

COMPONENTI PRINCIPALI: mentolo (alcoli 30-50%) mentone, isomentone (chetoni, 10-30%) acetato di metile (esteri£_”=%), 1,8-cineolo (ossidi), pinene, limonane, fellandrene, sabinene (monoterpenu), cariofillene, bisabolene (sesquiterpeni).

L’olio più pregiato deve contenere un’apprezzabile quantità di mentolo e dei suoi esteri (non meno del 50%) e un basso titolo di mentone (che gli conferisce un odore aspro).

• Profumo: fresco, mentovato, erbaceo, con tonalità dolce-balsamica di fondo.
• Colore: giallo o verdognolo
• Energia: yang
• Simbologia planetaria: Mercurio, venere, Giove.

PROPRIETÀ: antispasmodico, analgesico, stimolante nervoso, tonico generale, digestivo, o Carminativo, cefalico, stimolante del fegato, stimolane della bile, anticatarrale, espettorante, anti infiammatorio, immunomodulante, antipruriginoso, moderato antisettico, favorisce il ciclo mestruale, febbrifugo, insettifugo, antiparassitario.

INDICAZIONI PRINCIPALI*: stanchezza mentale, affaticamento, difficoltà di concentrazione, cefalea, febbre, raffreddore, tosse spasmodica, alitosi, disturbi digestivi, nausea, aerofagia, crampi addominali, colon spastico, nevralgie, dermatiti, prurito, mestruazioni scarse, reumatismi, vertigini, lipotimia, cinetosi (mal d’auto e altri disturbi legati al movimento), metereopatie (stati di malessere legati a fattori metereologici).

ATTENZIONE: per il contenuto di chetoni (che hanno potenziali effetti neurotossici a dosi elevate o ripetute) va utilizzato con moderazione. Da non usarsi in gravidanza e nei bambini al di sotto dei tre anni. Nei bambini più grandi usare solo per via esterna, con prudenza e non applicare a livello del viso. E’ irritante a livello delle mucose; diluire prima dell’uso; non applicare su vaste superfici cutanee per non incorrere nell’effetto “ghiacciato” cioè in una forte sensazione di freddo. Non utilizzare durante trattamenti omeopatici perché la menta può neutralizzare l’effetto dei rimedi.

UN PO’ DI STORIA
E’ stato scritto che vi sono più mente sulla Terra che pesci nel Mar Rosso o scintille nella fucina di Vulcano. Infatti le piante appartenenti al genere Mentha hanno una grande propensione a incrociarsi tra loro e a creare ibridi. La menta è una pianta ampiamente utilizzata e citata nell’antichità: era già coltivata dagli Egizi, che la usavano quale profumo rituale come rivelano iscrizioni murali e papiri; gli Ebrei la utilizzavano come pianta aromatica ed è citata nella Bibbia.

Nel mondo greco la menta godeva di una fama ambivalente: da una parte come erba afrodisiaca e stimolante, dall’altra come un’erba infera. Secondo un mito della tradizione greca la menta sarebbe nata infatti dal sacrificio di una ninfa di nome Minta, amante di Ade, dio degli Inferi (il Plutone dei Romani) uccisa per gelosia da Persefone, la moglie di questi. Ade, allora, la trasformò in una pianticella, la menta appunto, che sprigiona il suo intenso, balsamico profumo.

Un altro mito racconta che la dea Demetra, addolorata per la scomparsa della figlia Persefone, rapita dal diodegli Inferi, si imbattè nella menta selvatica e nutrì un tale odio nei confronti della pianta da condannarla alla sterilità. La menta era anche chiamata iynx, nome che, in greco, disegna una maga esperta in filtri amorosi.

Dai miti la menta sembra un’erba che presso i Greci suscitasse anche avversione: si pensava che da una parte stimolasse il desiderio sessuale, dall’altra potesse deprimere negli uomini il coraggio e la virilità e rendere le donne sterili. Per questi motivi si sconsigliava di mangiare la menta e anche di coltivarla nei periodi di guerra, per non indebolire l’organismo degli uomini, mentre era consigliata l’applicazione della menta prima dei rapporti sessuali come contraccettivo.

Alla menta erano attribuite anche proprietà medicinali di stimolante, digestivo, fortificante. Presso i Romani prevalse il simbolismo positivo di erba legata alla figura della Grande Madre: corone di menta (coronae Veneris) venivano intrecciate sul capo dei giovani sposi per augurare un matrimonio felice; si raccomandava anche ai filosofi e ai poeti di cingersi il capo con corone di menta, per rendere la mente chiara e scattante.

Nel Rinascimento era considerata una panacea: grata allo stomaco, in grado di “eccitare Venere” e di corroborare il cervello e la memoria. La menta appariva spesso nei rituali di magia amorosa, perché racchiudeva le lacrime di Platone per la ninfa divenuta vegetale (e le lacrime di un dio sono la rugiada della felicità): nei giardini romani la statua di Venere, dea dell’amore, era circondata da piantine di menta su cui si portava la propria amata affinché, calpestandole e facendone sprigionare il profumo, si potessero anche risvegliare e intensificare i sentimenti amorosi.

