In precedenti articoli abbiamo trattato di Falco e dei Modern Talking ma la musica pop tedesca – spesso con testi in inglese – degli anni ’80 era senz’altro ricca di molti altri protagonisti. Dopo un’introduzione sul fenomeno della musica pop tedesca di quegli anni vedremo più nel dettaglio alcuni di questi protagonisti.
Negli anni ottanta, la musica pop tedesca ha vissuto un periodo di grande fermento creativo e di affermazione a livello internazionale. In un decennio caratterizzato dall’influenza dei nuovi strumenti elettronici e dall’emergere di sonorità innovative, la Germania ha saputo ritagliarsi uno spazio di rilievo grazie a un’eclettica scena musicale che ha influenzato sia il panorama europeo che quello mondiale.
Uno dei fenomeni più rappresentativi della scena pop tedesca degli anni ottanta è stata la Neue Deutsche Welle (NDW) – mutuato dal termine Nouvelle Vague che indicava il cinema francese degli anni ’50 – un movimento musicale che ha mescolato punk, new wave e pop con testi in lingua tedesca. Tra i protagonisti di questa corrente spiccano artisti come Nena, il cui singolo del 1983, “99 Luftballons“, è diventato un inno generazionale e un successo globale e Falco, il cui stile originale lo ha portato al successo internazionale con brani come “Der Kommissar“.
La NDW ha saputo combinare una critica sociale spesso ironica con melodie orecchiabili e ritmi coinvolgenti, trasformandosi in un movimento capace di rappresentare la ribellione giovanile del tempo. Tra le altre band di rilievo ci sono gli Ideal, con il loro stile energico e i testi provocatori, e i Trio, noti per la loro hit minimalista “Da Da Da“.
Parallelamente alla NDW, la Germania ha consolidato la propria fama di patria dell’innovazione sonora grazie all’apporto fondamentale dei Kraftwerk, pionieri della musica elettronica. Anche se la loro ascesa risale agli anni settanta, è negli anni ottanta che il loro impatto si fa sentire in modo più ampio, influenzando artisti pop di tutto il mondo. Il loro album “Computerwelt” del 1981, per esempio, ha anticipato molte delle tematiche legate alla tecnologia e alla digitalizzazione che avrebbero caratterizzato la musica e la società degli anni a venire.
In questo contesto, altri gruppi, come i Propaganda e gli Alphaville, hanno contribuito a portare l’elettronica nel mainstream pop. Gli Alphaville, in particolare, con brani come “Big in Japan” e “Forever Young” (1984) hanno raggiunto un successo planetario, diventando emblemi di un pop elettronico denso di emozioni e carico di atmosfere sintetiche. Il pop tedesco degli anni ottanta, quindi, non si è limitato a influenzare solo il mercato locale ma ha ottenuto ampi riconoscimenti anche a livello internazionale, dimostrando che la musica in lingua tedesca poteva competere con le produzioni anglofone dominanti. Questo successo ha contribuito a ridurre le barriere linguistiche nel mondo del pop, mostrando che la lingua non era un ostacolo per la diffusione di messaggi universali, soprattutto in un periodo in cui la tensione politica della Guerra Fredda era ancora forte. Infatti, molti dei temi trattati nelle canzoni di questo periodo riflettono le paure e le speranze della gioventù tedesca, divisa tra Est e Ovest, tra modernità e tradizione.
