Si è tenuta venerdì 14 marzo, nei locali della libreria MardiLibri nel centro storico di Portoferraio, la presentazione del libro Sacre Specie Animali, edito da Nulla Die Edizioni. L’incontro era inserito nel calendario della rassegna letteraria “Parole in clessidra”, format che prevede 45 minuti dedicati alla presentazione di un volume e al dialogo con il pubblico.
La libreria MardiLibri, gestita da Silvia Boano, storica libraia dell’isola d’Elba, rappresenta da anni uno dei punti di riferimento culturali del territorio. Boano è infatti promotrice di numerosi eventi letterari e organizza rassegne in diversi comuni dell’isola, tra cui Capoliveri e Porto Azzurro.
A dialogare con l’autore è stato Federico Regini, scrittore elbano e autore del romanzo L’isola (Il Foglio Letterario, Piombino 2006), che ha accompagnato la presentazione guidando la conversazione sui principali temi del libro.
Durante l’incontro sono stati affrontati diversi aspetti dell’opera: dalla struttura del romanzo, costruito attraverso una forma allegorica e un gioco di contrasti e opposizioni tra presenze e personaggi, ai contenuti che animano la narrazione, incentrati sul rapporto tra specie animali diverse e, in particolare, tra esseri umani e animali. Al centro della riflessione anche le radici culturali che influenzano il modo in cui l’essere umano organizza e gestisce gli spazi vitali.
«Io non sono un umanista, è questo il punto di tutta quanta la mia opera», ha spiegato l’autore nel corso della presentazione. «Le lettere e le arti, nell’idea classica e rinascimentale, sono appannaggio dell’humanitas, ma a me interessa il rapporto con la dimensione non umana. Umano non umano era il titolo di un film di Mario Schifano: io mi colloco in questo rapporto».
Il libro Sacre Specie Animali sviluppa proprio questa tensione tra dimensione umana e non umana, indagando la convivenza e il conflitto tra le due. «In questo libro si tratta del rapporto tra esseri umani e animali, ovvero sempre di due dimensioni coesistenti nella stessa natura», ha aggiunto l’autore. «La narrazione è giocata su una molteplice e contraddittoria opposizione di forze e concetti che conduce verso una sorta di grado zero del tempo».
L’autore si definisce «uno scrittore escatologico», interessato a spingersi verso il termine ultimo delle cose, pur senza offrire una verità definitiva: «Se c’è un messaggio nella mia opera è che la realtà è quella che è e dobbiamo farcene una ragione. In questo libro, in particolare, che vivere significa soffrire e far soffrire».
La serata ha registrato una partecipazione attenta e coinvolta: il pubblico presente ha contribuito con domande e riflessioni, arricchendo il dialogo e il confronto sui temi proposti dal romanzo.










