Camminando per le strade della cittadina versiliese si scorge e si apprezza ancora la pianta urbanistica medievale, passaggio di una parte del tracciato della via Francigena, con alle spalle il meraviglioso sfondo delle Alpi Apuane, come un’opera pregiata in cui si fondono Natura e conoscenze umane. Terra di artigiani e di artisti, che dalle cave di marmo hanno da sempre estratto il materiale per le proprie creazioni (Brunelleschi, Donatello, Michelangelo, la famiglia Stagi), ancora una volta Pietrasanta è stata eletta terra d’arte. Infatti, nella rettangolare Piazza del Duomo, dove si trovano la chiesa cattedrale intitolata a S. Martino con il suo campanile rosso, la cinquecentesca Torre delle Ore, il Palazzo Moroni e il complesso di S. Agostino, il visitatore potrà imbattersi nell’opera Hand of Justice, della serie Ancient Gods, rappresentazione marmorea del guanto dell’infinito di Thanos, il nemico degli Avengers nei comics americani e nelle ben note trasposizioni cinematografiche Avengers: Infinity War (2018) e Avengers: Endgame (2019). Poi in una rappresentazione di Super Mario Bros, ispirata alla nota serie di videogames della Nintendo, nella testa di Captain America (Teseo Head), nel martello di Thor, e in molte altre raffigurazioni. È l’esposizione Human Connections, la mostra pubblica di Filippo Tincolini, artista toscano originario di Pontedera che, dopo aver frequentato proprio a Pietrasanta numerose fonderie e laboratori dedicati al marmo, ha studiato “Scultura” all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Successivamente ha aperto un suo laboratorio a Fantiscritti di Carrara, ai piedi delle cave, dove ancora oggi crea le sue opere utilizzando prevalentemente il marmo bianco. La sua continua sperimentazione gli permette di far coesistere la tradizione artistica con uno sguardo rivolto al futuro, facendo interagire armoniosamente fondamenti della scultura classica con ispirazioni pop, così come la mitologia e i fumetti, proprio come si apprezza nella mostra itinerante Human Connections.



Il tema è quindi il confronto tra realtà mitiche dell’antichità con i moderni supereroi, caro al maestro, con l’esplorazione delle relazioni umane all’interno di uno spazio urbano predefinito in cui, come spiega Giulia Guido (Collateral, Ottobre 18, 2024) “busti e figure scolpite nel marmo vengono contaminati dall’immaginario dei supereroi, come Iron Man o Spiderman, icone moderne che, come le divinità del passato, incarnano miti, ideali e contraddizioni del nostro tempo.”
Più di quaranta sculture di varie dimensioni sono così esposte e fruibili nei luoghi principali del centro storico: non solo Piazza Duomo, ma l’esposizione continua in Piazza Carducci, lungo il Pontile di Marina di Pietrasanta, sviluppandosi principalmente nel Complesso di Sant’Agostino: la chiesa trecentesca, con facciata in marmo che presenta tre grandi arcate e interessanti archetti gotici su colonnine, e che ospita al suo interno notevoli affreschi del tardo Medioevo e opere dei secoli successivi, è oggi utilizzata come spazio espositivo. Qui è possibile apprezzare opere dell’artista quali Camazotz (in cui si fonde la mitologica maya con l’iconografia di Batman), Diana (raffigurazione del busto di Wonder Woman), Aracne Head (riproposizione della testa di Spiderman), Bust of Dioniso (Superman), Bust of Dedalo (Iron Man) e molti altri. Con l’occasione, è possibile anche ammirare il progetto HC Resonance della fotografa Laura Veschi, che racconta i retroscena e le modalità di realizzazione dell’intero progetto espositivo, presentando all’opera il maestro scultore con fotografie inedite. Presente con due sculture anche il progetto sociale Rebirth from Waste / Rinascita dagli scarti, iniziativa artistica (in collaborazione con ANFFAS MS) che ha coinvolto giovani con disabilità nella creazione di sculture realizzate con materiali riciclati.


Ma una volta ammirata la mostra Human Connections e gli altri progetti espositivi, è impossibile non dedicare del tempo ad ammirare il Museo dei Bozzetti, sempre all’interno del complesso di S. Agostino, che raccoglie opere in marmo e in gesso di artisti del Novecento, e che ospita continuamente mostre d’arte contemporanea, offrendo un percorso ben strutturato per conoscere la scultura locale del secolo scorso.









