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La mostra MARSIGLIA. CUORE MARITTIMO al Museo Regards de Provence

Collezione della Camera di Commercio e Industria Aix Marseille Provence. Dal 7 maggio al 2 ottobre 2024.
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La mostra MARSIGLIA. CUORE MARITTIMO al Museo Regards de Provence

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Collezione della Camera di Commercio e Industria Aix Marseille Provence. Dal 7 maggio al 2 ottobre 2024.

Marsiglia e il suo porto saranno sotto i riflettori questa primavera ed estate, con l’orgoglio di accogliere la fiamma olimpica direttamente dalla Grecia, poi gli eventi velici dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 Il Museo Regards de Provence e la Camera di Commercio e dell’Industria di Aix-Marseille-Provence ha voluto sostenere questa dinamica attraverso un’esposizione eccezionale che svela parte del patrimonio della Camera di Commercio e dell’Industria di Aix-Marseille-Provence. Il filo conduttore sono naturalmente i bacini portuali, le infrastrutture che ne sostengono lo sviluppo, gli uomini che vi lavorano e le navi che vi operano, interpretati dal talento di artisti con tecniche plurali e prospettive singolari. A vele spiegate!

Vengono così messi in luce i diversi volti di una Marsiglia marittima e l’incomparabile valore documentario e storico della maggior parte delle opere esposte non deve oscurarne l’interesse artistico. Accanto a figure della scena artistica marsigliese che siamo sempre felici di incontrare, come Casile, Ponson, Moutte, Astruc, Verdilhan, scopriamo artisti dal tocco spesso unico, come Poggioli, Bourget, Galland e Boussion.

Protagonista della vita economica locale fin dalla sua fondazione nel 1599, la CCIAMP, prima camera di commercio al mondo, opera per promuovere il commercio e il commercio marittimo. La Camera conserva numerosi archivi che testimoniano le relazioni internazionali che ha stabilito e mantenuto, sia con la diplomazia che con i commercianti del Mediterraneo. L’apertura del porto al commercio internazionale, facilitata da un posizionamento geostrategico ideale per gli scambi commerciali, costituisce uno dei suoi maggiori punti di forza.

Allo stesso tempo, la CCIAMP ha raccolto nel tempo un patrimonio straordinario, sempre legato alla sua attività: dagli acquisti alle donazioni, si è arrivati a 300 dipinti e 200 modelli in scala, senza contare migliaia di disegni, incisioni, mappe e planimetrie, fotografie, manifesti, ai quali bisogna aggiungere anche vari oggetti storici. Chi meglio del CCIAMP, infatti, aveva la legittimità di riunire una collezione che documentasse la vivace attività portuale di Marsiglia e la sua evoluzione nel corso dei secoli?

Dall’inizio del XX secolo, la Camera ha messo a disposizione del grande pubblico una parte di questa collezione dedicandole alcuni spazi nella sua sede, il superbo Palais de la Bourse situato ai piedi della Canebière, molto vicino al Porto vecchio. Dall’inizio del XX secolo, la Camera ha messo a disposizione del grande pubblico parte di questa collezione, dedicando loro alcuni spazi della sua sede. Dal 2018 le opere non sono più visibili al grande pubblico e sono ora conservate in riserve. Marsiglia, nel cuore marittimo, offre quindi un’occasione unica per ammirare un campione accuratamente selezionato di questa collezione ormai invisibile.

Dimenticate le suggestive calette, le cabine, i bagnanti, i ristoranti sul mare: qui lo sguardo si volge verso gli operai, le navi e le gru; le banchine di scarico ingombre di merci locali o esotiche e gli abiti colorati di chi le percorre, proveniente dai quattro angoli del bacino del Mediterraneo, o anche più lontano; i facchini che faticano sotto il peso dei loro pacchi e i comignoli fumanti dei piroscafi. Siamo lontani dai panorami da cartolina, anche se una certa sensazione di pittoresco può emergere dall’evocazione di questi mestieri, di queste macchine e di questi edifici scomparsi. Tutte le epoche sono rappresentate, da Victor Coste che ci proietta in una Massalia appena fondata a Jean-Frédéric Canepa che raffigura la martoriata Marsiglia dopo la Liberazione. Queste circa novanta opere offrono, per così dire, una sintesi di 26 secoli di attività marittima.

