Oggi è il 23 Gennaio ed in questo giorno, nel 1947, a Le Cannet, in Francia, moriva il grande pittore Pierre Bonnard. Era nato nel 1867 a Fontenay-aux-Roses, in Francia. Dopo aver conseguito il diploma in legge si dedicò alla pittura e nel 1888 frequentò l’”Accademia Julian” e l’”Ecole del Beaux Arts, conoscendo artisti come Paul Sérusier, Edouard Vikllard, Maurice Denis, Paul Ranson e Ker-Xavier Roussel, con i quali formò il gruppo dei “Nabis” (dall’ebraico “nabiim”, che significa ispirati, profeti) e con i quali espose al “Salon des Independants”. In quegli anni trasse ispirazione dalle scienze occulte e dalla magia, ma anche dal periodo bretone di Paul Gauguin e dalle stampe giapponesi, allontanandosi dall’Impressionismo e dal realismo, per avvicinarsi al simbolismo, destando l’ammirazione del poeta Guillaume Apollinaire. Negli ultimi anni del’800 si dedicò anche alle Arti Applicate; ebbe successo realizzando il cartellone pubblicitario per “France-Champagne”, e si dedicò anche a bozzetti di costumi, decorazioni e scenografie teatrali. Sviluppò una pittura essenzialmente decorativa, abbandonando la concezione prospettica e portando le forme tutte allo stesso livello, anche attraverso reticoli ed arabeschi e macchie dai vivaci colori. Uno stile originale che suscitò l’ammirazione di Henri de Toulouse-Lautrec che vi trovò ispirazione per i suoi manifesti. Dal 1900 espose con crescente successo e cercando i colori più caldi della natura nel 1926 comprò una casa a Le Cannet, sulla Costa Azzurra, rinnovando i suoi colori, aggiungendo il forte giallo del sole, l’intenso blu del mare e vivendo anche un nuovo ripensamento sull’Impressionismo. In seguito i paesaggi si abbinarono a nuovi soggetti dall’atmosfera più intimistica, con scene di toilette, nudi femminili e nature morte, caratterizzati da colori luminosi. Fu anche illustratore dei libri “La 628-E8” del 1908, “Dingo” del 1924 ed “Histoires Naturelles” del 1945. Morì a Le Cannet nel 1947.
Questa mia opera realizzata con la tecnica della “Computer Art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








