Una rosa è una rosa è una rosa

Non nasce in un campo qualunque, questa rosa.

Una rosa è una rosa è una rosa

Non nasce in un campo qualunque, questa rosa.

Sboccia da secoli di desiderio, arte, poesia. Si affaccia dai vasi di Morandi, dalle ceramiche di Bertozzi e Casoni, dalle mani di pittori che l’hanno accarezzata con lo sguardo prima che col pennello. Si finge fragile, ma affonda nei miti di Venere e nei giardini segreti del Medioevo. Profuma d’amore, tace di lutto.

Nella mostra Flora, alla Fondazione Magnani-Rocca, un’intera sezione è dedicata a lei: la regina dei fiori. Il titolo – Una rosa è una rosa è una rosa – riprende il celebre verso di Gertrude Stein, e già da solo apre il ventaglio delle interpretazioni. Perché una rosa non è mai soltanto una rosa.

C’è la rosa colta da Morandi, con delicatezza quasi liturgica, per non ferire il roseto. C’è quella scolpita nella luce da Donghi, o quella che si fa eco e ricordo nei petali evanescenti di De Pisis. C’è la rosa simbolo d’amore, e quella della gelosia, la rosa di Maria Bianca Viviani della Robbia, poetessa e inventrice di fiabe, circondata nella sua biblioteca da carte floreali come in un giardino pensile.

Un fiore che diventa lingua, codice, visione.

Così la rosa si fa innesto: fra secoli, fra tecniche, fra simboli. È rossa e pulsante, come quella su uno spartito vuoto di Luciano Ori. È nera e silenziosa, come quella di Kounellis, che smette di essere colore e diventa ombra. In ogni sua forma, la rosa racconta la bellezza e la sua fine. Parla d’amore e di tempo, con lo stesso fiato.

Chi la guarda, sente il battito di qualcosa che non appassisce.

VISITE GUIDATE
SABATO ore 16.30, 17.30
DOMENICA ore 11.30, 12.00, 16.00, 17.00
Prenotazioni (posti limitati): segreteria@magnanirocca.it
Costo: 20€ (ingresso 15€ + guida 5€).
Scopri di più sulla mostra: www.magnanirocca.it/flora

FLORA – IL PODCAST

Giardini segreti – In questo episodio, la voce della curatrice Daniela Ferrari ci conduce nei giardini segreti degli artisti: spazi silenziosi dove la natura diventa rifugio, respiro, visione. Dai paesaggi sospesi di Segantini alle atmosfere intime di Nomellini, tra ortensie bianche e figure raccolte nell’ombra del verde, il giardino si rivela come luogo dell’anima. Qui si dipinge, si osserva, si ascolta il tempo.

Un viaggio tra opere e silenzi, dove il fiore è più che un soggetto: è memoria, promessa, metafora.

Per ascoltare il podcast di FLORA basta cliccare questo link e lasciarsi trasportare dal racconto. Nel primo episodio scopriremo perché gli artisti del passato e del presente, continuano a scegliere i fiori per “raccontare il mondo.”

Un modo diverso per entrare nel mondo di FLORA, anche a occhi chiusi.

CAGNACCIO DI SAN PIETRO (Natalino Bentivoglio Scarpa)

“Questa rosa brilla ma non luccica”

La luce di questa rosa è ferma, irreale. Scivola sui petali come una carezza trattenuta, come se volesse salvare ogni dettaglio dall’oblio.

Le rose di Cagnaccio di San Pietro non sembrano nate per appassire. Appaiono intatte, candide, come appena colte in un giardino che nessuno ha mai calpestato. La loro perfezione non è fredda: custodisce una verità nascosta, forse un dolore silenzioso.

E quel candore smagliante diventa eco di umiltà, di fatica, di una vita consumata nell’esattezza.

Nella sezione Una rosa è una rosa è una rosa della mostra Flora, le sue rose dialogano con quelle di Morandi, quasi evocate. Con le esplosioni cromatiche di De Pisis, con le bottiglie povere di Malerba, con le ombre da cui emergono le rose di Oppi. Ma quelle di Cagnaccio restano ferme, concentrate, assolute. Come preghiere laiche in un interno silenzioso.

C’è una pittura che accarezza, una che scompone. Quella di Cagnaccio osserva. E restituisce la realtà con una precisione che toglie il fiato, come se guardare fosse un atto d’amore.

Condividi su:

Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.

Pubblica con noi

Richiedi la recensione del tuo libro su LiquidArte (e/o usala dove vuoi)

@Liquidarteit