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Storia e curiosità a Villa Trento di Cervarese Santa Croce (PD)

Territorio ricco di storia il Comune di Cervarese Santa Croce ha la fortuna di avere il possente fortilizio di San Martino della Vaneza costruito nei suoi confini: ma oltre al castello il comune è anche pieno di altri luoghi storici che trasudano storia. Alcuni di essi sono ville in puro stile palladiano e una di queste è EQUUS Villa Trento: grazie ai permessi ricevuti l’associazione Ghost Hunter Padova ha avuto la possibilità di svolgere la propria attività presso questa magnifica cornice.
Ghost Hunter Padova
Photo credits: Ghost Hunter Padova

Storia e curiosità a Villa Trento di Cervarese Santa Croce (PD)

Ghost Hunter Padova
Photo credits: Ghost Hunter Padova
Territorio ricco di storia il Comune di Cervarese Santa Croce ha la fortuna di avere il possente fortilizio di San Martino della Vaneza costruito nei suoi confini: ma oltre al castello il comune è anche pieno di altri luoghi storici che trasudano storia. Alcuni di essi sono ville in puro stile palladiano e una di queste è EQUUS Villa Trento: grazie ai permessi ricevuti l’associazione Ghost Hunter Padova ha avuto la possibilità di svolgere la propria attività presso questa magnifica cornice.

L’associazione, che si occupa di ricerca e studio di fenomeni apparentemente inspiegabili e comunemente detti paranormali, ha eseguito una ricerca lo scorso sabato 19 giugno.

Grazie ai permessi ottenuti da parte della proprietà i GHP hanno condotto i rilievi basandosi ai fatti storici e alle curiosità che circondano la Villa: alcune testimonianze parlano di aver “visto” una sorta di frate uscire fuori da una stanza che costeggia il ricovero cavalli, mentre alcune dicono di aver sempre “visto” una figura uscire dalla villa stessa.

Quanto descritto tuttavia non sembra bastare per instillare curiosità negli attuali proprietari della Cinquecentesca Villa Veneta, i quali pur riconoscendo strani accadimenti dichiarano di provare un pervasivo senso di protezione e di pace nell’attraversarne gli ambienti.

Si hanno poche informazioni storiche inerenti alla villa e dopo una attenta ricerca storica, si è scoperto che In epoca medievale, inglobata alla villa stessa, vi è una parte di un monastero benedettino eretto nel IX secolo e la torre colombaia sembra che avesse funzione di avvistamento durante il medioevo: infatti guardando da una delle feritoie gli occhi cadono direttamente sul Castello di Montegalda. Nel suo insieme la costruzione mostra le dimensioni e l’equilibrio delle case di campagna veneziane concepite e realizzate da Andrea Palladio.

La Villa passò di mano in mano: dalla famiglia Trento sino alla famiglia Valmarana dopo la caduta della Serenissima Repubblica. Oggi la villa privata e gli attuali proprietari hanno annesso un maneggio dell’associazione EQQUS Villa Trento: Centro equestre con scuderia cavalli, scuola di equitazione, attività ricreative fra natura e storia.

Infatti è il posto ideale per vivere a contatto con il meraviglioso mondo dei cavalli, dei pony ed asinelli. Tutto lo staff è attento e premuroso. Lo consiglio vivamente per le feste di compleanno e ricorrenze, curate nei minimi dettagli, divertenti e leggere per vivere una giornata abbracciati alla natura.

La villa però non racconta solo storia e leggende ma anche di curiosità storiche: all’interno della villa sono presenti, praticamente in ogni stanza dei graffiti fatti da soldati molto probabilmente austroungarici, infatti alcune date incise riportano alla memoria i fatti accaduti durante l’occupazione austroungarica e guarda caso proprio al Castello di San Martino della Vaneza l’oste che gestiva la taverna aiutava i rivoluzionari a scappare dalla polizia austriaca guadando il Bacchiglione.

L’associazione ci tiene a precisare che le riprese diurne e notturne sono state effettuate con la presenza di uno dei proprietari in quanto la villa e oggetto di lavori. Durante l’indagine tecnica (con foto e registrazioni audio anche ad ambiente vuoto) sono state condotte varie sperimentazioni ed una in particolare, chiamata spunto quantico, che prevede che i ricercatori, “inducano” un evento paranormale tramite un atto che richiama situazioni o fatti avvenuti nel periodo storico sul quale si sta investigando. L’associazione non si lascia prendere da facili entusiasmi in quanto il materiale raccolto deve essere analizzato con calma.

Ma qualche indicazione è già disponibile: durante la ricerca si sono uditi dei colpi e probabilmente dei passi. «Abbiamo condotto questa ricerca perché uno dei nostri obiettivi è quello di riscoprire miti, leggende e misteri legati al nostro territorio e spesso dimenticati: un patrimonio immateriale da preservare e da tramandare alle nuove generazioni; una sorta di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale del territorio, una memoria collettiva che torna a vivere» affermano i cercatori di fantasmi.



Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Ghost Hunter Padova
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ID: 379468
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Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.