Centro Pompidou, Malaga
“Un tiempo propio. Liberarse de las ataduras de lo cotidiano”.
“Un tempo proprio. Liberarsi dalle catene del quotidiano”
07/04/2022 – 15/10/2023
Per lunghi mesi la nostra quotidianità è stata alterata dalle limitazioni imposte dalla situazione sanitaria. Come in qualsiasi altra città turistica, le strade di Malaga e Parigi sono rimaste deserte e le loro strutture culturali sono rimaste chiuse. All’improvviso, invece della frenesia della vita urbana contemporanea, fummo circondati dalla calma e dal silenzio. Una rottura simile si è verificata a livello individuale. Confinati nell’isolamento e nel ritiro interiore, ognuno si è trovato di fronte a se stesso ed è stato costretto a una pausa di riflessione, che a sua volta è stata un invito a ripensare il nostro rapporto con il tempo. Soprattutto con il tempo che dedichiamo a noi stessi.
Questa esperienza comune ci è sembrata una base interessante per proporre una mostra semipermanente delle collezioni del Musée national d’art moderne al Centre Pompidou Málaga.
Distribuito in sei capitoli, il percorso è stato progressivamente concepito per offrire allo spettatore un’esperienza vera, elevata da una visione letterale del proprio tempo (tempo libero e vacanze) ad approcci più intimi, onirici e sensoriali. Attraverso la presentazione di un campionario allegro e leggero, si tratta di proporre, lontani da ogni univocità, percorsi di riflessione evocati da opere polisemiche. Il tempo interno e personale è flessibile, fluido e mutevole, in radicale opposizione al tempo misurato e imposto che definisce la nostra quotidianità. Per illustrare il confronto tra tempo aritmetico e tempo intimo, abbiamo selezionato un gruppo di opere, considerate autentiche testimonianze del tempo., che controbilanciano le visioni aperte e mutevoli esposte nelle diverse sezioni.
Il proprio tempo può essere scomposto in modi molto diversi, ciascuno dei quali offre a sua volta vari livelli di interpretazione. Il tempo libero e la socialità sono elementi costitutivi della nostra vita, proprio come le vacanze, anche se possono riflettere anche le ambiguità della nostra società. Prendersi il tempo per dedicarlo significa anche lasciare che la nostra mente fluttui tra due stati, come il sonno o la noia, aprendo così la porta al possibile. Quei momenti lontani dal contingente favoriscono la fuga e l’esplorazione del mondo interiore, in cui si mescolano sogni e ricordi. Uscendo da quello stato, siamo sopraffatti da una sensazione di estraneità e disorientamento. Ma grazie a quella rinnovata sensibilità,
Con questa mostra aspiriamo a riflettere la diversità delle collezioni del Musée national d’art moderne del Centre Pompidou-Paris. I lavori presentati appartengono a varie discipline e si avvalgono di vari supporti. Insieme coprono un ampio periodo storico, dall’inizio del XX secolo ai giorni nostri, e comprendono una significativa rappresentazione di opere di donne artiste.
TEMPO LIBERO
Sebbene l’infanzia sia spesso idealizzata come un periodo di spensieratezza, avventure e giochi, il tempo dei bambini, come quello degli adulti, è soggetto a un’organizzazione sociale che detta tutti gli aspetti della nostra vita. Pertanto, il tempo che chiamiamo “libero” è quello che ci resta dopo aver adempiuto ai nostri obblighi di apprendimento, lavoro e produttività. In opposizione al tempo vincolato, misurato attraverso un numero di ore di lavoro imposto, il tempo libero, anch’esso limitato, è quello che la società ci concede per dedicarci alle attività del tempo libero. Questi momenti di relax e divertimento assumono molteplici forme, di cui i lavori qui presentati ci danno un’idea. Stare insieme per ballare, parlare, bere qualcosa, fare sport o fare una passeggiata sono tante altre attività che permettono di sfogarsi, ricaricare le batterie o creare collegamenti sociali. Ma le attività del tempo libero, vero oggetto di culto della nostra società individualista e capitalista, sono sostenute dalla logica del consumo e soggette alle mode che determinano e codificano le nostre attività.
