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Tex Willer: il ranger del Texas dominatore del fumetto italiano

Alla scoperta di uno dei personaggi più noti del fumetto italiano che ha appena compiuto 75 anni.
Gary Cooper a cui si ispirò Gianluigi Bonelli nella creazione di Tex Willer

Tex Willer: il ranger del Texas dominatore del fumetto italiano

Gary Cooper a cui si ispirò Gianluigi Bonelli nella creazione di Tex Willer
Alla scoperta di uno dei personaggi più noti del fumetto italiano che ha appena compiuto 75 anni.

Nel panorama fumettistico italiano del Secondo Dopoguerra, chi fa da padrone è sicuramente Walt Disney, ma c’è un personaggio tutto italiano, anche se di ispirazione americana, che è rimasto dominatore incontrastato. Vediamo la sua creazione e il suo sviluppo.

A differenza della maggior parte dei personaggi dei fumetti che nascono dalla penna di un disegnatore, Tex è stato creato da un soggettista e scrittore. Il padre di Tex è infatti Gianluigi Bonelli (1908-2001). Bonelli nasce, infatti, come scrittore pubblicando alcune poesie su “Il Corriere dei Piccoli” e alcuni racconti per “Il Giornale Illustrato dei Viaggi e delle Avventure di Terra e di Mare”. Siamo negli anni Trenta e Bonelli scrive anche tre romanzi che pubblica a puntate su “L’Audace”.

Inizia poi una collaborazione stabile come direttore de L’Audace, del quale acquisisce i diritti, fondando poi una piccola casa editrice. Da questo momento, Bonelli affiancherà l’attività di scrittore a quella di editore, attività che sarà poi portata avanti da suo figlio Sergio (1932-2011), anch’egli editore e soggettista nonché creatore, con lo pseudonimo di Guido Nolitta, del personaggio di Zagor, e da suo nipote Davide, attuale direttore responsabile del mensile “Tex”.

Nel 1948, Gianluigi Bonelli crea Tex Willer che si caratterizza da subito come eroe buono ma determinato. Inizialmente fuorilegge, poi redento e passato successivamente dalla parte della Legge divenendo un ranger del Texas. Alla realizzazione grafica del suo personaggio, Bonelli chiama il disegnatore Galep (pseudonimo di Aurelio Galleppini, 1917-1994) che lo disegnerà ispirandosi a Gary Cooper e che di Tex sarà il disegnatore principale per quarant’anni.

Pare che il nome originale del personaggio fosse Tex Killer, e che il cognome sia stato cambiato in Willer in quanto la parola Killer avrebbe avuto una connotazione troppo negativa. Tex ha una doppia vita: è un ranger del Texas, sempre pronto a difendere i deboli e a dare la giusta punizione ai fuorilegge assicurandoli alla giustizia o mandandoli a “spalare carbone da Satanasso”, come spesso ripete. Va in giro per il West in sella al suo fido cavallo Dinamite (personaggio, questo, scomparso nel corso degli anni, forse per facilitare alcune situazioni in cui il cavallo di Tex veniva abbattuto nel corso di inseguimenti). L’altro aspetto caratterizzante il personaggio è il titolo di capo tribù dei Navajos che Tex ha ereditato dal grande capo Nuvola Rossa, avendone sposato la figlia Lilith e della quale è rimasto vedovo in giovane età a causa di un’epidemia di vaiolo scatenata nella riserva da trafficanti senza scrupoli per mezzo di coperte infette. Tex, quindi, è ben visto dalla maggior parte delle tribù indiane, tra le quali è conosciuto col nome di Aquila della Notte.

Da Lilith ha avuto un figlio, Piccolo Falco, nome anagrafico Kit Willer, oggi ventenne e anche lui tiratore provetto che spesso affianca suo padre nelle numerose avventure. Il figlio è stato chiamato Kit in omaggio a Kit Carson (tra l’altro personaggio realmente esistito), inseparabile compagno di Tex, che dai Navajos è chiamato Capelli D’Argento. Oltre a loro, Tex è affiancato anche dall’indiano Tiger Jack, che parla fluentemente l’inglese e al quale Tex ha insegnato a leggere e scrivere oltre che a sparare. Tex gode dello status di fratello di sangue di Cochise, il capo degli Apaches, e spesso si ritrova a dover impartire sonore lezioni ai giovani dissidenti che vorrebbero rovesciarne il dominio, considerandolo troppo anziano e ormai compromesso coi bianchi e quindi indegno di governare una tribù di valorosi guerrieri come, appunto, quella degli Apaches.

Ma spesso Tex e i suoi pards, si trovano ad affrontare situazioni che esulano dalle tematiche del western classico, quando collaborano ad esempio con il curandero egiziano, naturalizzato messicano, El Morisco nella soluzione di misteri soprannaturali o quando combattono contro le forze demoniache del mago Mefisto e di suo figlio Yama, nemici giurati dell’eroe.

All’inizio degli anni Cinquanta, Tex ha avuto anche dei tentativi di imitazione che però si sono conclusi senza molto successo. Il più noto è Pecos Bill, ideato dal disegnatore Guido Martina e edito da Mondadori. Il personaggio è la fotocopia di Tex ma, a differenza del ranger, è un eroe non violento che gira per il West disarmato, con la sola difesa del lazo. Anche lui è affiancato da due personaggi realmente esistiti, Davy Crockett e Calamity Jane e anche lui ha un cavallo, Fulmine, che risponde a tutti i suoi comandi. Gli albi di Pecos Bill sono stati pubblicati con diverse interruzioni tra il 1950 e il 1953.

Al contrario, il successo, di Tex ha portato alla sua continuazione fino ai giorni nostri per il 75° anno consecutivo ad opera, ovviamente, di altri soggettisti e disegnatori, troppi per nominarli tutti, ad eccezione di Sergio Bonelli che per lunghi anni è stato autore delle storie di Tex dopo che suo padre Gianluigi si era ritirato dall’attività.

Gianluigi Bonelli e Galep, ci hanno quindi regalato un personaggio per tutte le stagioni, che ben si adatta a vari tipi di avventure e il cui successo e che, sopravvissuto ai suoi autori, sembra destinato a non tramontare.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
Gary Cooper a cui si ispirò Gianluigi Bonelli nella creazione di Tex Willer
Raimondo Banchetti

Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.