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Sulle note del blues e del jazz: quali sono le differenze?

Due tipologie ritmiche dalla stessa terra, l’America, spesso confuse tra loro.
Sulle note del blues e del jazz: quali sono le differenze?

Sulle note del blues e del jazz: quali sono le differenze?

Sulle note del blues e del jazz: quali sono le differenze?
Due tipologie ritmiche dalla stessa terra, l’America, spesso confuse tra loro.

St. Louis Blues che echeggia nell’aria, mentre le dita scorrono veloci sulla tastiera del pianoforte, evocando l’anima del jazz. Un attimo dopo, un riff di chitarra malinconico ci trasporta nel profondo del blues.

Due tipologie ritmiche dalla stessa terra, l’America, spesso confuse tra loro, ma con personalità distinte che meritano di essere rese note.

Riconoscerne le specificità non è solo un esercizio di critica musicale, ma un modo per apprezzare appieno la loro bellezza e la loro complessità. È un viaggio di scoperta che ci permette di cogliere le sfumature, le emozioni e le storie che ogni singola nota porta con sé.

Questo può essere molto utile in molte occasioni, per esempio se il partner o gli amici sono appassionati e se sei alla ricerca di musicisti in grado stupirli in una ricorrenza speciale è importante percepire le differenze tra i due e, perché no, magari sapere un po’ della loro storia.

Blues e jazz: due anime gemelle con storie diverse

Il blues, nato tra le comunità afroamericane del sud degli Stati Uniti alla fine del XIX secolo, affonda le sue radici nei canti di lavoro degli schiavi d’America. Non per nulla presenta una vocalità spesso ruvida, carica di dolore e sofferenza, ma anche di speranza e resilienza.

La struttura musicale è semplice, basata su una progressione di accordi di 12 battute e su melodie vocali.

Il jazz, invece, nasce all’inizio del XX secolo nelle città di New Orleans, Chicago e New York. Figlio del blues e di altre influenze musicali, tra cui il ragtime e la musica europea, il si caratterizza per la sua natura improvvisata.

I musicisti jazz, infatti, si cimentano in virtuosismi strumentali e creano melodie complesse, spesso concentrate su scale modali e armonie. Entrambi hanno influenzato moltissimo il rock, il pop e il soul moderno e la loro eredità vive nelle note di artisti come B.B. King, John Coltrane, Jimi Hendrix e Aretha Franklin.

Ascoltarli e riconoscerli significa lasciarsi trasportare in due storie affascinanti fatte di culture vibranti e modi totalmente diversi di vivere e sentire la musica. In comune resta la capacità intrinseca di arricchire la nostra anima.

I musicisti che hanno fatto la storia del blues e del jazz

Una delle peculiarità di questi filoni artistici è caratterizzata dal pubblico di nicchia. Al contrario della musica Pop, che per definizione è popolare, le canzoni blues e quelle jazz non sempre sono conosciute, cosa che li rende ancora più preziosi.

Per citare alcuni brani iconici, nel blues possiamo ricordare Crossroad Blues di Robert Johnson, Hound Dog di Big Mama Thornton e Ain’t No Sunshine di Bill Withers che ci trasportano in un’atmosfera intima e introspettiva.

Nel jazz, invece, spiccano capolavori come So What di Miles Davis, Take Five del quartetto Dave Brubeck e What a Wonderful World di Louis Armstrong: insieme aprono le porte a un mondo di libertà espressiva e virtuosismo musicale.

E allora, la prossima volta che ascolterete un brano, prendetevi un momento per lasciarvi trasportare dalle note, per assaporare le sue sfumature e per cogliere l’essenza di due generi musicali che hanno fatto la storia.

Informazioni sulla pubblicazione

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Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.