FERIE
Momento di relax e divertimento per eccellenza, le vacanze catalizzano le nostre aspettative e speranze per un tempo senza imposizioni. Risvegliando i nostri desideri e sogni, scandiscono il ritmo della nostra vita e danno forma ai nostri ricordi. Nei paesi industrializzati, l’avvento delle ferie pagate ha dato a molte persone la possibilità di accedere a questo ozio riservato fino ad allora all’élite. Così il turismo si sviluppò gradualmente fino a diventare una vera e propria industria che fece delle vacanze un prodotto di marketing come un altro. Interessarsi alle festività e alle loro forme e rappresentazioni significa affrontare le ambiguità della nostra società. Così, mentre le opere di questa sezione celebrano la bellezza dei paesaggi di vacanza e il loro potenziale di evasione, rivelano anche l’ambivalenza di questi momenti. Senza cinismo, ma con una punta di ironia, mostrano l’altra faccia della medaglia e l’artificialità della visione idilliaca che nasconde realtà sociali meno glamour.
TEMPO DI INTROSPEZIONE
La società capitalista, caratterizzata dall’imposizione della produttività, non riconosce alcuna utilità agli anziani, che a volte sembra considerare come un peso. Per loro le dilatazioni temporali ei momenti di socializzazione diventano più rari. Lo spazio domestico, a lungo associato alle donne, è teatro di attività sottovalutate perché prive di valore produttivo. Tuttavia, è possibile pensare a nuove forme di domesticità e fare di quello spazio un territorio di creatività e resistenza, come testimoniano le pratiche artistiche femministe. La sfera intima, lo spazio sacro della soggettività, è un luogo favorevole all’introspezione. Qui il paradigma cambia: non si tratta più di ammazzare il tempo ma, al contrario, di prendersi del tempo, riposarsi, prendersi cura di sé o coltivarsi.
TEMPO DI INTERSTIZI
Rispondendo a un bisogno fisiologico, il sonno è sinonimo di inattività e incapacità di svolgere compiti produttivi. Ma, lungi dall’essere “tempo perduto”, è un momento propizio per la fuga dell’anima, come accade per quegli intervalli tra due tappe che sono i viaggi (a piedi, in macchina o in treno), o il viaggio tra due luoghi , sia fisica che mentale. Abbandonarsi a questi stati instabili è avventurarsi nei territori dei sogni o del subconscio. Questi tempi di interruzione sono spesso fruttuosi: la noia può essere fonte di domande, evasione fisica e creazione. Le opere di questa sezione affrontano i momenti di transizione o di riposo che si annidano nella nostra vita quotidiana, quelli che si installano nello spazio intermedio tra l’esterno e l’interno.
DENTRO IL TEMPO
Astraendo dalle contingenze esterne, ricordi, immagini e desideri si mescolano nella nostra mente e provocano un momento di fantasticheria, dove la tirannia del tempo cessa di avere potere. L’evasione psichica ci offre la possibilità di vivere il sublime, con tutte le ambiguità che questo comporta. La realtà sensibile evapora a poco a poco, fino a dissolversi in uno stato contemplativo, quasi allucinatorio. Le opere qui raccolte propongono, attraverso il mondo delle storie, la rappresentazione del cosmo o spoliazione radicale, un’esplorazione dei misteri dell’esistenza, delle sue oscillazioni e della sua impermanenza. Offrono un’esperienza immersiva che sconvolge il nostro rapporto con lo spazio, invitandoci a una partecipazione attiva che esalta i sensi. È questa esperienza sensibile, con la sua ambivalenza e la sua parte sfuggente, che ci porta verso un terreno inesplorato, verso un luogo fantasticato. Sebbene liberatorio, questo momento interiore sospeso ci ricorda anche che l’orizzonte rimarrà per sempre irraggiungibile.
TEMPO DI RESA DEI CONTI
Dopo un viaggio nel profondo della nostra interiorità, il ritorno alla realtà può essere brutale. Disorientati, perdiamo i nostri riferimenti e siamo costretti ad affrontare una relazione metamorfosata e scomoda con il nostro ambiente. Da lì, non abbiamo altra scelta che assumere questa sensazione di estraneità per sfuggire allo stordimento che ci travolge. Con approcci diversi, le opere presentate in questa sezione esplorano la capacità dell’arte di trascendere la realtà, non per allontanarsene del tutto, ma per ripensarla. Offrono una visione rinnovata della nostra società globalizzata e standardizzata, sondandone gli spazi, i suoi oggetti e le sue rappresentazioni. Così memoria, corpo e intelletto sono chiamati a concepire in un altro modo il nostro rapporto con la natura e lo spazio urbano, ma anche con la privacy e la costruzione della nostra identità. Armati di nuove chiavi di lettura, possiamo già decostruire i sistemi consolidati e proiettarci verso altri futuri.









