Oggi, 7 giugno, ricordiamo la nascita del grande pittore Pietro Annigoni, avvenuta a Milano nel 1910. Da ragazzo, Annigoni trascorreva molte ore alla Biblioteca Ambrosiana per apprendere la tecnica dei disegni di Leonardo. Nel 1925 si trasferì con la famiglia a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Felice Carena e Giuseppe Graziosi.
Fin dagli inizi, Annigoni scelse uno stile fedele alla realtà, e la sua prima mostra personale fu allestita nel 1932. Nel 1947, insieme ai pittori Gregorio Sciltian e ai fratelli Xavier e Antonio Bueno, fu tra i firmatari del manifesto dei “Pittori Moderni della Realtà”. Utilizzò con grande abilità tecniche pittoriche antiche del Rinascimento, costruendo un percorso artistico in contrasto con gli stili del Modernismo e del Postmodernismo, all’epoca molto diffusi, rimanendo fedele al Realismo fino alla sua morte.
Annigoni emerse nel campo della ritrattistica e, nel 1949, si recò nel Regno Unito per eseguire vari ritratti dei membri della famiglia reale. Nel 1955 ricevette l’incarico di ritrarre la Regina Elisabetta II, un’opera oggi collocata alla National Portrait Gallery di Londra e utilizzata anche su francobolli e su una banconota delle Mauritius. Annigoni eseguì ritratti anche di altre figure celebri, tra cui Papa Giovanni XXIII, John Fitzgerald Kennedy, il Principe Filippo di Edimburgo, la Principessa Margaret, la Regina Madre, Alcide De Gasperi, Mohammad Reza Pahlavi e l’Imperatrice Farah, Margherita II di Danimarca e molti altri.
Si dedicò con impegno e passione anche alla tecnica dell’affresco, ricevendo commissioni in varie città italiane. Una delle sue opere più importanti è considerata il ciclo pittorico nella chiesa di San Michele Arcangelo a Ponte Buggianese, in provincia di Pistoia, per il quale lavorò dal 1967 fino alla sua morte nel 1988, con l’aiuto di vari allievi. Nel 2008 è stato aperto il Museo Pietro Annigoni a Villa Bardini, Firenze.
Conservo un ricordo personale e riconoscente del Maestro, legato al Premio per la Grafica che mi conferì nel 1975, quando fu in giuria al concorso di Grafica e Pittura riservato agli artisti militari appartenenti alla Regione Militare Tosco-Emiliana, al quale partecipai.
Questa mia opera a carboncino è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