Nella tradizione cristiana è una delle erbe legate alla festa di San Giovanni Battista, che viene associata alle feste del solstizio d’estate, momento particolare e “magico” per il mondo della natura e per l’uomo, esposto ai benefici influssi cosmici.

Nell’antichità la menta era considerata una pianta capace di mettere in fuga i serpenti (simbolo cristiano del demonio), di riconciliare con la vita, di allontanare la paura della morte. Nel mito a lei dedicato è una pianta strappata al dio degli Inferi e ha anche assunto il potere di riuscire a vincere le forze delle tenebre e il male. In analogia con San Giovanni “voce di uno che grida nel deserto” veniva considerata un rimedio contro la perdita della voce.

La menta è stata soprannominata anche Herba sanctae Mariae, una espressione del latino medioevale, (erba di Santa Maria) che indica un legame con la Madonna nato da una leggenda appunto del periodo Medioevale secondo la quale la menta dissetò la Sacra Famiglia in fuga verso l’Egitto e per questa ragione si meritò la benedizione della Madonna, che la definì “erba buona e santa”. Per questo motivo la tradizione popolare vuole che, quando si incontrano pianticelle di menta su un prato si schiacci sempre tra le dita una foglia e se ne inali il profumo, in segno di devozione.

La menta, che cresce nei luoghi più umili, è diventata l’emblema della sobrietà e della temperanza, della vita semplice. Grazie alle sue numerose proprietà e stata associata alla salute: pacchettini contenenti foglie di menta venivano attaccati al collo dei malati o vasi di menta erano collocati nelle loro stanze per permettere di respirarne gli aromi medicamentosi.

La menta dal punto di vista energetico e simbolico è una pianta associata a più pianeti: a Giove che riflette le molteplici capacità benefiche, riequilibranti, corroboranti di questa pianta, la sua azione antispasmodica e stimolante sulla funzione epatica (il fegato è governato da Giove); a Mercurio, pianeta associato alle funzioni intellettuali, alla comunicazione, alla digestione, che riflette la capacità di stimolo delle funzioni mentali e digestive proprie della pianta; a Venere, in quanto si attribuiscono alla stessa qualità di pianta amorosa e afrodisiaca.

L’OLIO ESSENZIALE DI MENTA, per il suo contenuto di mentolo, se viene applicato sulla cute, stimola le terminazioni nervose superficiali che trasmettono una sensazione di freddo. Lo stesso viene avvertito a livello delle mucose. Per questo motivo viene utilizzato per la formulazione di bagnoschiuma dall’aroma frizzante e stimolante o di creme ad effetto rinfrescante. Per la stessa ragione non è consigliata l’applicazione su vaste superfici cutanee, ma solo su aree ridotte e sempre, per smorzarne l’effetto. L’olio essenziale di menta è pungente e stimolante e svolge una spiccata azione a livello dell’apparato digerente: è antispastico, tonico, digestivo; stimola il deflusso biliare, contrasta la formazione di gas a livello di stomaco e intestino, combatte gli spasmi dolorosi, la nausea e l’alitosi.

L’utilizzo può avvenire per via esterna ricorrendo a basse concentrazioni ( 1-2% in olio vegetale per applicazioni a livello addominale), magari in associazione con altro olio essenziale dall’aroma più morbido e da analoghe proprietà digestive e antispasmodiche ( per esempio arancia o mandarino).

L’assunzione per via orale, benché molto efficace per combattere le problematiche del tubo digerente, dovrebbe avvenire con cautela a basso dosaggio (sia per la presenza di chetoni che sono potenzialmente tossici per l’organismo a dosaggi elevati sia per il possibile effetto irritante a livello delle mucose) e solo occasionalmente (per esempio 1-2 gocce d’olio di menta sciolte in un cucchiaino di miele e diluite in mezzo bicchiere d’acqua o in una tisana) o per brevi periodi (qualche giorno). Per periodi più lunghi di trattamento è meglio utilizzare l’erba sotto forma di tisana, per esempio una tazza dopo i pasti.

*Disclaimer: le informazioni riportate provengono dalla letteratura e non sono attributi del prodotto, hanno valore puramente divulgativo e non possono essere intese quali proprietà terapeutiche.

Bibliografia
• J.Valnet, Cura delle malattie con le essenze delle piante,Aldo Martello Editore Giunti
• J.Valnet, Aromaterapia, Coh, Milano
• V.A. Worwood, Guarire con le essenze e i profumi, Macro Edizioni
• Marina Ferrara Pignatelli, Viaggio nel mondo delle essenze, Ed. Franco Muzzo
• Aromaterapia ieri oggi domani – L. Paoluzzi. Morphema editrice
• Enciclopedia degli oli essenziali – J. Lawless. Tecniche nuove
• Phytos Olea – L. Paoluzzi. Morphema editrice
• Profumi di benessere – L. Savo. Daigo press
• Profumi celestiali – S. Fischer-Rizzi – Tecniche nuove

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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.

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