Massimo Popolizio al Teatro Bonci di Cesena con “Uno sguardo dal ponte” (“A view from the bridge”) di Arthur Miller, opera datata 1955 e della quale è celebre la versione cinematografica del 1962 diretta da Sidney Lumet, opera cruda e drammatica, come solo l’inevitabile sa essere, della quale lo stesso Miller scriveva:
“L’azione della pièce consiste nell’orrore di una passione che nonostante sia contraria all’interesse dell’individuo che ne è dominato, nonostante ogni genere di avvertimento ch’egli riceve e nonostante ch’essa distrugga i suoi principi morali, continua ad ammantare il suo potere su di lui fino a distruggerlo”.
Queste parole, chiare come Miller sapeva essere, ispirano la produzione della Compagnia Umberto Orsini, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione,perche, come afferma Massimo Popolizio, regista ed interprete:
“Questo concetto di ineluttabilità del destino e di passioni dalle quali si può essere vinti e annientati è una “spinta” o “necessità” che penso possa avere ancora oggi un forte impatto teatrale. Tutta l’azione è un lungo flash-back, Eddie Carbone, il protagonista, entra in scena quando tutto il pubblico già sa che è morto. Per me è una magnifica occasione per mettere in scena un testo che chiaramente assomiglia molto ad una sceneggiatura cinematografica, e che, come tale, ha bisogno di primi, secondi piani e campi lunghi. Alla luce di tutto il materiale che questo testo ha potuto generare dal 1955 (data della sua prima rappresentazione) ad oggi, cioè film, fotografie, serie televisive credo possa essere interessante e “divertente” una versione teatrale che tenga presente tutti questi “figli”. Una grande storia… raccontata come un film… ma a teatro. Con la recitazione che il teatro richiede, con i ritmi di una serie e con le musiche di un film. Ci sarà un ponte, ci sarà una strada e in questa strada dei mobili, che sono la memoria della famiglia Carbone…”.
L’opera nacque da un fatto di cronaca relativo ad una comunità di immigrati siciliani ed è certamente densa di una critica dura alla società italiana, ma non risparmia certo anche quella americana.
Popolizio racconta un’italianità diversa da quella vista da Miller, avvicinandosi alla “commedia all’italiana” e, dunque, allontanandosi in qualche modo dagli stereotipi tipici della filmografia USA.
Ne esce una grande storia, raccontata senza tempi morti, frenetica nel suo sviluppo, come un film, ma a teatro (un teatro “in bianco e nero”), con la recitazione che il teatro richiede e che la Compagnia Orsini tutta, da Valentina Sperli a Michele Nani, Raffaele Esposito, Lorenzo Grilli, Gaja Masciale, Felice Montervino, realizza pienamente.
Con i ritmi di una serie e con le musiche di un film, attraversando brani scelti con grande cura, da “Paper Doll” dei Mills Brothers, “Blue Canary” di Dinah Shore e “My Special Angel” di Bobby Helms, alla sicula “Vampata d’Amuri” di Carlo Rustichelli e Pino Ferrara, fino “Tango Till They’ re Store” di Madeleine Peyroux.
Teatro A. Bonci, Cesena
Uno sguardo dal ponte
di Arthur Miller
Traduzione Masolino D’Amico
Regia Massimo Popolizio
Con Massimo Popolizio
e con Valentina Sperlì, Michele Nani, Raffaele Esposito, Lorenzo Grilli,
Gaja Masciale, Felice Montervino, Marco Mavaracchio, Gabriele Brune.
Scene Marco Rossi
Costumi Gianluca Sbicca
Produzione Compagnia Umberto Orsini
Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione
Foto di Yasuko Kageyama









