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Scie chimiche o ballooning? Notizie e false notizie dall’antichità ad oggi

Miti Vaganti

Scie chimiche o ballooning? Notizie e false notizie dall’antichità ad oggi

Miti Vaganti

È risaputo che il libro edito il Mulino del prof. Tommaso Braccini sulle Leggende metropolitane da cui il titolo “Miti vaganti. Leggende metropolitane tra gli antichi e noi” (Il Mulino, 2021) parli tra le tante curiosità anche dei nostri amati Etruschi e di un loro mistero. Come testimoniato fin dall’antichità, a partire da Plino il Vecchio, si fa accenno a delle “ragnatele” volanti, che probabilmente potrebbero essere ricondotte al fenomeno del ballooning, si tratta dei fili sericei e iridescenti che talvolta troviamo nel cielo. Certo è che per gli antichi si trattava di cenni di prodigio assimilabili a “lana che fluttua”, o che “piove dal cielo”, tant’è che anche Porfirio vissuto nel II secolo d.C, riferendosi al popolo dei “tusci” ossia “gli Etruschi”, scrisse che questi si trovarono di fronte ad apparizioni di “corpi bruciati, sottili ed evanescenti come fili di ragni”. Questi filamenti in seguito sarebbero stati noti come “capelli” o anche “fili della Vergine”. Si discute a partire dai Problemi aristotelici, Teofrasto (Sui segni meteorologici) e Arato di Soli (Fenomeni), che queste ragnatele che fluttuano nell’aria si vedono prima delle burrasche (i ragni sono stimolati a fare ragnatele dai campi elettrici che si sviluppano prima dei temporali). Nell’antichità questi fili sarebbero stati assimilati a corpi di demoni, ad oggi addirittura come scie chimiche, residui tossici lasciati da organizzazioni criminali. In Grecia fino a qualche tempo fa le ragnatele venivano associate a demoni atmosferici chiamati “telonia”. Ad oggi spesso le ragnatele accompagnate a tanti ragnetti sono state talvolta interpretate come scie chimiche, “chemtrails”, il che non è un gioco del sense of humor, ma qualche volta sfocia in convinzioni serie. Gli elementi dei complottisti riguardano la natura chimica delle ragnatele, fatti come di seta, associabili a una raffinatissima forma di plastica. Quindi le ragnatele sarebbero polimeri sintetici, o residui dei passaggi degli UFO. Alcuni assimilano le ragnatele a demoni, ma suggestivamente lasciano che lo dica la Vergine, “come demoni che spargono la malattia… dagli aerei” per cui esiste un rimedio conosciuto come “olio del Buon Samaritano” usato anche per il coronavirus. Le ragnatele sono state associate anche ai “fili di Maria”, in tedesco “Marienfäden”, in Germania infatti si pensava che proprio la Vergine spargesse i suoi fili di seta in autunno, fu stampato nel 1665 anche un libro ad Halle dal titolo “Sacra filamenta divae Verginis” cioè “sacri fili della santa Vergine”. In Italia si parlava di “fili della Madonna” o “refe della Madonna”, in Francia le filandres erano chiamate fils de la Vierge. I fili di ragnatela erano chiamati anche “fili della Maddalena” se particolarmente lunghi. In dei casi venivano collegati agli angeli, a san Martino, a san Remigio. Nelle Ardenne si pensava cadessero dalla luna, da una ragazza che per punizione filava senza posa, insomma questo affascinante e meraviglioso prodigio è protagonista delle nostre fantasie e discussioni brillanti e impegnate.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Sabatina Napolitano
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Sabatina Napolitano

Poetessa, scrittrice, articolista, freelance, critica, appassionata d’arte, studiosa dell’opera di Nabokov. Nasce a La Maddalena, il 14 maggio 1989. Vive ad Asciano, nelle Crete Senesi. Ha cominciato a scrivere poesie da bambina, e durante l’adolescenza scriveva su un blog su splinder. La sua prima raccolta poetica è del 2010. Ha pubblicato otto libri di poesia, e un romanzo. Nel 2019 comincia la sua attività critica con le recensioni. Collabora con varie testate, a dicembre 2021 pubblica il suo primo romanzo dal titolo Origami.