Paolo Conte, l’avvocato della musica

Seguiamo il suo percorso da avvocato fino a diventare uno degli autori più prolifici della canzone italiana.
Paolo Conte, Pubblico dominio

Paolo Conte, l’avvocato della musica

Paolo Conte, Pubblico dominio
Seguiamo il suo percorso da avvocato fino a diventare uno degli autori più prolifici della canzone italiana.

Paolo Conte nasce ad Asti nel 1937. Figlio di un notaio, conseguita la laurea in Giurisprudenza, dopo aver lavorato nello studio paterno, inizia ad esercitare la professione di avvocato arrivando anche ad aprire un proprio studio legale. Nel frattempo, però, studia pianoforte orientandosi inizialmente verso il jazz.

All’inizio degli anni Sessanta, dopo varie esperienze musicali, fonda il Paul Conte Quartet col quale avrà la possibilità di entrare nell’ambiente discografico. Del gruppo fa parte anche il fratello Giorgio, che scriverà i testi di alcune delle canzoni musicate da Paolo, alternandosi con quello che viene considerato il paroliere storico di Paolo Conte, Vito Pallavicini.

Paolo Conte entra nel mondo della musica leggera inizialmente soltanto come autore. Una delle sue prime canzoni è “Chi era lui” con testo di Mogol e Miki del Prete che sarà incisa da Adriano Celentano e utilizzata come lato B del 45 giri “Il ragazzo della via Gluck”. Questo è solo l’inizio della collaborazione con Celentano per il quale scriverà “La coppia più bella del mondo” con testo di Luciano Beretta e Del Prete e il celeberrimo “Azzurro” con testo di Pallavicini.

Successivamente, Conte mette a segno un altro colpo da maestro come autore scrivendo “Insieme a te non ci sto più” per Caterina Caselli.

Altri successi del periodo sono “Messico e nuvole” incisa da Enzo Jannacci e “Santo Antonio, Santo Francisco” che verrà portata al Festival di Sanremo da Piero Focaccia e dai Mungo Jerry che ne faranno una hit internazionale.

Nel 1974 deciderà di abbandonare la carriera in campo legale per dedicarsi esclusivamente alla musica e proponendosi come interprete.

Incide l’album “Paolo Conte” che inizialmente passa inosservato ma che contiene canzoni che saranno poi riprese da altri interpreti e diventeranno grandi successi come “Una giornata al mare”, incisa dall’Equipe 84 di Maurizio Vandelli e “Onda su onda” incisa da Bruno Lauzi, per il quale Conte scriverà anche “Genova per noi”. Nel 1979 il suo brano “Un gelato al limon” viene proposto da Lucio Dalla e Francesco De Gregori nel loro storico tour insieme e inserito nell’album dal vivo “Banana Repubblic”.

Il brano però che associa l’autore all’interprete di fronte al grande pubblico è “Via con me”, incisa poi da Roberto Benigni e da lui inserita nella colonna sonora del suo primo film di esordio alla regia, “Tu mi turbi”, in quanto l’interpretazione di Conte ha più successo di quella di Benigni.

Dagli anni Ottanta in poi, la storia di Paolo Conte diventa quella del cantante più che dell’autore.

Uscito definitivamente da dietro le quinte dell’ambiente discografico, viene apprezzato dal grosso pubblico che non manca di riempire i teatri per assistere ai suoi concerti, sia in Italia che all’estero. È il momento dei video musicali e Conte non manca di realizzare dei videoclip, il più famoso dei quali è “Sotto le stelle del jazz” che viene trasmesso dall’emittente Videomusic facendolo così conoscere anche ai giovanissimi. Da questo momento, si susseguono un successo dopo l’altro.

Grazie anche ai suoi parolieri che evocano immagini che spaziano dalle spiagge affollate in Italia ai paesaggi africani, così come dall’oratorio all’ambiente sportivo (con brani come “Bartali” e “Sparring Partner”), Conte si è fatto apprezzare fino ad oggi sia come autore che come interprete risultando forse il cantautore più raffinato della musica italiana.



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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di copertina – Paolo Conte, Pubblico dominio
Immagine di Raimondo Banchetti

Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.

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