L’attrazione degli artisti verso le infrastrutture portuali
Quattro sezioni scandiscono e strutturano la mostra. Il primo sottolinea l’attrazione degli artisti per le infrastrutture portuali, che si sono espanse e modernizzate a un ritmo rapido a partire dalla Rivoluzione Industriale. Se incontriamo prima l’arsenale delle galee e i forti Saint-Jean e Saint Nicolas che difendono il passo portuale, ci immergiamo poi nel bacino della Joliette, il cui sviluppo a seguito del decreto del 1844 segna una svolta decisiva nell’organizzazione portuale di Marsiglia. I pittori non si sbagliano e anche coloro che venerano il panorama di Lacydon cercano di confrontare lì il loro talento. Alfred Casile lo fa con uno stile esplosivo, a tratti grigio e freddo – come se, anche alle nostre latitudini, non riuscisse ad abbandonare i toni con cui tante volte aveva dipinto la Normandia e il Belgio – ma l’accostamento del tutto tiene conto della l’atmosfera industriale del posto abbastanza bene. Anche l’essenziale Raphaël Ponson, pur non essendo molto affascinato dalla modernità, non poteva fare a meno di appoggiare il suo cavalletto sulla diga per catturare l’intreccio molto grafico della foresta di alberi e camini delle navi ormeggiate. In lontananza, in diversi dipinti, spicca la sagoma frastagliata della banchina, che 150 anni dopo segna ancora l’orizzonte del quartiere.

La prossima generazione si affezionerà senza sorprese al ponte trasportatore (Galland, Sabattier), che tanto divise i pittori, così come alle immense gru che scorrono sui loro binari (Boussion, Astruc, Stamboulian). Questa ambigua fascinazione per il formidabile apparato infrastrutturale culmina nella superba Marsiglia, porto industriale, dove Jean-Frédéric Canepa trascrive in un lungo formato l’intrico di gru, argani, vagoni merci, trattori, botti che, occupando quasi per intero lo spazio tra le gli scafi panciuti dei piroscafi costituiscono infatti il soggetto principale del dipinto.

Le piattaforme e gli attori
Dedicata alle banchine e ai loro attori, la seconda sezione riporta l’uomo, fino ad allora discreto, al centro delle composizioni. Curiosi, facchini e scaricatori, venditori ambulanti, marinai, viaggiatori, borghesi e mercanti si affollano attorno alle banchine, lavorando, discutendo o semplicemente facendosi strada tra le squadre e le merci appena scaricate o che presto saranno caricate a bordo.

È Marsiglia la città del mondo, ma anche Marsiglia la laboriosa, ad essere qui sotto i riflettori. In una straordinaria sanguigna, tra le più antiche tra le opere esposte, François André Vincent cattura una vivace discussione tra commercianti locali e levantini durante l’epoca rivoluzionaria, sullo sfondo del Municipio e della Torre Saint-Jean.

È anche nel XVIII secolo che Marcel Poggioli ci porta in un grande formato risalente al periodo tra le due guerre. Borghesi mascherati, portantine, vascelli fieri dalle vele nobili: c’è tutto… tranne Notre-Dame-de-la-Garde, poiché è ancora il forte voluto da Francesco I a coronare la collina sacra. Da un sorprendente punto di vista dal basso, Albert Boussion dipinge la fila dei portuali piegati sotto il peso di pesanti sacchi di grano, dominati dalla sagoma massiccia dei silos di grano.

Una terza fase riunisce i paesaggi marini, ma paesaggi marini che sono tanti ritratti, come confermano i titoli stessi delle opere: isolate al centro, le navi sono mostrate di profilo, mentre navigano su onde abbastanza agitate da dare movimento alle composizioni altrimenti un poco fisso. Alberi e vele, ciminiere fumanti – è l’era delle navi cosiddette “miste” – scialuppe di salvataggio, bandiere vengono trascritti minuziosamente, come un modo per promuovere indirettamente l’equipaggio e il capitano, il costruttore e l’armatore. Tra gli artisti un posto d’onore spetta alla dinastia dei Roux, pittori marini che realizzarono anche numerosi ex voto, alcuni dei quali adornano ancora le pareti della basilica di Notre Dame de la Garde. Tra le imbarcazioni troviamo in dipinto e in modellino il transatlantico “Charles-Roux”, che fu la prima nave a turbina francese. La sua storia tormentata – forniva il collegamento Marsiglia-Algeri prima di essere trasformato in ospedale galleggiante durante la Grande Guerra – gli è valso una certa notorietà.

La mostra si conclude con una bella serie di manifesti, la maggior parte dei quali pubblicati da grandi compagnie di trasporto marittimo per evidenziare sia la modernità della loro flotta che il numero di collegamenti forniti, spesso con Marsiglia come sfondo. Si tratta, implicitamente, della prosperità e del dinamismo della città e del suo porto, della sua posizione dominante sulla scala del bacino del Mediterraneo e del valore aggiunto che traeva dagli scambi con le colonie.

MARSEILLE AU CŒUR MARITIME
La Collezione della Chambre de Commerce et d’Industrie Aix-Marseille-Provence al Musée Regards de Provence, à Marseille

Dal 7 Maggio al 2 Ottobre 2024.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Giancarlo Garoia
ID: 397869
Licenza di distribuzione:
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Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.