L’olio essenziale di salvia può essere definito un “rigenerante cellulare”. E’ un ottimo supporto per le pelli grasse e con acne; potente anticaduta del capello. È un olio elettivo per tutte le problematiche endocrine femminili: problemi del ciclo, menopausa, vampate, dolori mestruali e anche per l’eccessiva sudorazione; antispasmodico per crampi addominali e muscolari, stimola la circolazione linfatica e la diuresi. Il nome del genere Salvia deriva dal latino salvus, sano, salvo e il termine salvare indica anche guarire; tutto questo riflette la grande reputazione di cui godeva la salvia comune come pianta curativa fin dai tempi più remoti.
Olio prediletto dagli artisti, è legato alla creatività e al sogno. Il suo nome deriva da “salvare”, ovvero guarire. Il suo profumo dolce ed aromatico crea un atmosfera calda, stimola l’intuizione, la creatività e l’ispirazione, risollevando lo spirito. Induce calma e serenità in presenza stress e nervosismo.
• Sinonimi: sclarea, erba moscatella, scalea, scarseggia
• Nome botanico: Salvia sclarea
• Famiglia: Labiate
Pianta erbacea perenne dall’odore gradevole, dai fusti ramificati e alti fino a 1 metro con foglie inferiori a lamina lunga e ovale e margini dentati e foglie superiori più piccole. I fiori sono di colore rosa violaceo raccolti in infiorescenze terminali. E’ originaria del Sud dell’Europa e si può trovare in tutto il continente, allo stato selvatico e coltivata.
ALTRE SPECIE: dalla salvia comune (salvia officinalis), molto conosciuta e utilizzata in cucina come erba aromatica e in fitoterapia, si estrae un olio essenziale che contiene elevate quantità di tujone un chetone molto tossico. Esiste anche una varietà a piccole foglie con chemiotipo 1,8-cineolo, in cui il contenuto di tujone è minore, ma pur sempre presente. Pertanto in aromaterapia l’olio di Salvia officinalis viene poco usato e viene sostituito con l’olio di Salvia sclarea in cuci non è presente questo componente.
La salvia spagnola, detta anche “salvia lavanda” (salvia lavendulaefolia), originaria delle zone montuose della Spagna, produce un olio che contiene canfora, cineolo, pinene, limonane, canfene, ad azione stimolante, tonificante, antispasmodica, antinfiammatoria, antireumatica.
PARTI UTILIZZATE PER ESTRARRE L’OLIO ESSENZIALE: le foglie e le sommità fiorite (per distillazione in corrente di vapore) per estrazione con solventi si estrae un’essenza concreta dalla quale, per successivo passaggio in alcol, si ottiene l’assoluta.
COMPONENTI PRINCIPALI: acetato di linalile fino al 75% (esteri) linaiolo, sclareolo (alcoli), pinene mircene, fellandrene (monotrerpeni), germacrene cariofillene (sesquiterpeni).
• Profumo: erbaceo, caldo, simile al fieno,lievemente speziato; (nota di cuore)
• Colore: incolore o giallo-verdognolo
• Energia: yin–yang
• Simbologia planetaria: luna, giove
PROPRIETÀ: antispasmodico, antinfiammatorio, decongestionante, azione similestrogenica (legata allo sclareolo), tonico della circolazione venosa, antisettico, equilibrante, rilassante, tonico nervoso, antidepressivo, stimolante delle mestruazioni, afrodisiaco, antisudorifero, diuretico, cicatrizzante.
INDICAZIONI PRINCIPALI*: amenorrea, mestruazioni irregolari, menopausa, tendenza alle vene varicose, acne, seborrea, caduta dei capelli, capelli grassi, pelle rugosa, ipersudorazione, dolori muscolari, spasmi, depressione, tensione nervosa, afte, stomatiti, bronchite, tosse spasmodica.
AVVERTENZE: da non utilizzarsi in gravidanza, da non utilizzarsi i presenza di mastopatia o in presenza di patologie legate a un eccesso di estrogeni (per la sua azione a livello ormonale). Per sfruttare gli effetti benefici va utilizzato in quantità moderate, senza eccedere. Non consumare alcolici durante il trattamento.
