Oggi è il 23 settembre e in questo giorno, nel 1973, moriva a Santiago del Cile il grande poeta Pablo Neruda. Nato nel 1904 a Parral, in Cile, con il nome di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, vide pubblicato il suo primo articolo su un giornale locale all’età di soli 13 anni. A partire dal 1920 iniziò a usare lo pseudonimo di Pablo Neruda, che in seguito gli venne riconosciuto anche legalmente. Nel 1923, a soli 19 anni, pubblicò il suo primo libro di poesie, seguito dal secondo l’anno successivo. Entrambe le opere riscossero grande successo e furono tradotte e pubblicate anche all’estero.
Oltre alla sua prolifica carriera poetica, Neruda intraprese una carriera politica e diplomatica. Ricoprì numerosi incarichi, tra cui quello di console onorario in Birmania, Argentina e Spagna. Politicamente impegnato nel Partito Comunista, Neruda fu nominato Console Generale a Città del Messico e, nel 1945, venne eletto senatore in Cile. Dopo aver denunciato pubblicamente la violenza repressiva del governo attraverso un famoso discorso in Senato, fu costretto all’esilio.
Nel 1952 si trasferì a Capri, ispirando il film “Il Postino” con Massimo Troisi. Dopo varie vicissitudini, Neruda fece ritorno in patria, dove venne anche proposto come candidato alla Presidenza della Repubblica, ma si ritirò per sostenere l’elezione di Salvador Allende.
La sua produzione poetica spazia dal realismo al surrealismo, dalle liriche intimiste a quelle di impegno civile e politico. Per Neruda, la poesia era un atto d’amore e di pace, e nelle sue opere seppe esprimere i concetti romantici e drammatici della vita attraverso una forma poetica semplice e accessibile. È stato considerato da molti grandi uomini di cultura come uno dei massimi poeti del ‘900. Gabriel García Márquez lo definì “il più grande poeta del XX secolo in qualsiasi lingua”. Nel 1971 Neruda fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura.
La sua morte, avvenuta ufficialmente a causa di un cancro alla prostata, è stata oggetto di speculazioni. Molti sostengono infatti che sia stato assassinato su ordine del generale Augusto Pinochet, che con un colpo di stato aveva rovesciato il governo democratico e provocato la morte di Allende.
Questa mia opera a carboncino acquerellato è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








