Treviso: edizione 2025 del progetto “Libro sospeso” per le persone detenute

Cittadinanzattiva Treviso in tempo di Quaresima ripropone il progetto di raccolta libri donati, nuovi, da destinare alle persone carcerate nella Casa circondariale di Santa Bona. Incontro di divulgazione e informazione giovedì pomeriggio alle ore 17.30 alla Libreria Paoline in piazza Duomo a Treviso.
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Treviso: edizione 2025 del progetto “Libro sospeso” per le persone detenute

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Cittadinanzattiva Treviso in tempo di Quaresima ripropone il progetto di raccolta libri donati, nuovi, da destinare alle persone carcerate nella Casa circondariale di Santa Bona. Incontro di divulgazione e informazione giovedì pomeriggio alle ore 17.30 alla Libreria Paoline in piazza Duomo a Treviso.

Nel mese di dicembre 2024, il presidente di Cittadinanzattiva Treviso, Francesco Rocco, nel presentare le risultanze del primo anno del Progetto regionale “Strade Sbarrate” (progetto rientrante nel DGR 1124/2023, annualità 2024/2025- Linea 2), ideato e progettato per conto dell’associazione da Francesca Brotto (autrice, scrittrice, formatrice ed esperta di scrittura autobiografica) ha annunciato l’avvio del quarto anno del progetto il “Libro sospeso 2025”. Il periodo della raccolta di libri nuovi, con dedica dei donanti, destinati ai detenuti ospiti della Casa circondariale di Treviso (carcere di Santa Bona) è la Quaresima.

I libri si possono donare sia alla Libreria Paoline, in piazza Duomo, sia alla Libreria San Leonardo, in piazza Santa Maria dei Battuti 16, a Treviso.

“Il nostro “Libro Sospeso” – spiegano i volontari di Cittadinanzattiva Treviso – è ispirato al gesto conosciuto e attivo da diversi anni del “caffè sospeso”, di tradizione e ideazione napoletana. Il caffè a Napoli e i libri a Treviso hanno, per questo scopo, un alto valore sociale e solidale verso le persone fragili, che – qui a Treviso – sono le persone detenute. Quest’anno i detenuti, insieme ad altre persone fragili (quali gli anziani, i malati, i senza fissa dimora), sono al centro dell’attenzione del Giubileo 2025. L’annuncio giubilare è la speranza (spes non confundit, ossia la speranza non delude). Questo riferimento ha creato molte aspettative, specie ovviamente nei destinatari. Purtroppo, oggi è al di sotto delle aspettative dell’annuncio. Sia per le difficoltà di salute di Papa Francesco, che molto si è speso per dare forza ai valori della speranza, sia per la colposa e persistente indifferenza della politica, tutta, verso le persone fragili e i loro bisogni. Pur nella consapevolezza di questo, come Cittadinanzattiva confidiamo nella generosità dei trevigiani nel manifestare, concretamente, la loro solidarietà”.

Il libro per tutti è un momento bello e importante; per le persone detenute, il valore di un libro è ancora più forte e pregnante.

Come negli anni scorsi, Cittadinanzattiva nel periodo del progetto organizza alcuni eventi culturali e di lettura. Il prossimo è previsto per giovedì pomeriggio 6 marzo alla Libreria Paoline. Incontro con il prof. Francesco Rocco, presidente di Cittadinanzattiva Treviso e docente di Sacra Scrittura all’Istituto superiore di Scienze religiose Giovanni Paolo I. La sua riflessione sarà sulla “Par-ab-ola di speranza in tempo di Quaresima: come posso capire chi è il mio prossimo”. Sarà una rilettura della famosa parabola lucana del buon samaritano. Riflessioni che potranno essere utili a verificare come sia possibile “un’alleanza sociale per la speranza che sia inclusiva e non ideologica”, come afferma Papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo 2025.

Con lui ci sarà Stefano Sanzovo, medico psichiatra del Centro Salute Mentale dell’Ulss2 Marca Trevigiana che rilegge, nell’ottica della solidarietà e socialità, il libro “Come vento cucito alla terra” (di Ilaria Tuti, Edizione Longanesi 2022). E’ un libro sull’emancipazione delle donne medico in Inghilterra durante la prima guerra mondiale. Queste, da emarginate, professioniste e persone, perché si occupavano prevalentemente di prostitute e homeless, diventano protagoniste della sanità di guerra e di quella delle grandi città. Il dottor Sanzovo ha trovato similitudine tra i soldati colpiti dalla guerra e i detenuti chiusi nelle prigioni, nelle necessità di avere giustezza di un loro riscatto nel ritorno alla cosiddetta società civile.

Inoltre, sarà presente anche il dottor Alberto Quagliotto, direttore della Casa circondariale di Treviso.

Perché, infine, dobbiamo pensare al popolo dei detenuti? Perché essi sono parte integrante del nostro Paese. Sono 56.698 persone detenute (di cui 2.392 donne) e le persone straniere detenute sono il 31,3%. Sono in aumento anche in ragione dei nuovi Provvedimenti restrittivi del Governo Meloni 2023/2024. Le carceri in Italia sono 190 e quindi fanno parte del contesto geografico di tutte le province italiane. Oltre a loro, in carcere, per il funzionamento della stesse, ci sono circa 35mila persone, i loro familiari, sia delle persone che vi lavorano e operano che delle persone detenute. E tutti compresi, sia chi lavora sia chi è detenuto, soffrono del disagio del luogo (carcere) e della privazione di libertà. In carcere si muore, anche. Nel 2024 ci sono stati 243 decessi, di cui 88 suicidi (70 nell’anno 2023). Sulle morti per suicidio, che è grave e preoccupante, sui numeri non ci si può giurare, siano veri: sono per difetto. Oltre a questi ci sono migliaia di gesti autolesionisti che provocano diversi danni a chi li compie. Ecco perché si sono scelte le persone detenute come destinatarie del progetto “Libro sospeso”!

Cittadinanzattiva Treviso per il progetto “Libro sospeso”

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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.

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