Uri Caine
The Passion of Octavius Catto
Uri Caine composizione e pianoforte
Barbara Walker voce
Mike Boone basso elettrico
Clarence Penn batteria
Ralph Alessi tromba
Achille Succi sassofoni
Track paused
Composizione in dieci parti per trio jazz e orchestra da camera coro gospel con Barbara Walker
Nell’autunno del 2017 Philadelphia ha inaugurato una statua di Octavius Catto, combattente per la libertà, di fronte al municipio. Catto era un combattente per la libertà afroamericano del XIX secolo, noto per il suo lavoro come abolizionista, educatore, pioniere del baseball e difensore dei diritti civili e di voto.
The Passion of Octavius di Uri Caine, scritto per orchestra, coro, cantante gospel e trio jazz, è stato commissionato dal Mann Music Center e dal Pew Center for the Arts. La sua composizione in dieci parti documenta l’attivismo di una vita di Catto, interrotto dal suo assassinio durante le violenze perpetrate il giorno delle elezioni del 1871 contro gli afroamericani di Filadelfia mentre cercavano di esercitare il loro diritto di voto, ottenuto due anni prima con l’approvazione del XV Emendamento alla Costituzione.
L’educazione di Caine a Philadelphia ha offerto un ambiente fertile per il pianista e compositore, che ha avuto l’opportunità di suonare nelle band di leggende come Hank Mobley, Philly Joe Jones e Mickey Roker, eroi locali come Bootsie Barnes e future star come Grover Washington Jr. Da adolescente, Caine ha studiato pianoforte classico con Bernard Peiffer e composizione con George Rochberg. Ha continuato a studiare con Rochberg e il compositore George Crumb all’Università della Pennsylvania. Caine ha continuato a lavorare in tutti i settori della strada come solista e con i suoi ensemble acustici ed elettrici. Ha lavorato in gruppi diretti da John Zorn, Don Byron, Dave Douglas e Arto Lindsay. Caine si è esibito con importanti ensemble da camera, tra cui l’Arditti String Quartet e la Los Angeles Chamber Orchestra, e in esibizioni e commissioni con la Cleveland Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la Swedish Chamber Orchestra, la BBC Orchestra e la Boston Symphony. Il riferimento alla Passione come forma classica è servito come format per includere l’orchestra, il coro e il trio di Caine, ma ha anche fornito a Caine un modo per includere la tradizione della musica sacra Gospel e il legame storico tra Gospel e musica classica. Gli artisti afroamericani formati nella tradizione della musica Gospel hanno abbracciato il linguaggio della musica classica quando si sono presentate queste opportunità. Il coro per La Passione di Octavius Catto è stato affidato al Dr. Jay Fluellen, una presenza fissa nella scena artistica esecutiva della grande Philadelphia è stata in qualità di direttrice corale e musicale, educatrice, produttrice, tastierista e compositrice. Allo stesso modo, Barbara Walker, la solista di questa registrazione, ha lavorato in diversi generi musicali sul palcoscenico, in teatro, al cinema e in televisione. Per la registrazione, la stimata direttrice corale e produttrice newyorkese Nedra Neal è stata coinvolta per supportare i cantanti di Philadelphia. L’orchestra è guidata con entusiasmo da André Raphel, che ha lavorato come direttore ospite per importanti orchestre in tutta America, tra cui la Philadelphia Orchestra al Mann Center, dove è stata commissionata ed eseguita per la prima volta La Passione di Ottavio Catto.
Caine conosceva i tratti generali della storia di Octavius Catto, essendo cresciuto a Philadelphia. La sua comprensione e il suo apprezzamento per la vita dell’attivista si sono approfonditi dopo aver letto la biografia “Tasting Freedom” scritta da Daniel Biddle e Murray Dubin.