Il termine “sclarea” deriva dal latino clarus, che significa chiaro e si riferisce al ruolo esercitato da questa pianta nel trattamento dei disturbi agli occhi; tradizionalmente l’infuso dei suoi semi veniva utilizzato per essere applicato sugli occhi stanchi e affaticati.
UN PO’ DI STORIA
Secondo la mitologia greca Zeus (Giove per i Romani) quando nacque fu allattato da una capra, Amaltea, accanto a un cespuglio di salvia il cui profumo conferì al suo latte un potere divino. Per questo la salvia fu chiamata “l’erba di Giove” e le furono attribuiti grandi poteri curativi. Era considerata sacra e veniva offerta in dono agli dei per ottenere i favori e per ricevere la gioia di vivere. Le erano inoltre riconosciute proprietà toniche, stimolanti delle funzioni femminili e del concepimento, diuretiche corroboranti.
A Roma la salvia diventò anche la pianta delle Napee, le ninfe delle valli. Secondo una tradizione di probabile derivazione Etrusca la salvia divenne “la regina dell’orto”. Alle persone tormentate nello spirito si consigliava di toccare la salvia al chiarore della luna crescente, perché i raggi lunari fugassero i demoni che le affliggevano.
Anche la scuola salernitana di medicina tenne in grande considerazione la salvia; era chiamata salvia salvatrix ossia salvia sanatrice; in un aforisma si legge… Cur moriatur homo, cui salvia crescit in horto? (perché dovrebbe morire l’uomo quando la salvia cresce nel suo orto?).
La salvia divenne una specie di panacea per il corpo e per lo spirito. In campagna si credeva che la salute del padrone e della padrona di casa o dell’ultimo nato dipendessero da quella della salvia dell’orto.
Per le sue foglie argentee la salvia è stata collegata alla luna, corpo celeste che governa tradizionalmente i cicli e le funzioni femminili e quindi, è legata in modo particolare alla donna, sia dal punto di vista simbolico sia da quello terapeutico. La salvia fu scelta come simbolo della virtù della massaia: infatti, è una pianta semplice e modesta, rigogliosa in ogni stagione, dalle tante virtù che tuttavia non ostenta mai, sobria perché cresce anche su minuscoli pezzi di terra.
C’è un detto popolare che dice: “La moglie comanda quando la salvia cresce rigogliosa in giardino”.
Per somiglianza della sua foglia con la lingua (soprattutto per la sua rugosità), fu esaltata come rimedio nel trattamento delle malattie di quest’organo e del cavo oro-faringeo. Quest’ultima indicazione è tuttora confermata: usando il suo infuso per sciacqui si possono alleviare gengiviti, infiammazioni alla bocca e alla gola. Da tempo immemorabile poi si sono puliti i denti strofinandoli con foglie di salvia.
La pianta serviva anche magicamente per liberarsi dagli incubi notturni; veniva usata a scopi divinatori; con essa si componevano amuleti che avevano la proprietà di mantenere in buona salute e di proteggere dagli influssi malefici. Si consigliava di tenere in casa alcuni rametti di salvia, avendo cura di raccoglierli all’alba del giorno di San Giovanni, il 24 giugno, giornata propizia per il cosmo e la natura, che avrebbe conferito alla pianta particolari poteri.
UTILIZZO
La salvia è una pianta governata da Giove e dalla Luna. Come pianta di Giove che si trova al vertice della gerarchia degli dei dell’Olimpi, a livello del microcosmo uomo è in grado di agire con un effetto riequilibrante generale; è in grado di rilassare e di ravvivare le energie, stabilizza la mente, ha un’azione tonica e antispastica. E’ indicata per le tensioni muscolari e gli spasmi, per la sensazione di gambe stanche e dolenti, per il mal di testa. Può essere utilizzata in oli da massaggio, per bagni aromatici, per la diffusione nell’ambiente. Come pianta segnata dalla Luna, esercita un’azione benefica sulle funzioni femminili ed è dotta di un’attività “maturante”.
I suoi usi tradizionali per favorire il ciclo mestruale e la fertilità non si sono rivelati infondati, in quanto la salvia contiene fitoestrogeni, cioè sostanze che esercitano un’azione similormonale e possono aiutare a regolarizzare le funzioni genitali.
