Con questa domanda potente e urgente si apre “Le parole hanno un profumo segreto” di Cristina Ghislanzoni, un’invocazione poetica che attraversa il tempo per proteggere le parole dall’oblio, rifugiandole “sotto un arcobaleno, ombrello di Dio”, rendendole immortali suoni finissimi. È la chiave che dischiude le porte di questo mondo narrativo dove poesia e vita si intrecciano indissolubilmente.
“Le parole hanno un profumo segreto” di Cristina Ghislanzoni è un soffio di vita che sa di lago e di poesia, un romanzo che ti avvolge come la nebbia mattutina sul ramo di Como. Ambientato tra gli anni Sessanta e oggi, un ragazzo un po’ scombinato che inciampa negli amori primi, quelli acerbi e veri, tra presenze familiari e tempeste inaspettate. Un “Ciclone” lo travolge con violenza, minacciando di sommergerlo, ma lui riaffiora, cucito dalla poesia, cullato dalla musica e sorretto da un amico singolare, quasi un angelo custode dal sorriso semplice e sincero, proprio come l’autrice di questo piccolo capolavoro letterario scritto con il cuore, un cuore grande. A rendere ancora più vivo questo racconto ci sono le fotografie di Massimo Longoni, che dialogano con il testo come un controcanto silenzioso. Le immagini dei luoghi lecchesi diventano parte della narrazione: danno corpo e colore alle parole, fanno respirare le atmosfere del lago, fissano volti, dettagli, luci. Al termine del racconto, dieci poesie accompagnate dagli scatti aprono un ulteriore varco emotivo, prolungando l’eco della storia in una dimensione più intima e contemplativa. Cristina sembra dipingere con pennellate delicate, mescola prosa e versi che profumano di celeste estivo e pioggia svanita, proprio come lei ama. È un inno al potere salvifico dell’arte contro le bufere della sorte: il nuovo libro di Cristina è una vera dichiarazione d’amore alla vita. Le pagine sono dense come un buon vino lecchese, evocano il lago quieto, con la sua parlata sussurrata, e ti lasciano con il cuore riappacificato, come il protagonista che abbraccia il suo destino. Ho particolarmente apprezzato come Cristina sia riuscita ad intrecciare le storie con i suoi pensieri: la sua città, Lecco, pulsa di vita e poesia. Educatrice, poetessa e donna straordinaria, Cristina infonde tenerezza e profondità, ricordandoci che le parole hanno un profumo segreto, quello dei sogni liberati dai cassetti. Il libro si apre con una domanda potente sul destino delle parole dei poeti, quasi un’invocazione perché restino vive oltre la polvere del tempo: è la chiave d’accesso migliore per entrare nel suo mondo. C’è anche un valore ulteriore: questo progetto sostiene il lavoro di una realtà editoriale che punta sull’inclusione e sull’innovazione sociale, dando opportunità a persone in situazione di fragilità attraverso l’editoria e la comunicazione. Un libro dedicato a chi cerca bellezza nel quotidiano ferito, dove ogni pagina è insieme narrazione, immagine e gesto concreto di solidarietà. Lo consiglio a chi ama emozionarsi, a chi desidera una carezza al cuore, perché la sua lettura, pagina dopo pagina, ci aiuta a rinascere dentro.
Grazie Cristina

Una casa editrice speciale
Edizioni Officine Gutenberg: quando l’editoria diventa inclusione
Edizioni Officine Gutenberg di Piacenza nasce da una cooperativa sociale che, invertendo il percorso tradizionale, dal digitale è approdata all’editoria cartacea, rendendo omaggio all’inventore della stampa. In pochi anni è diventata una realtà apprezzata nel panorama editoriale locale, con un catalogo articolato in collane distinte: gli “Instant Book” per l’attualità e lo sport, i “Pescegatti” per opere atipiche come il “Dizionario Biografico Fantastico dei Piacentini Illustri”, le “Guide” dedicate a turismo e territorio, “gli Elefanti” per pubblicazioni storico-scientifiche e “le Salamandre” per la narrativa di autori locali.
Il valore sociale dell’editoria: le Guide Marsupio e l’inclusione lavorativa
Negli ultimi anni la cooperativa ha dato vita a un progetto di forte impatto sociale con le Guide Marsupio: guide agili ed escursionistiche (Bassa val Trebbia, Media val Trebbia, Sentiero del Tidone, Itinerari bettolesi) stampate in digitale e assemblate interamente nei locali della cooperativa con il coinvolgimento quasi esclusivo di personale in situazione di fragilità e svantaggio. Questo approccio inclusivo trasforma l’editoria in uno strumento concreto di integrazione lavorativa, restituendo dignità e opportunità attraverso la cultura. Con la stessa modalità responsabile è stato realizzato “Al libar dil rispost”, versione in dialetto piacentino dei libri delle risposte. Acquistare una pubblicazione di Officine Gutenberg significa quindi sostenere non solo la cultura locale, ma anche un modello editoriale che fa dell’inclusione sociale la propria ragion d’essere.









