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Pierangelo Dorini: la concezione di evento musicale in Italia e in Europa

In un articolo dedicato al settore della musica, Pierangelo Dorini riflette sulla tendenza degli italiani a prediligere il singolo grande artista rispetto ai festival che coinvolgono diverse band e cantanti.
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Pierangelo Dorini: la concezione di evento musicale in Italia e in Europa

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In un articolo dedicato al settore della musica, Pierangelo Dorini riflette sulla tendenza degli italiani a prediligere il singolo grande artista rispetto ai festival che coinvolgono diverse band e cantanti.

Dopo il difficile periodo affrontato a causa della pandemia, nel 2022 il settore dello spettacolo e della musica in Italia è lentamente ripartito. È interessante scoprire quali siano le tendenze in ambito musicale e le differenze con gli altri Paesi: nell’articolo le considerazioni di Pierangelo Dorini.

Pierangelo Dorini: la musica secondo gli italiani vs il resto d’Europa

“L’Italia – scrive Pierangelo Dorini sul suo blog – è un mondo a sé stante, che segue le sue regole e le sue abitudini culturali”. E questo si rispecchia in ogni ambito, incluso quello della musica. Riprendendo le considerazioni di Isaia Invernizzi, riportate in un articolo realizzato per “Il Post”, vengono messe in luce le differenze tra l’audience italiana e il pubblico estero. Rispetto al resto d’Europa, “ci sono meno fan degli eventi musicali” e “più fan del singolo artista”. Di conseguenza, mentre oltreconfine festival come il Primavera Sound, il Glastonbury e il Coachella riscuotono un enorme successo, in Italia è molto più probabile che sia il singolo cantante a fare sold out. Gli italiani, quindi, sembrerebbero affezionarsi più all’artista che all’evento in sé, in completa controtendenza con quanto accade in altri Paesi in cui i biglietti per i festival vengono acquistati ancor prima di conoscere le lineup.

Pierangelo Dorini: non è solo un problema culturale, ma anche economico

Alla base della tendenza tutta italiana a preferire i concerti di specifici artisti anziché i festival con tante voci diverse, c’è sicuramente un aspetto di tipo culturale. “Basti pensare anche alle radio, che trasmettono fondamentalmente i musicisti mainstream, suddividendosi rigorosamente per generi”. Persino l’organizzatore del Viva Festival in Valle d’Itria (Puglia), Giuseppe Conte, riconosce che “è molto difficile pensare di proporre musica dal primo pomeriggio fino a notte fonda – perché in Italia – le persone sono poco abituate a certi ritmi”. C’è però da considerare pure l’aspetto economico, che rende questo genere di eventi insostenibile. “Per eventi più in grande il giro d’affari è insufficiente, il sostegno delle istituzioni inesistente – afferma Pierangelo Dorini, senza contare infine i problemi di natura logistica – Difficile infatti trovare ampi spazi attrezzati per accogliere in sicurezza decine di migliaia di persone senza danneggiare nessuno”.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Edoardo Guerri
ID: 372268
Licenza di distribuzione:
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.