Se il successo di alcuni brani contribuì, senza ombra di dubbio, a far comprendere che la musica va al di là delle barriere linguistiche, sopratutto quando tratta temi universali e/o generazionali, va comunque ricordato che il pop tedesco cantò molto anche in inglese. E questo per varie ragioni, non solo commerciali. Molti cantanti e gruppi musicali teutonici sceglievano, infatti, di cantare i loro testi in inglese per motivi legati alla diffusione internazionale e all’influenza culturale come ad esempio, l’accesso a un pubblico più vasto: l’inglese era, ed è tuttora, la lingua dominante nel mercato musicale globale. Cantare in inglese permetteva agli artisti tedeschi di raggiungere un pubblico internazionale molto più ampio rispetto a quello che avrebbero potuto ottenere con testi in lingua madre. Le classifiche musicali di molti paesi, soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito, erano quasi esclusivamente dominate da brani in lingua inglese, per cui adattarsi a questa lingua aumentava le probabilità di successo. Non va dimenticato, infatti, che l’influenza culturale anglofona, dominava già la scena musicale mondiale. Molti artisti tedeschi crescevano ascoltando queste influenze e, di conseguenza, adottavano l’inglese come lingua naturale per le loro composizioni. Un altro fattore era la percezione della lingua inglese come “moderna”: durante la Guerra Fredda, la Germania Ovest era particolarmente affascinata dalla cultura americana e britannica, avvertite come portatrici di modernità, libertà e innovazione. Cantare in inglese era spesso considerato un modo per sembrare più cosmopoliti e in sintonia con le tendenze musicali del momento. Inoltre, nonostante la ricchezza della lingua tedesca, alcuni artisti sentivano che l’inglese fosse più adatto per certe sonorità e stili musicali, in particolare nel pop e nel rock. L’inglese, con le sue frasi brevi e ritmate, si adattava bene alla struttura delle canzoni pop e facilitava la creazione di melodie orecchiabili e catchy. Insomma, era più “musicale”. Last but not least, ovviamente il motivo economico-commerciale: le case discografiche incoraggiavano spesso i gruppi tedeschi a produrre musica in inglese per aumentarne le potenzialità commerciali all’estero. Per molte band, come gli Alphaville e gli Scorpions, il successo internazionale sarebbe stato più difficile da ottenere se avessero continuato a cantare esclusivamente in tedesco.
Ricordiamo alcuni dei cantanti e dei gruppi alemanni più famosi che hanno cantato esclusivamente, prevalentemente o solo alcuni storici pezzi, in inglese: gli Scorpions, uno dei gruppi rock più famosi della Germania, aveva già iniziato a cantare in inglese già negli anni settanta, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico internazionale ma divennero celebri a livello mondiale con brani in inglese come “Rock You Like a Hurricane” (1984) e la ballata “Wind of Change“. Quest’ultima, pubblicata nel 1990, divenne un simbolo della fine della Guerra Fredda; Sandra, cantante pop molto popolare negli anni ottanta – che esordì come solista proprio con la cover tedesca di “Big in Japan” – ha cantato principalmente in inglese. Il suo successo è legato a brani come “Maria Magdalena” e “In the Heat of the Night“, entrambe del 1985, che scalarono le classifiche in tutta Europa; i Milli Vanilli, il duo pop raggiunse fama globale con brani in inglese come “Girl You Know It’s True” e “Blame It on the Rain” tuttavia sono ricordati anche per lo scandalo legato al fatto che non cantavano realmente le loro canzoni; Accept, tra le band heavy metal, è uno dei gruppi tedeschi più noti per aver cantato principalmente in inglese. Brani come “Balls to the Wall” (1983) li resero famosi anche fuori dalla Germania, in particolare negli Stati Uniti; i già citati Falco, Alphaville, Modern Talking, Propaganda – lo stile di questi ultimi mescolava sonorità elettroniche sofisticate con testi profondi e spesso surreali; uno stile oscuro e atmosferico, combinato con la voce eterea di Claudia Brücken, li rese uno dei gruppi di culto della scena elettronica di quegli anni – e i Kraftwerk, questi ultimi, sebbene abbiano cantato anche in tedesco, hanno prodotto diverse versioni dei loro album in inglese per raggiungere un pubblico più vasto. Canzoni come “The Model” e “Autobahn“, entrambi pezzi degli anni ’70, ebbero successo in tutto il mondo contribuendo, come già detto, alla loro reputazione di pionieri della musica elettronica.
L’eredità della musica pop tedesca degli anni ottanta è ancora evidente nella musica contemporanea. La scena elettronica, in particolare, ha continuato a evolversi, influenzando generi come la techno e la house, che troveranno a Berlino, negli anni novanta, una delle loro capitali mondiali. Artisti e band di quell’epoca, come i già citati Kraftwerk, rimangono punti di riferimento per generazioni di musicisti.
Inoltre, la spinta verso l’innovazione e la sperimentazione sonora che ha caratterizzato la musica tedesca degli anni ottanta è rimasta un tratto distintivo della scena musicale del Paese, che continua a produrre artisti di fama internazionale capaci di ridefinire i confini della musica pop ed elettronica.
Sotto, il video “Hey little girl” (1985) di Sandra.










