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Marcello Mastroianni: un simbolo del Cinema Italiano

Opera in ricordo del grande attore preferito da Fellini
Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci

Marcello Mastroianni: un simbolo del Cinema Italiano

Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci
Opera in ricordo del grande attore preferito da Fellini

Il 19 Dicembre del 1996, a Parigi, in Francia, moriva il grande attore Marcello Mastroianni. Era nato a Fontana Liri, in provincia di Frosinone, nel 1924, ed il suo nome completo era Marcello Vincenzo Domenico Mastrojanni. Da ragazzino ebbe delle esperienze da comparsa in diversi film diretti anche da grandi registi come Vittorio De Sica, ma sarà solo dopo la seconda guerra mondiale, nel 1945, che inizierà a prendere lezione di recitazione e nel 1948 esordì nel film “I Miserabili” diretto da Riccardo Freda. Nello stesso periodo iniziò anche a recitare in teatro, dove fu notato da Luchino Visconti che gli offrì i primi ruoli da protagonista. Arrivò anche al cinema sotto la direzione di Claudio Gora, Carlo Lizzani, Luchino Visconti ed Alessandro Blasetti. Il successo nazionale arrivò nel 1958 con “I Soliti Ignoti” e l’affermazione internazionale si avrà nel 1960 e 1963 con due film capolavoro di Federico Fellini: “La Dolce Vita” e “8 e Mezzo”, che vedranno Mastroianni come riconosciuto attore “latin lover”. Da quel momento fu un susseguirsi di grandi successi internazionali, spesso vissuti anche con Sophia Loren, sua partner cinematografica in alcune pellicole ormai storiche. La rivista americana “Time”, nel 1962, gli dedicò un articolo come divo straniero più ammirato negli U.S.A. e nel 1966 debuttò anche nella Commedia musicale, recitando ed esibendosi anche nel canto e nel ballo. Federico Fellini lo utilizzò come suo attore preferito per vari film di grande successo, spesso in coppia con Sophia Loren, sfruttando le sue doti d’interpretazione sia in ruoli drammatici che in quelli più leggeri e comici. Fu anche protagonista della “Commedia all’Italiana” in compagnia dei più grandi del settore come Nino Manfredi, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gasmann. Fu candidato tre volte all’Oscar come migliore attore, e tra tanti premi nazionali ed internazionali, vinse 2 Golden Globe, 8 Premi Donatello, 8 Nastri d’Argento, 5 Globi d’Oro, 2 Coppe Volpi ed un Ciak d’Oro. Nel 1990 gli fu conferito il Leone d’Oro alla carriera. Morì per un tumore al pancreas.

Questa mia opera a carboncino, che è stata esposta nella mia mostra personale al “Museo della Grafica” di Palazzo Lanfranchi, a Pisa, è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Bruno Pollacci
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Bruno Pollacci

Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.