Dopo un prologo iniziale, Caine seleziona eventi chiave della metà del XIX secolo attorno ai quali crea composizioni rappresentative. La Pennsylvania Hall, costruita dall’Anti-Slavery Society, fu inaugurata nel maggio del 1838 per un convegno di tre giorni per gli abolizionisti. Infuriata per il convegno e i partecipanti, una folla inferocita si radunò all’esterno della sala e la incendiò completamente. “Prologo, The Burning of Pennsylvania Hall” e i capitoli successivi della vita di Octavius Catto sono selezionati da Caine e composti per varie combinazioni di testi e strumentazione per pianoforte e trio jazz, voci soliste e gospel, orchestra e coro. Due discorsi di Catto ispirano “No East No West”. Un terzo discorso di Catto, in difesa dell’uguaglianza del voto, ispira “Change”. E un quarto, “The Philadelphia Street Car Protest of 1867”, è tratto dalla protesta per la parità di accesso ai tram. Caine riserva un capitolo della “Passion” dedicato ai trionfi di Catto sul campo da baseball. In “The Amendments”, il coro e l’orchestra si lanciano in un’emozionante performance che fa riferimento alla lotta di Catto per far approvare il XIII, il XIV e il XV emendamento nella legislatura dello stato della Pennsylvania. Il brano è anche un malizioso omaggio al padre di Caine, Burton Caine, ex presidente della sezione di Filadelfia dell’American Civil Liberties Union. Gli ultimi tre capitoli di The Passion of Octavius Catto sono intitolati “Murder”, “Caroline Le Count’s Lament” e “The Martyr Rests”.
“La lotta di Catto negli anni ’60 dell’Ottocento è la stessa che affrontiamo oggi: impegnarci a creare un Paese che sia all’altezza del suo credo secondo cui tutti gli uomini e le donne sono uguali di fronte alla legge – afferma Caine – La sua vita continua a ispirarci a lottare contro il razzismo e l’intolleranza”.
“Per me, il jazz è un modo di vedere le cose”, dichiarò un giovane Uri Caine in un’intervista. E oggi non c’è dubbio che il compositore e pianista americano abbia continuato a creare secondo questo principio, non solo quando ha re-immaginato partiture di Mahler, Bach o Beethoven, ma anche quando si è proposto di esplorare in musica la vita di Octavius Catto, attivista afroamericano assassinato a Philadelphia nel 1871 da chi si opponeva al diritto di voto per i cittadini di colore
Sabato 21 giugno, ore 21″ (Uri Caine)
Enrico Rava tromba e flicorno
Stefano Bollani pianoforte
La coppia più bella del jazz. La parafrasi di una famosa canzone italiana degli anni Sessanta va a pennello per introdurre una delle coppie artistiche più sorprendenti e, seppur con tempi propri, anche longeve. Dopo anni di assidua frequentazione, Enrico Rava e Stefano Bollani si ritrovano infatti eccezionalmente in duo o insieme ad altri compagni di palco. Nel loro caso non si tratta di semplici reunion ma del forte desiderio di riallacciare un dialogo in realtà mai interrotto del tutto, lasciato solo in sospeso nel tempo. Un dialogo che trae la propria linfa vitale da fonti diverse, dagli standard del jazz ovviamente, ma anche dalla musica brasiliana, dalla canzone italiana e da brani originali, in un gioco continuo di suggestioni e rimandi. L’intesa e la creatività del momento fanno il resto.
Terzo e ultimo appuntamento del Festival a Lugo, è il concerto di Malika Ayane, Domenica 22 giugno, per un’inedita rilettura per orchestra – La Corelli diretta da Daniele Parziani con Carlo Gaudiello al pianoforte – con arrangiamenti appositamente realizzati per questa nuova produzione. Partiture che esaltano il romanticismo della sua scrittura, in equilibrio tra citazioni del suono afroamericano e l’amore per la melodia e la ballata. D’altronde Malika, a proprio agio di fronte alle platee televisive sanremesi quanto in spazi più intimi, riesce sempre a far vivere a chi la ascolta un’esperienza personale, costruendo un rapporto diretto, fragile e insieme di grande intensità emotiva con il suo pubblico.








