“Lina” di Alfredo Ingegno: abbandoni e ritorni nell’Italia del ventennio fascista

Un romanzo storico intenso e personale, in cui le colpe, i rimorsi e le lotte interiori di un uomo si intrecciano con le drammatiche vicende del Ventennio fascista.

“Lina” di Alfredo Ingegno: abbandoni e ritorni nell’Italia del ventennio fascista

Un romanzo storico intenso e personale, in cui le colpe, i rimorsi e le lotte interiori di un uomo si intrecciano con le drammatiche vicende del Ventennio fascista.
  1. Casa Editrice: Nuova Ipsa Editore
  2. Collana: Mnemosine
  3. Genere: Romanzo storico
  4. Pagine: 312
  5. Prezzo: 18,00 €

 

«Tentò di considerare quanto le costrizioni culturali del suo passato ne avessero condizionato i sentimenti e le scelte. Ma il ribollire della sua rabbia sorda e violenta, cui non riusciva a dare una direzione, poteva solo farlo annegare nei sensi di colpa per quello che aveva fatto o che aveva omesso di fare. E quando giungevano i giudizi su sé stesso e quel vago senso di solitudine e tristezza che lo aveva sempre perseguitato, si illudeva di poter governare gli eventi con la sua apparente indistruttibile energia fisica. Ma la frana del suo paese era lì, a dimostrare quanto grandiose potessero manifestarsi le forze della natura al confronto delle quotidiane miserie umane»: il commissario di Pubblica Sicurezza Benedetto Giannetto non è solo l’intenso protagonista del romanzo storico “Lina” di Alfredo Ingegno ma è stato anche il nonno dell’autore; ciò conferisce all’opera un valore aggiunto, perché in ogni pagina è possibile rintracciare l’emozione con la quale lo scrittore ha raccontato le vicende di vita di Benedetto e di sua figlia, nonché madre dello stesso Ingegno, Lina. Il protagonista è un uomo dal carattere burbero, che non sa manifestare a nessuno ciò che davvero sente nel cuore; la sua infanzia lo ha sicuramente forgiato ad essere la persona impenetrabile che è ma anche le vicissitudini della sua esistenza hanno contribuito pesantemente a renderlo schivo e rigido. Benedetto deve inoltre fare i conti con un senso di colpa che ha scavato un vuoto incolmabile in lui; ci troviamo nei primi anni venti del Novecento, quando essere un funzionario di Stato voleva dire sottostare a delle regole ferree: tra queste, l’obbligo di procreare solo all’interno del matrimonio, oppure si sarebbe perso il lavoro e si poteva incorrere in denunce penali. Benedetto ha però messo incinta la donna che frequenta clandestinamente; Lina, la bambina nata da questo amore illegittimo, non può essere assolutamente ricondotta a lui. E così il protagonista sceglie una strada vile, contravvenendo ai suoi obblighi paterni: fa affidare Lina a un brefotrofio, disinteressandosi del suo destino; questo macigno sulla sua moralità lo porta a chiudersi in sé stesso, alimentando i suoi rimorsi derivanti anche dal fatto di dover servire un regime politico violento e ingiusto, in cui non si riconosce. Alfredo Ingegno narra una storia toccante e avvincente, ambientata durante gli anni del ventennio fascista: una vicenda di colpe e redenzioni, di lotte per la libertà contro la tirannia e di ritorni improvvisi, che fanno sperare che ci sia ancora una possibilità di rimediare ai propri errori.

 

Contatti

https://www.facebook.com/alfredo.ingegno/
www.nuovaipsa.it

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Marcella Senna
Immagine di Diffondi Libro

Diffondi Libro

Diffondi Libro (www.diffondilibro.it) è il servizio professionale per diffondere e proporre i tuoi libri a tutti i media italiani

Pubblica con noi

Richiedi la recensione del tuo libro su LiquidArte (e/o usala dove vuoi)

@Liquidarteit