Oggi, 19 gennaio, ricordiamo la scomparsa del grande regista Ettore Scola, avvenuta a Roma nel 2016. Nato nel 1931 a Trevico (AV), si trasferì giovanissimo nella capitale, dove iniziò la sua carriera artistica disegnando vignette umoristiche. Dalla fine degli anni Quaranta si dedicò alla scrittura di testi per programmi radiofonici e, successivamente, anche televisivi per la RAI.
Esordì come regista nel 1964, raggiungendo il successo nel 1968 con il film Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?, interpretato da Alberto Sordi e Nino Manfredi. Attraverso il cinema, Scola raccontò con acume intellettuale, sensibilità e ironia un’Italia complessa e sfaccettata, spesso buffa e goffa nei suoi comportamenti, ma sempre profondamente umana.
Tra le sue opere più celebri si annoverano C’eravamo tanto amati (1974), Brutti, sporchi e cattivi (1976), Una giornata particolare (1977), La terrazza (1980) e La famiglia (1987). Nel corso della sua carriera ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Flaiano, il Premio Efebo d’Oro e importanti premi al Festival di Cannes, al Festival Cinematografico Internazionale di Mosca e al Torino Film Festival. Inoltre, ricevette diverse nomination agli Oscar nella categoria “Miglior Film Straniero” nel 1978, 1979, 1984 e 1988.
Ettore Scola ci ha lasciati nel 2016, ma il suo cinema continua a raccontare con straordinaria lucidità e ironia la storia e le contraddizioni del nostro Paese.
Questa è una mia opera a grafite in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








