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“Zone marginali”, l’umana speranza nella lirica di Airam

da Gino Morabito
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La voce morbida di Airam scivola nuda sotto pelle e canta “Zone marginali”, il primo singolo estratto dall’album omonimo.

Zone marginali” dell’umano sentire dove sterminare a perdita d’occhio il cuore. Zone sopravvissute comunque e lambite dai sentimenti. La voce morbida di Airam scivola nuda sotto pelle, e canta.
Canta il sottile piacere dell’incontro, il bisogno d’affetto, la voglia di redimere sé stessa. La vulnerabilità di una donna allo specchio, gli occhi accesi di vita, e “pensare a ripetizione che non vorrei essere io”. La seduttiva dualità di un’anima che si urla in faccia di esistere davvero, a dispetto di tutto e tutti. Airam ci riesce attraverso la sua musica.

“La musica è stata un modo per sopravvivere.» spiega l’artista «Rappresenta una profonda ed intensa forma di comunicazione, un ponte che congiunge l’intima dimensione spirituale dell’atto creativo con il mondo reale”.

Un mondo dove ai margini delle nostre esistenze routinarie, ci raggiungono pensieri tornati vividi, nostalgie antiche. La memoria del cuore ci riporta al passato cancellato, a visi e anime che ci tenevano in vita. Scopriamo che persino il dolore, dal quale abbiamo sempre fuggito, può essere una benedizione.
Assuefatti alla solitudine che si consuma in mezzo agli altri, ammaestrati all’invidia, all’astio, alla diffidenza, nutriamo segretamente una speranza. In zone marginali della nostra mente, esiste un “noi” che rimane. Rimane nonostante i pronomi personali e quelli possessivi, nonostante le mura di cemento armato, le proprietà private. Resiste un’umana capacità di comunione, di provare ancora affetto, empatia, desiderio.

“In zone marginali sopravvive il sogno di un’umanità non corrotta, in attesa che le persone arrivino a reclamarla”.

Zone marginali, tra il quartiere Canalicchio di Catania e Parco Dora di Torino. Il video rimanda idealmente a tutte le periferie del mondo, a tutte le marginalità del pianeta. Come se Airam cantasse e Asia Passerella danzasse in nome di ogni diversità, di ogni cultura alternativa. Le diverse foto di murales, scattate da Francesco Giugiaro, esaltano inoltre l’anima migrante del brano. Rafforzano l’invito a spostarsi dai luoghi comuni verso quei luoghi che ci rappresentano.

Andrea Tomaselli è il regista del videoclip di Zone marginali.

Musicalmente concepito in un mood acustico, il brano è stato realizzato presso TRP Music di Riccardo Samperi a Tremestieri Etneo (CT). È prodotto artisticamente da Edoardo Musumeci che suona anche le chitarre acustiche ed elettriche, e cura gli arrangiamenti assieme a Mario Pappalardo al piano. La batteria è di Angelo Spataro; il basso di Domenico Cacciatore; il violoncello di Alessandro Longo; la viola di Gaetano Adorno. La voce è quella sinuosa di Airam.

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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Gino Morabito
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Licenza di distribuzione:
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.
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