L’olio essenziale di Salvia sclarea può essere applicato per unzioni a livello dell’addome (diluito in olio vegetale), per bagni aromatici, per stimolare le mestruazioni in caso di amenorrea o mestruazioni irregolari, per disturbi della menopausa, per stimolare le funzioni ovariche, per favorire la fertilità. Si può accompagnare il trattamento esterno con l’assunzione di un infuso di foglie e fiori di salvia officinale, che ha un effetto sinergico ed agisce a un livello più materiale, organico, mentre l’olio essenziale esercita la sua influenza su un piano più sottile, e cioè a livello della componente psicosomatica dei disturbi citati.
Anche le funzioni del cervello sono sotto l’influenza della Luna sappiamo come la luna piena può influenzare negativamente le persone che soffrono di disturbi psichici. La salvia eserciterà un influsso benefico in caso di nervosismo, lunaticità, stress, in particolare legati alla sfera genitale quali disturbi dell’umore nel periodo premestruale, mestruale e della menopausa, sterilità da stress; in questi casi essa aiuterà a restituire il calore delle virtù femminili.
A livello generale poche gocce nel bagno donano una piacevole sensazione di benessere e prevengono l’eccessiva sudorazione, In caso di iper sudorazione delle mani e dei piedi è indicata per maniluvi e pediluvi.
Per vaporizzazioni è indicata in caso di affezioni respiratorie con congestione e senso di costrizione toracica (bronchite, tosse spasmodica) perché aiuta ad “aprire il petto” e a rendere la respirazione più profonda, decongestiona e ha azione antispastica. Può anche essere usata in associazione ad altri oli dalle più spiccate proprietà anticatarrali. Per le sue proprietà antinfiammatorie può essere usata per sciacqui in catodi afte e infiammazioni del cavo orale; per frizioni sul cuoio capelluto stimola la crescita dei capelli e combatte l’eccesso di sebo.
La sua azione psicologica è bilanciata tra stimolazione rilassamento. E’ un tonico nervoso indicato per la fatica mentale ed è anche in grado di calmare le tensioni. E’ euforizzante e sostiene in situazioni in cui bisogna “osare”.
L’olio di salvia sclarea è indicato per le persone che presentano oscillazioni di umore con momenti di ansia e di depressione e si sentono indecise ed emotivamente confuse. Questa specie di salvia amplia la visione psicologica, stimola l’intuizione e l’ispirazione, solleva lo spirito e migliora l’umore. A livello spirituale stimola lo sguardo interiore e aiuta a vedere più chiaramente in se stessi. Rende più sagaci ed è di aiuto alle persone che lavorano in campo creativo.
L’olio può essere utilizzato nella lampada per gli aromi per alleggerire l’atmosfera e come profumo naturale. Salvia sclarea era famosa anticamente per aumentare la capacità di sognare. Se si cerca la risposta a una domanda interiore si può provare a usarne l’olio la sera nella lampada per gli aromi o mettendone due gocce su un fazzoletto da porre sul cuscino: forse la risposta arriverà in sogno. L’olio di salvia sclarea non va utilizzato però se si sono assunti degli alcolici nelle ore precedenti, perché, anziché dei sogni chiarificatori si potrebbero avere degli incubi. Questi atteggiamenti si traducono in un impoverimento dell’energia vitale.
*Disclaimer: le informazioni riportate provengono dalla letteratura e non sono attributi del prodotto, hanno valore puramente divulgativo e non possono essere intese quali proprietà terapeutiche.
Bibliografia
• J.Valnet, Cura delle malattie con le essenze delle piante,Aldo Martello Editore Giunti
• J.Valnet, Aromaterapia, Coh, Milano
• V.A. Worwood, Guarire con le essenze e i profumi, Macro Edizioni
• Marina Ferrara Pignatelli, Viaggio nel mondo delle essenze, Ed. Franco Muzzo
• Aromaterapia ieri oggi domani – L. Paoluzzi. Morphema editrice
• Enciclopedia degli oli essenziali – J. Lawless. Tecniche nuove
• Phytos Olea – L. Paoluzzi. Morphema editrice
• Profumi di benessere – L. Savo. Daigo press
• Profumi celestiali – S. Fischer-Rizzi – Tecniche nuove









