Nel panorama dell’arte emergente italiana si distingue con forza la figura di Valerio Zezur, artista classe 2001, nato in Ucraina e attualmente attivo in Veneto. La sua opera non è soltanto espressione visiva, ma affermazione esistenziale: un percorso artistico che prende forma dalla resilienza, trasfigurando un passato lacerante in strutture visive dense, vive, materiche.
Valerio Zezur approda in Italia all’età di undici anni, dopo un’infanzia segnata da profonde ferite personali e da un destino familiare interrotto. Le difficoltà vissute in giovane età – tra istituti, adozione, allontanamento e sopravvivenza autonoma – si traducono oggi in una pratica artistica che è, prima di tutto, testimonianza di resistenza e trasformazione.
L’approdo alla pittura avviene in modo autodidatta, poi consolidato negli anni del Liceo Artistico a Monza, e successivamente perfezionato in un percorso individuale che lo conduce all’uso libero e sperimentale dei materiali. Oggi, stabilitosi in Veneto, l’artista lavora in uno spazio-laboratorio che è anche luogo d’incontro e dialogo con il pubblico.
Materia e memoria: un linguaggio visivo personale
Le opere di Zezur si distinguono per un linguaggio pittorico materico, dove la superficie diventa terreno di scavo e stratificazione. L’artista impiega materiali eterogenei – gesso, metallo, sabbia, legno, carta, tessuti – creando texture dense che evocano fratture, cicatrici e, al tempo stesso, rinascite.
La pittura si fa così traccia concreta di un vissuto, ma mai illustrativa: ciò che emerge è un universo interiore reso tangibile, fatto di forme astratte, profondità, rotture, sovrapposizioni. Un vocabolario visivo che rifiuta la linearità narrativa per abbracciare una complessità emozionale e materica.
Le opere come espressione di resilienza
Zezur definisce la sua arte come un “processo di rinascita”. Ogni opera è un atto di riconciliazione con il passato, ma anche una dichiarazione di presenza. Il trauma, invece di restare sommerso, si trasforma in superficie, si fa forma.
Questo approccio lo distingue in un panorama spesso dominato da estetiche preconfezionate: Zezur rifiuta l’omologazione e rivendica un’identità artistica radicata nel reale, nella vulnerabilità e nella forza che da essa può scaturire.
Oltre alla produzione pittorica, Zezur è impegnato nella scrittura di un’opera autobiografica, Dentro l’incubo, oltre il buio, in cui racconta il proprio percorso di vita e di emancipazione. Un progetto editoriale che completa il quadro della sua ricerca, rendendolo non solo artista visivo ma anche narratore di sé.
Il suo lavoro è visibile anche presso realtà come Relais Delta, in provincia di Rovigo, dove l’artista ha allestito uno studio aperto, accessibile al pubblico e pensato come spazio di dialogo e condivisione.
RIFERIMENTI E CONTATTI
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