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Ciò che esiste là dove non si vede

In occasione della decima edizione di Opentour 2024 il collezionista Marco Ghigi e l’Accademia di Belle Arti di Bologna sono felici di presentare un progetto nato dalla collaborazione tra lo spazio espositivo Kappa_Nöun e l’Accademia, il Premio Kappa_Nöun per la giovane curatela rivolto alle studentesse e agli studenti del II anno del biennio magistrale di Didattica e mediazione culturale del patrimonio artistico.
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Ciò che esiste là dove non si vede

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In occasione della decima edizione di Opentour 2024 il collezionista Marco Ghigi e l’Accademia di Belle Arti di Bologna sono felici di presentare un progetto nato dalla collaborazione tra lo spazio espositivo Kappa_Nöun e l’Accademia, il Premio Kappa_Nöun per la giovane curatela rivolto alle studentesse e agli studenti del II anno del biennio magistrale di Didattica e mediazione culturale del patrimonio artistico.

In occasione della decima edizione di Opentour 2024 il collezionista Marco Ghigi e l’Accademia di Belle Arti di Bologna sono felici di presentare un progetto nato dalla collaborazione tra lo spazio espositivo Kappa_Nöun e l’Accademia, il Premio Kappa_Nöun per la giovane curatela rivolto alle studentesse e agli studenti del II anno del biennio magistrale di Didattica e mediazione culturale del patrimonio artistico.

Il progetto – curato da Marco Ghigi e Marinella Paderni, docente dell’Accademia – prevede l’ideazione e la progettazione da parte degli studenti di una mostra d’arte contemporanea con opere della collezione in dialogo con i lavori selezionati dalle ricerche artistiche dei corsi di Scultura e Pittura dell’Accademia. Una giuria di esperti composta da Lorenzo Balbi, direttore del MamBO di Bologna, Marco Ghigi e Marinella Paderni, ha selezionato il progetto più calzante rispetto ai temi della collezione, che sarà premiato con la realizzazione e la presentazione della mostra negli spazi di Kappa_Nöun nonché della pubblicazione di un catalogo con le immagini delle opere e i testi scritti dai giovani curatori.

Il collettivo Fiftips (Diana Cava, Mara Cintori, Laxmi Filira, Ludovica Pescarolo, Blu Mila Renzini) propone la mostra Ciò che esiste, là dove non si vede, che è stata inaugurata il 17 giugno 2024.

L’esposizione si propone di esplorare, utilizzando il termine interstizio (dal latino interstitium, “stare tra”), la complessità della nostra esistenza, attualmente sospesa tra due dimensioni fluide e interconnesse: la sfera online e quella offline, che definiscono la società contemporanea. Considerando ogni individuo come il punto di incontro e contatto tra le due realtà, ovvero come l’interstizio stesso, la mostra indaga le molteplici contraddizioni che le giovani generazioni sperimentano trovandosi immersi in una duplice socialità senza riuscire a definire chiaramente i confini di ognuna di esse. Attraverso le opere esposte, si tenta di dare voce a questo sentire condiviso, esplorando le tensioni, i conflitti e le emozioni che scaturiscono da questa nuova condizione esistenziale, offrendo così una visione accurata sulla complessità della realtà contemporanea.

La mostra propone un ambiente aperto alla riflessione che, attraverso i lavori di Alejandro Cesarco, Irene Fenara, Francesco Gennari, Fabio Mauri, Emilio Vavarella, Francesca Woodman in dialogo con gli artisti dell’Accademia Alessia Cincotto e Lucia Letizia Perillo, Tunahan Havrandere, Luna Prandi e Syria Roveto, esplora la tensione tra il desiderio di esposizione e la necessità di preservare la propria privacy, la consapevolezza di essere costantemente osservati e il compulsivo bisogno di osservare gli altri, la ricerca di momenti di silenzio in un mondo permeato dalla costante connessione e il conflitto interno legato alla scelta di quale parte di sé mostrare.

In questa visione, lo spazio del Kappa_Nöun assume la valenza metaforica dell’interstizio, dove vengono esplorate visivamente le molteplici sfaccettature che caratterizzano l’esistenza contemporanea. Tale concetto è evocato dalla performance di apertura intitolata Welcome ideata dall’artista dell’Accademia Tunahan Havrandere, che suggerisce il passaggio simbolico del confine tra il mondo esterno e quello interiore.

La performance sarà ripetuta due volte, una alle 19.00 e una alle 21.00.

Kappa_Nöun
Via Imelde Lambertini 5, San Lazzaro di Savena (BO)
E-mail: kappanoun@gmail.com
Instagram: kappa_noun
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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Irene Guzman
ID: 399884
Licenza di distribuzione:
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Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.