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Al Teatro Bonci di Cesena va in scena “Pupo di zucchero”, regia di Emma Dante

Testo inviato da: Giamcarlo Garoia
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Nello spettacolo, le dieci sculture create da Cesare Inzerillo, simili alle mummie dei Cappuccini esposte nelle catacombe di Palermo.

Emma Dante, presentando Pupo di Zucchero, riprende un passo da “I quaderni di Malte Laurids Brigge” di Rainer Maria Rilke (1910):

“Si devono avere ricordi di molte notti d’amore, nessuna uguale all’altra, di grida di partorienti, e di lievi, bianche puerpere addormentate che si richiudono. Ma anche presso i moribondi si deve essere stati, si deve essere rimasti presso i morti nella camera con la finestra aperta e i rumori che giungono a folate. E anche avere ricordi non basta. Si deve poterli dimenticare, quando sono molti, e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino. Poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, senza nome e non più scindibili da noi, solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso.”

In PUPO DI ZUCCHERO il protagonista, un vecchio (l’abile cantastorie Carmine Maringola) rimasto solo in una casa vuota, prepara una pietanza tradizionale per onorare la festa dei morti.
Con “pane e pazienza”, la virtù dei poveri, mescola acqua, farina e zucchero e prepara il pupo di zucchero, “l’esca pe li pesci de lo cielo”, un dolcetto antropomorfo, simbolo di un’antica credenza radicata nel Sud Italia, che ha il potere di evocare i fantasmi della famiglia.
L’impasto non lievita: allora il vecchio richiama alla memoria i suoi morti, annota sogni, incubi, reminiscenze dell’infanzia e meditazioni sulla morte.
Ricorda mammina, una vecchia dal core tremmolante, il giovane padre disperso in mare, le sorelle Rosa, Primula e Viola, tre primavere, Pedro, “quasi torero” spagnolo che ama Viola, zio Antonio e zia Rita, Pasqualino il figlio adottivo di colore. Il ricordo apre le porte, i morti entrano, rivivono gioie, speranze e dolori. Ma la morte non è un tabù, non è orribile, è una parte inscindibile della sua vita. Vita e morte, un unico ballo nella stanza dei ricordi.

In scena un turbinio di gesti, musiche ( molto bella la scelta di “You Saved Me” di Gary Clark e “Seasong 1 to 4” di Ezio Bosso e altri) e di voci che si spegnerà al riapparire di tutti i personaggi nelle loro vere sembianze, quelle della morte.

Teatro Bonci, Cesena
“Pupo di zucchero”
Liberamente ispirato a “lo cunto de li cunti” di Gianbattista Basile.

Testo e regia Emma Dante.
Con Tiebeu Marc-Henry Brissy Ghadout, Sandro Maria Campagna, Martina Caracappa, Federica Greco, Giuseppe Lino, Carmine Maringola, Valter Sarzi Sartori, Maria Sgro, Stephanie Taillandier, Nancy Trabona.

Costumi Emma Dante.
Sculture Cesare Inzerillo.
Luci Cristian Zucaro.
Assistente ai costumi Italia Carroccio.
Assistente di produzione Daniela Gusmano.
Coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma.

Produzione Sud Costa Occidentale, in coproduzione con Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Scène National Châteauvallon-Liberté /ExtraPôle Provence-Alpes-Côte d’Azur / Teatro Biondo di Palermo / La Criée Théâtre National de Marseille / Festival d’Avignon / Anthéa Antipolis Théâtre d’Antibes / Carnezzeria, e con il sostegno dei Fondi di integrazione per i giovani artisti teatrali della DRAC PACA e della Regione Sud.

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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Giamcarlo Garoia
ID: 371664
Licenza di distribuzione:
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.