Dobermann: Il graffio di Antonella Valitutti

Al Teatro del Giullare di Salerno, il debutto di una produzione che scava negli abissi del potere e dell’anima.

Dobermann: Il graffio di Antonella Valitutti

Al Teatro del Giullare di Salerno, il debutto di una produzione che scava negli abissi del potere e dell’anima.

Scrivere di teatro, per me, non è mai stato un esercizio di stile, né una sterile cronaca di gesti. La mia missione è una sola, ostinata e necessaria: valorizzare l’artista. Significa praticare un supporto spontaneo e difendere l’indipendenza intellettuale di chi sceglie di stare sotto i riflettori con l’anima nuda.

Dal 27 febbraio al 1° marzo, al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno, questa missione trova il suo compimento nel debutto di “Dobermann”. È grazie alla visione di Circuito Totale — realtà di cui la stessa Valitutti è motore pulsante — che l’opera di Carmen Di Marzo può oggi scavare nell’oscurità del potere, offrendoci una riflessione che non concede sconti.

Antonella Valitutti: Un’Interpretazione che Sanguina Verità

Valorizzare l’artista significa, prima di tutto, riconoscere il sacrificio che pulsa dietro ogni ruolo. In questo viaggio complesso, Antonella Valitutti compie un atto di generosità estrema: non si limita a interpretare, ma abita letteralmente i panni di Debora, un avvocato che ha fatto della difesa dell’indifendibile il proprio scudo.

La sua non è una semplice recitazione: è un graffio inferto all’oscurità. Con una presenza scenica viscerale, Antonella dà corpo a una solitudine feroce, quasi bellica. Vederla in scena significa assistere al crollo controllato di una donna che ha barattato il battito del cuore con la rigidità di una corazza. In quel crollo, grazie alla sinergia tra la maestria della protagonista e la tenacia di Circuito Totale, noi spettatori smettiamo di essere osservatori e diventiamo specchi, ritrovando i nostri stessi abissi.

Una Sinergia d’Eccellenza

Sotto la regia coraggiosa di Carmen Di Marzo e con l’eco profonda della voce di Paolo Triestino, Antonella Valitutti diventa il perno di un ingranaggio perfetto. Circuito Totale ha saputo tessere una trama di eccellenze — dalla fotografia densa di Valerio Lorito agli abiti di Rue 4 di Lia De Blasio — per creare un corto circuito emotivo che resta addosso anche dopo il buio in sala.

Supportare un’artista come Antonella e una produzione come Circuito Totale significa difendere un teatro che non teme di essere “scomodo”. È questo il battito cardiaco di Liquidarte: dare voce a chi ha il talento di trasformare la cronaca in poesia del dolore.

“Valorizzare l’artista, per me, significa restare accanto a quel brivido che solo la verità sa dare. Antonella Valitutti e Circuito Totale non ci offrono solo uno spettacolo: ci consegnano il coraggio di guardarci dentro.”

Piccolo Teatro del Giullare, Salerno:

  • Venerdì 27 Febbraio – ore 21:00

  • Sabato 28 Febbraio – ore 19:00

  • Domenica 1° Marzo – ore 18:00

  • Biglietto Unico: € 12 | Info: 334.7686331

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