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Teatro delle Muse, Ancona: “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Edward Albee

Testo inviato da: Giamcarlo Garoia
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Con Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni, Paola Giannini. Regia di Antonio Latella.

“Who’s afraid of Virginia Woolf?” (Chi ha paura di Virginia Woolf?) fu rappresentata per la prima volta Il 13 ottobre del 1962, con la regia di Alan Schneider. Al grande successo che ottenne, nonostante le polemiche per il linguaggio crudo e diretto, seguirono versioni teatrali e cinematografiche, in particolare l’esordio di Mike Nichols nel 1966 con Elizabeth Taylor e Richard Burton. Quando il capo della Warner Bros, contattò Albee per acquistare i diritti del dramma teatrale, gli disse di voler scritturare Bette Davis e James Mason per i ruoli di Martha e George (poi sostituiti dalla Taylor e da Burton).

Nella sceneggiatura, Martha si riferisce alla Davis citando una celebre battuta di un suo film “Beyond the forest” (In Italia “Peccato”) del 1949: “nessuno è buono come Bette Davis quando fa la cattiva”.

Ed è significativo il richiamo a questa frase emblematica fatto da Sonia Bergamasco, all’inizio del dramma e nella versione teatrale di Latella, perchè a questo rimanda questa storia di un amore disperato e violentissimo che precipita in un vorticoso gioco al massacro.

Una storia segnata dalla “normalità” dei personaggi, scelti in ambito ben definito ma emblematico: normali i personaggi e normale l’angoscia, l’odio, la trasgressione, la violenza.

Un’opera visionaria negli anni ’60 ma, oggi, pienamente attuale. Se allora fu vista come “una vera e propria fotografia dei cadaveri che la borghesia americana teneva nascosti negli armadi”, oggi, questa estremizzazione delle crisi familiari fotografa la crisi dei valori di una società, quella occidentale, che non riesce più ad adattarsi ai cambiamenti della storia e finisce per crollare.

In scena, George è un professore di Storia e Martha ne critica fortemente il ruolo e il fatto che non sia riuscito a raggiungere la posizione sperata sia da lei che dal padre di lei: è questo mondo, l’Occidente, che non riesce più a comunicare con la Storia, non riesce a comprenderla nè a seguirla.

Di fronte a loro la giovane coppia, una proiezione mentale di Martha e George: Nick, Il Professore di Biologia e Honey, la moglie, che ci indicano una possibile risposta, comunque incompleta, provvisoria.

Per questa produzione, così impegnativa e densa di significati, Antonio Latella opera una scelta precisa:
“Non posso non partire dal titolo per affrontare questo testo: per sostituire il lupo della canzoncina “Who’s Afraid of the big bad Wolf?” Albee scomoda Virginia Woolf, una combattente per l’emancipazione femminile, una donna che insegnò alle donne ad uccidere le loro madri, o meglio un’idea di madre, “l’angelo del focolare”. Credo che tanto di tutto questo si trovi nel testo, la Woolf è presente nei due protagonisti che fanno da specchio alla giovane coppia scelta come sacrificio di questo violentissimo e disperato amore, questo: “jeu de massacre””.

Per la scelta degli attori, con la memoria a quella che fu la prova di Mariangela Melato e Gabriele Lavia, Latella annota:
«Un cast non ovvio, non scontato, un cast che possa spiazzare e aggiungere potenza a quella che spesso viene sintetizzata come una notturna storia di sesso ed alcool. Un cast che avesse già nei corpi degli attori un tradimento all’immaginario, un atto-attore contro il fattore molesto della civiltà, che Albee ha ben conosciuto, come ci sottolinea nella scelta del titolo. Chi ha paura di Virginia Woolf? Se c’è qualcuno alzi la mano».

In tutto questo Sonia Bergamasco è bravissima nel passare da un registro all’altro del suo inquieto personaggio, dall’abisso della disperazione alla apparente e desolante quiete, mentre Vinicio Marchioni è abile nella conduzione del dramma, senza mai perdere grinta e lucidità. Con loro ottima ed in crescendo la prova dei giovani Ludovico Fededegni e Paola Giannini.

Essenziali le scene di Annelisa Zaccheria e le musiche di Franco Visioli.

Traduzione Monica Capuani
regia Antonio Latella
con Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni, Paola Giannini
drammaturgia Linda Dalisi
scene Annelisa Zaccheria
costumi Graziella Pepe
musiche e suono Franco Visioli
luci Simone De Angelis
assistente al progetto artistico Brunella Giolivo
assistente volontaria alla regia Giulia Odetto

Produzione Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo speciale della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli.

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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Giamcarlo Garoia
ID: 371636
Licenza di distribuzione:
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.