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Ricordo di Giacomo Leopardi, il più grande poeta italiano dell’800

Il poeta di Recanati considerato tra i più rappresentativi esponenti del Romanticismo letterario. Questa opera realizzata a sanguigna acquerellata da Bruno Pollacci è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci

Ricordo di Giacomo Leopardi, il più grande poeta italiano dell’800

Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci
Il poeta di Recanati considerato tra i più rappresentativi esponenti del Romanticismo letterario. Questa opera realizzata a sanguigna acquerellata da Bruno Pollacci è in suo omaggio e memoria.

Il 29 Giugno del 1798, a Recanati (Macerata) nasceva il grande poeta Giacomo Leopardi. Considerato il massimo poeta italiano dell’800, ma anche tra le più importanti personalità della letteratura mondiale e tra i più rappresentativi esponenti del Romanticismo letterario (anche se lui non amava definirsi un romantico), fu anche filosofo, scrittore e filologo. Fu un intellettuale di grande ampiezza culturale, con una poesia dalla straordinaria qualità lirica. La sua filosofia basata su posizioni materialistiche prendeva origine dall’Illuminismo ed inglobava un suo approccio pessimistico, che alcuni hanno colto come conseguenza della grave patologia che lo affliggeva pesantemente (seri problemi reumatici, disagi psicologici, problemi cardiaci, circolatori e gastrointestinali, asma, tosse, problemi neurologici alle gambe, dolori alle braccia, problemi di vista, stanchezza continua ed una presunta scoliosi) e la sua essenza filosofica, specialmente dopo dibattiti e studi fatti sulla sua opera dopo il novecento, viene inserita in ambito esistenzialista o comunque considerata con precisi elementi precursori dell’Esistenzialismo. Riconosciuto subito a livello nazionale per i suoi grandi meriti, ricoprì importanti incarichi letterari, ma le sue gravi condizioni di salute lo portarono a dover spesso cambiare luoghi alla ricerca di climi compatibili al suo complesso e precario stato.Tra le sue tante opere importanti possiamo citare: “Lo Zibaldone”, “L’infinito”, “La sera del dì di festa”, “Alla luna”, “A Silvia”, “La quiete dopo la tempesta”, “Il sabato del villaggio”, “Il fiore del deserto” e “Il passero solitario”. Morì a Napoli nel 1837, a 39 anni.

Questa mia opera realizzata a sanguigna acquerellata, che fu esposta nel 2020 nella mia mostra personale presentata al Festival di Libri, Cultura e Arte “Lucca Città di Carta” nella prestigiosa sede del “Real Collegio” di Lucca, è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Bruno Pollacci
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Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.