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Presentazione “Carmina Burana”. A Milano Sabato 23 marzo 2024

Sabato 23 marzo 2024, alle ore 15,30 nella sala conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (Ingresso libero da Via Nirone, 7) si tiene la presentazione del volume “Carmina Burana. Una doppia rivoluzione” (Carocci, 2024) di Davide Daolmi con la partecipazione dell’autore e la partecipazione straordinaria dei Murmur Mori che eseguiranno alcuni brani del loro repertorio.
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Presentazione “Carmina Burana”. A Milano Sabato 23 marzo 2024

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Sabato 23 marzo 2024, alle ore 15,30 nella sala conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (Ingresso libero da Via Nirone, 7) si tiene la presentazione del volume “Carmina Burana. Una doppia rivoluzione” (Carocci, 2024) di Davide Daolmi con la partecipazione dell’autore e la partecipazione straordinaria dei Murmur Mori che eseguiranno alcuni brani del loro repertorio.

Sabato 23 marzo 2024, alle ore 15,30 nella sala conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (Ingresso libero da Via Nirone, 7) si tiene la presentazione del volume “Carmina Burana. Una doppia rivoluzione” (Carocci, 2024) di Davide Daolmi con la partecipazione dell’autore e la partecipazione straordinaria dei Murmur Mori che eseguiranno alcuni brani del loro repertorio.
A partire dagli anni Sessanta del Novecento la restituzione di un medioevo fisico, ritmico e passionale entra nelle sale da concerto. La nuova estetica, in contrasto con molte convinzioni musicologiche, non è estranea ai Carmina Burana di Carl Orff. La critica rimane imbarazzata sia verso Orff sia verso le sperimentazioni della musica medievale. Oggi, meno influenzati dalle ideologie politiche e culturali del secolo scorso, è possibile ripercorrere quella vicenda rivoluzionaria, dalla riscoperta della musica antica alla sua rivisitazione metal. Vi è però alle spalle un episodio ben più significativo. Il manoscritto da cui Orff trasse i testi per la sua cantata non è uno dei tanti codici medievali di poesia latina, ma il primo canzoniere mai concepito: genere che avrà in seguito straordinaria fortuna, con i trovatori e con Dante. Il tentativo di fermare sulla pagina l’immaterialità di una canzone (qualcosa che fino a quel momento viveva solo come performance) è l’altra inaspettata rivoluzione che si racconta nel volume. Riavvicinando i due piani – la prassi di oggi e le fonti di ieri – e mettendo in relazione due epoche, l’indagine sul Codex Buranus tenta di chiarire le ragioni della canzone medievale e le ipocrisie musicali della modernità.
Davide Daolmi è professore associato di Storia delle teorie musicali e Storia della musica medioevale e rinascimentale nel Dipartimento di Beni cuali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano. Si è occupato di opera, storia culturale, studi di genere. Ha pubblicato monografie ed edizioni critiche, fra cui le due versioni della Petite messe solennelle di Rossini (Fondazione Rossini, 2013). D’ambito medievistico si ricordano Trovatore amante spia (LIM, 2015) e Storia della musica dalle origini al Seicento (Le Monnier, 2019).
Ciò che probabilmente scandalizzerebbe i trovatori del XII secolo, se fossero vivi al giorno d’oggi, non sarebbe il vedere le loro liriche messe in scena, ma assistere ad una messa in scena senza Amore. Questa convinzione genera l’originale espressività che caratterizza i concerti dell’ensemble Murmur Mori.
Confidando solo ed unicamente nelle fonti originali, Mirkò Volpe e Silvia Kuro effettuano le loro ricerche sul campo visionando personalmente i manoscritti contenenti le liriche le cui melodie sovente vennero affidate alla tradizione orale e che, proprio come spesso accade per la musica popolare, ci sono state invidiate dal tempo.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Maurizio Calì
ID: 392879
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Associazione Culturale Italia Medievale

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