Con Un altro Medioevo. Dalle crociate al neofeudalesimo: l’età di mezzo nel linguaggio politico e mediatico, pubblicato nel 2022, Fabio Figara ci accompagna in un’indagine lucida e appassionata su come il concetto di “Medioevo” sia stato plasmato, distorto e riciclato nella narrazione contemporanea, dai media alla politica, dal cinema alla rete.
Il saggio, snello ma densissimo di riferimenti e spunti, parte da una constatazione tanto semplice quanto cruciale: nel lessico corrente, “Medioevo” è quasi sempre sinonimo di arretratezza, oscurantismo, brutalità. Ma Figara va ben oltre il cliché, mostrando come questa rappresentazione sia frutto di secoli di sedimentazioni ideologiche, da un certo Umanesimo fino all’Illuminismo, fino agli usi attuali in contesti mediatici e politici.
L’autore ricostruisce con rigore la genealogia di questa percezione distorta, per poi analizzare esempi concreti in cui il termine “medievale” viene usato in senso dispregiativo: dalle frasi scandalistiche dei talk show ai titoli sensazionalistici dei quotidiani, dalle metafore politiche ai meme social. Ma non manca uno sguardo critico anche su come certi simboli medievali vengano recuperati (e talvolta strumentalizzati) per costruire identità politiche e culturali, come nel caso della Lega Nord e del mito della Lega Lombarda.
Particolarmente interessanti sono i capitoli dedicati al “Medioevo 4.0”, dove Figara riflette su come la nostra epoca ipertecnologica – fatta di disinformazione, fake news, e nuovi oscurantismi – rischi paradossalmente di assomigliare proprio a quell’immagine distorta del Medioevo che tanto temiamo.
Con uno stile chiaro e coinvolgente, Figara riesce a rendere accessibile una materia complessa, offrendo al lettore uno strumento prezioso per decifrare il linguaggio che ci circonda e per difendere la Storia da semplificazioni e manipolazioni.
Un altro Medioevo non è solo un saggio storico: è un piccolo manuale di consapevolezza critica, utile a chiunque voglia comprendere come le parole modellano il nostro modo di vedere il passato – e, di conseguenza, il presente.









