“Tutto il resto mi sfugge” di Camilla Ugolini Mecca: poesie appassionanti e oniriche

In questa serie di liriche la poetessa sa sorprendere con versi densi di significati profondi, alcuni dei quali in apparenza incomprensibili ma che poi, entrando progressivamente nel mondo poetico dell’autrice, si svelano al lettore.
Tutto il resto mi sfugge

“Tutto il resto mi sfugge” di Camilla Ugolini Mecca: poesie appassionanti e oniriche

Tutto il resto mi sfugge
In questa serie di liriche la poetessa sa sorprendere con versi densi di significati profondi, alcuni dei quali in apparenza incomprensibili ma che poi, entrando progressivamente nel mondo poetico dell’autrice, si svelano al lettore.
  1. Casa editrice: Fara Editore
  2. Collana: Spiccioli
  3. Genere: Raccolta poetica
  4. Pagine: 64
  5. Prezzo: 12,00 €

 

«Tante volte ho sperato arrivassi. Con l’aria fresca e la luce nuova. Ho sperato sentissi la mia presenza prossima, salata di mare. Ma tu dormivi per dimenticare. Tante volte ho sognato di incontrarti nel bosco, che sbucassi dai rovi carichi di frutti. Ma sei rimasto fermo dove non c’è penombra. Soltanto la notte, possiamo ritrovarci. Quando nessuno vede, neppure noi. La notte ci impasta, una nell’altro intimi. Assottiglia i confini fra il te e il me. È così luminosa, la nostra notte che tutto rende innocente, come ciò che ha da nascere»: è la poesia “Sogno n.12 (Le pendu)”, contenuta nella silloge “Tutto il resto mi sfugge” di Camilla Ugolini Mecca. Questa lirica fa parte della seconda sezione dell’opera, intitolata “I Sogni di Clara Kutznetsova” in cui, attraverso le simbologie dei 22 arcani maggiori dei tarocchi – nella poesia appena menzionata si parla dell’appeso, ad esempio – si compie un viaggio onirico attraverso le terre dell’amore, della solitudine e dell’immaginazione. In questa serie di liriche la poetessa sa sorprendere con versi densi di significati profondi, alcuni dei quali in apparenza incomprensibili ma che poi, entrando progressivamente nel mondo poetico dell’autrice, si svelano al lettore. Vi è poi alcune volte un invito rivolto a un immaginario interlocutore di congiungersi con lei in luoghi di penombra, dove i contorni delle cose si sfumano e vi è un’atmosfera eterea e trasognata. Il sogno, però, può improvvisamente diventare qualcosa di più oscuro: l’autrice gioca con le luci e con le ombre per restituire poesie ricche di sfumature, in cui si affronta un percorso di consapevolezza, si rammenta l’amore perduto, si guarda al mondo con occhi nuovi e si trova infine il senso del tutto – «È quando il silenzio si fa così profondo che passa dentro Tutto. Universo e microcosmo, molecola e stella. Si può essere Infinito. Restare e ritornare, senza troppo bagaglio. La paura, alla fine se n’è andata» (dalla poesia “Sogno n.0 – Infinito”). Nella prima sezione dell’opera, invece, intitolata “Corpo Celeste”, si affrontano i sentimenti che scaturiscono dall’incontro con l’altro, dallo scambio tra anime affini; si racconta, attraverso versi ricchi di passione, dell’amore e della sua assenza, della necessità di vivere il momento e di sentire le energie salvifiche del mondo e delle sue creature – «Se vuoi capire, osserva. La tenerezza vibrante del bocciolo. La tenacia dell’ape, le scie degli animali. Non interromperti, guarda. Troverai un tappeto, trama e ordito e mani infinite che tessono per te. Troverai luce e spazio. Comprenderai infine che ogni cosa del mondo è a tuo favore».

 

 

Contatti

  1. https://www.instagram.com/camilla_ugolinimecca/
  2. https://www.facebook.com/camilla.mecca
  3. www.camillaugolinimecca.blogspot.com

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariangela Lisi
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