John Lee Hooker: il Blues del Delta e l’Eco dell’Anima

Nel giorno della sua nascita, un omaggio al leggendario bluesman che ha attraversato il Novecento con la forza del ritmo e della voce, lasciando un segno indelebile nella musica e nella memoria collettiva.
John Lee Hooker: il Blues del Delta e l’Eco dell’Anima
Bruno Pollacci

John Lee Hooker: il Blues del Delta e l’Eco dell’Anima

John Lee Hooker: il Blues del Delta e l’Eco dell’Anima
Bruno Pollacci
Nel giorno della sua nascita, un omaggio al leggendario bluesman che ha attraversato il Novecento con la forza del ritmo e della voce, lasciando un segno indelebile nella musica e nella memoria collettiva.

Il 22 agosto ricordiamo la nascita, nel 1917 a Clarksdale, Mississippi (U.S.A.), del grande bluesman John Lee Hooker. Cantante, chitarrista e compositore, è stato una delle figure più significative della storia del blues, capace di mantenere viva la tradizione dei primi musicisti del Delta del Mississippi e, al contempo, di aprirsi al confronto e alla collaborazione con grandi artisti di altri generi, come Miles Davis e Carlos Santana.

Hooker apprese le prime nozioni di chitarra dal patrigno, anch’egli cantante blues, e si avvicinò presto allo stile del boogie ostinato, caratterizzato da un accompagnamento basato su un singolo accordo ripetuto – una cifra distintiva di molti musicisti del Delta. Iniziò la sua carriera cantando in cori gospel ed esibendosi in feste e locali a Detroit. Nel 1948 cominciò a registrare i primi dischi: nonostante fosse analfabeta, si rivelò un paroliere prolifico e incline all’improvvisazione, con frequenti cambi di tempo che contribuirono alla definizione di uno stile personale, sorretto da un timbro vocale profondo e intenso.

Il successo a livello nazionale arrivò negli anni Sessanta, e nel 1980 partecipò al film The Blues Brothers. Nel corso della sua lunga carriera incise oltre cento album, ricevette una stella sulla Hollywood Walk of Fame e, nel 1991, fu inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Vinse un Grammy Award, e due sue celebri canzoni – Boom Boom e Boogie Chillen – sono incluse rispettivamente nelle classifiche The Rock and Roll Hall of Fame’s 500 Songs that Shaped Rock and Roll e Songs of the Century.

Ormai segnato dalla malattia che lo avrebbe portato alla morte nel 2001, a Los Altos, in California, realizzò la sua ultima collaborazione con l’artista italiano Zucchero Fornaciari nel brano Ali d’Oro (I Lay Down), inserito nell’album Shake.

Questa mia opera a sanguigna e seppia acquerellate – esposta nella mia mostra personale al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, a Pisa, nel 2021 – è un omaggio e un ricordo sentito di un maestro indimenticabile.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

 

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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di copertina – Bruno Pollacci
Immagine di Bruno Pollacci

Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.

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