Tonia Ciavarella, l’equilibrio come alfabeto dell’anima

Allo Spazio Tadini di Milano, la mostra “Parole naufraghe” racconta una pittura in cui la parola si fa segno e il segno si fa materia, in un equilibrio fragile, cucito con fili, gesso e foglia d’oro. A cura di Melina Scalise
Tonia Ciavarella

Tonia Ciavarella, l’equilibrio come alfabeto dell’anima

Tonia Ciavarella
Allo Spazio Tadini di Milano, la mostra “Parole naufraghe” racconta una pittura in cui la parola si fa segno e il segno si fa materia, in un equilibrio fragile, cucito con fili, gesso e foglia d’oro. A cura di Melina Scalise

Apre sabato 26 settembre alle 18.30 a Spazio Tadini, Milano, “Parole naufraghe”, personale di Tonia Ciavarella a cura di Melina Scalise, con catalogo. Visitabile fino al 31 ottobre, da mercoledì a sabato, 15.30-19.30.

Ho visitato lo studio dell’artista per comprenderne il percorso e ho trovato una persona di rara profondità, capace di tradurre il sentire intimo in gesto pittorico con una raffinatezza che di rado si incontra. Ciò che compare sulla tela è un pezzo della sua vita: per questo i cicli, a uno sguardo distratto, possono sembrare distanti, mentre li unisce un fil rouge radicato in un alfabeto creativo inconfondibile. Ognuno fissa una stagione emotiva in un linguaggio di segni.

Il nucleo di questo linguaggio è il passaggio in cui la parola si fa segno e il segno si fa materia. Carta, gesso, filo, sabbia, foglia d’oro compongono il corpo fisico di un pensiero altrimenti muto: la carta accoglie la scrittura, il gesso la trattiene, il filo la ricuce, l’oro la illumina in un lampo che dura quanto uno sguardo.

Attorno cresce il tema del doppio: il volto stilizzato compare solo o con la propria ombra, come se l’artista cercasse nello specchio della tela l’altra metà di sé. Tre forme rosse avvolte in un groviglio di filo nero si ripetono come una litania sussurrata; altrove sagome filiformi salgono e scendono sul bianco con il ritmo di un respiro.

Tonia Ciavarella
Tonia Ciavarella

In questo raccontarsi Tonia trova l’equilibrio, parola che a mio avviso tiene insieme l’intera ricerca. È un equilibrio fragile, non risolto, fatto di rammendi visibili che dichiarano le rotture da cui nascono. Piccoli volumi simili a parallelepipedi agiscono da argini pronti a cedere sotto il peso di ciò che contengono; il rosso si accende al centro delle spirali nere, dove la ferita è più viva. Nel dialogo tra il segno che contiene e la materia che vorrebbe esplodere, Ciavarella trova la propria cifra.

Nei lavori più recenti, tra il 2023 e il 2026, la stessa grammatica si fa più colta e sottile: la scrittura invade la superficie con la naturalezza di un diario lasciato aperto per errore, il colore stempera i toni, il segno perde asprezza senza perdere tensione.

Mi resta in mente un libro d’artista visto prima di congedarmi, aperto a metà, con il filo dorato che pende come un pensiero non finito. Un’immagine che dice molto di questa pittura.

Alberto Moioli

Condividi su:

Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di Alberto Moioli

Alberto Moioli

Critico d’Arte - Curatore e organizzatore di mostre d’arte, eventi e conferenze. Direttore Editoriale dell’Enciclopedia d’Arte Italiana.

Pubblica con noi

Freeonline ogni giorno recensisce le migliori risorse gratuite che puoi trovare su Internet...

@Liquidarteit