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Pompei e il suo Santuario

Pompei non è famosa solo per il suo parco archeologico conosciuto nel mondo, ma anche per Il suo santuario.
Foto di Leandro Neumann Ciuffo from Rio de Janeiro, Brazilderivative work: Rabanus Flavus, CC BY 2.0

Pompei e il suo Santuario

Foto di Leandro Neumann Ciuffo from Rio de Janeiro, Brazilderivative work: Rabanus Flavus, CC BY 2.0
Pompei non è famosa solo per il suo parco archeologico conosciuto nel mondo, ma anche per Il suo santuario.

Il santuario della beata Vergine del Rosario di Pompei è uno dei santuari mariani più importanti e visitati d’Italia.
Tra i papi che hanno visitato il santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, ci sono stati san Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e papa Francesco. La storia del santuario è legata alla figura del beato Bartolo Longo, che è stato il suo fondatore, assieme alla contessa Marianna del Fusco, con la quale condivise anche una vita dedicata all’aiuto dei più bisognosi.
Il santuario è stato costruito grazie alle offerte spontanee dei fedeli di ogni parte del mondo. Si iniziò nel 1876, ed il primo a seguire i lavori fu Antonio Cua, docente dell’Università di Napoli, e che diresse in maniera gratuita la costruzione della parte rustica della chiesa. Mentre Giovanni Rispoli, si dedicò sia alla decorazione sia alla lavorazione della monumentale facciata che venne inaugurata nel 1901. Il santuario divenne basilica pontificia maggiore grazie a papa Leone XIII nel 1901.
La chiesa in principio aveva una sola navata, ma con il passare del tempo e con l’aumento dei fedeli che si recavano in chiesa, divenne necessario l’ampliamento del santuario che venne eseguito tra il 1934 al 1938. Il santuario così divenne a tre navate. Oltre che meta di pellegrinaggi, il santuario attira anche molti turisti, che oltre a visitare gli adiacenti scavi archeologici dell’antica Pompei, si recano al santuario, per ammirare la quantità di ex voto, presenti nei corridoi, che il quadro della Madonna di Pompei. Immagine mariana a cui migliaia di pellegrini si rivolgono in preghiera e per avere aiuto. Si deve ringraziare Bartolo Longo per questa immagine e non solo. Bartolo Longo proprio perché voleva propagare la pratica del rosario, si recò a Napoli per acquistare un dipinto della Madonna del Rosario. Voleva acquistarne uno già visto in un negozio, ma le cose andarono diversamente. In via Toledo per puro caso, incontra infatti, Padre Radente, suo confessore, che gli consigliò di andare a suo nome al Conservatorio del Rosario di Portamedina, e di chiedere a suor Maria Concetta De Litala un vecchio dipinto del rosario che egli stesso le aveva affidato. Bartolo Longo si recò dalla suora, ma rimase sconvolto alla visione del quadro, molto rovinato e con la Madonna che in maniera insolita consegna il rosario a Santa Rosa anziché a santa Caterina da Siena come da tradizione. Bartolo Longo voleva rinunciare, ma la suora con insistenza lo convinse a portar via il quadro. Arrivò al Santuario di Pompei su un carretto che trasportava letame, avvolto in una coperta logora e consumata. Il dipinto rovinato subì vari restauri e ben presto l’immagine della Madonna si coprì di pietre preziose e offerte dei fedeli .
Ogni anno oltre quattro milioni di persone si recano in visita al santuario in particolare l’8 maggio e la prima domenica di ottobre per assistere alla supplica alla Madonna di Pompei, preghiera e atto d’amore alla Vergine, scritta dal beato Bartolo Longo.

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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Barbara De Blasi
Foto di Leandro Neumann Ciuffo from Rio de Janeiro, Brazilderivative work: Rabanus Flavus, CC BY 2.0
ID: 381527
Licenza di distribuzione:
Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.