Ricordare significa tornare su ciò che siamo stati, ma anche interrogarsi su quanto quelle esperienze abbiano contribuito a costruire ciò che siamo diventati. È da questo rapporto tra memoria, sentimenti e vita vissuta che prende forma Omnia scripsi di Antonio Pennuto, un volume che riunisce testi differenti per ambientazione e struttura, attraversando il racconto autobiografico, quello sentimentale e una narrazione di carattere fantastico e speculativo.
Ad aprire il volume è Il primo amore, nel quale l’autore torna agli anni della propria adolescenza nella Siracusa degli anni Sessanta. Pennuto dichiara fin dall’introduzione di voler fissare attraverso la parola scritta quei ricordi che hanno inciso maggiormente nella formazione e nella maturazione di un ragazzo, privilegiando non soltanto la successione degli avvenimenti, ma soprattutto le emozioni e i sentimenti rimasti legati ad essi.
La scuola, gli amici, le prime feste, il desiderio di maggiore libertà, il motorino, la musica e soprattutto l’incontro con Rita accompagnano un periodo nel quale ogni esperienza sembra assumere un’importanza decisiva. Il racconto si sviluppa sullo sfondo di una società ancora fortemente legata alle proprie tradizioni ma già raggiunta dai cambiamenti culturali e sociali che caratterizzeranno gli anni successivi.
Il primo amore diventa così anche il racconto di un’apertura verso il mondo adulto. Pennuto osserva a distanza quelle esperienze riconoscendo proprio nei primi rapporti affettivi, nelle libertà conquistate e nelle esperienze dell’adolescenza alcuni degli elementi capaci di lasciare un’impronta profonda nella formazione individuale.
La seconda parte del volume introduce Carina. La vicenda si sposta avanti nel tempo e conduce il lettore verso un incontro nato durante un viaggio ai Caraibi. Daniele conosce Carina sull’aereo e tra i due si sviluppa rapidamente un rapporto intenso, vissuto durante la vacanza. Per lui quell’esperienza assume però un significato destinato a protrarsi ben oltre la durata del viaggio.
Anni dopo, il ricordo di quella storia continua infatti a riaffiorare. Carina rimane legata a ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, trasformandosi in una presenza della memoria capace di riportare continuamente il protagonista verso quella stagione della propria vita.
Con La vita è una sorpresa il volume cambia ancora registro. Jack è in fuga e si trova a bordo di un aereo quando un guasto costringe il velivolo a un atterraggio d’emergenza. La sua esperienza comincia però progressivamente a intrecciarsi con altre esistenze: quella di Giacomo, uomo dalla vita familiare ordinaria, e quella di Ur, inserito in una realtà completamente differente.
Sogno e realtà iniziano a sovrapporsi. I personaggi percepiscono frammenti di esperienze che sembrerebbero appartenere ad altri mondi, fino a quando la conclusione rivela la presenza di uno Scienziato e di un esperimento nel quale quelle realtà avrebbero dovuto rimanere completamente separate. La vita, tuttavia, comincia a sviluppare relazioni e interferenze non previste, sfuggendo al controllo dell’esperimento stesso.
È proprio nella varietà delle sue parti che Omnia scripsi trova la propria identità. Il ricordo dell’adolescenza, l’esperienza sentimentale dell’età adulta e l’interrogativo sulla natura stessa della realtà vengono raccolti all’interno di un unico volume, mostrando differenti possibilità della narrazione e differenti modi di osservare l’esistenza.
L’opera è pubblicata dal Gruppo Editoriale WritersEditor e disponibile in tutto il territorio Nazionale.
Antonio Pennuto è nato a Siracusa nel 1951. Dopo la maturità classica ha frequentato per quattro anni la Facoltà di Filosofia dell’Università di Catania. La passione per la scrittura nasce durante l’adolescenza, attraverso lo studio dei classici e le esperienze maturate nel corso della vita. È autore di un libro, di due racconti e della raccolta poetica Questo sono io e continua a dedicarsi alla scrittura di brevi racconti.











