Il 7 maggio 1840, a Votkinsk, nell’odierna Udmurtia, in Russia, nasceva il compositore Pëtr Il’ič Čajkovskij, il cui nome è spesso trascritto anche come Ciajkovskij, Ciaikovski o Tchaikovsky. Considerato uno dei più eminenti musicisti del periodo tardo-romantico, Čajkovskij fondò il proprio stile unendo elementi della tradizione musicale russa con le forme classiche europee, creando un linguaggio musicale profondamente espressivo e riconoscibile.
Nonostante le sue innate doti musicali, Čajkovskij inizialmente intraprese studi in giurisprudenza, laureandosi all’Istituto Imperiale di Giurisprudenza di San Pietroburgo. Tuttavia, la passione per la musica lo spinse a cambiare radicalmente percorso, iscrivendosi al Conservatorio di San Pietroburgo, dove studiò sotto la guida di Anton Rubinstein. Dopo il diploma, iniziò a insegnare armonia al Conservatorio di Mosca, istituzione fondata dal fratello di Rubinstein, Nikolaj, contribuendo a definire il ruolo della musica accademica in Russia.
La sua carriera, inizialmente accolta con riserve in patria, fu caratterizzata da un rapido successo internazionale, grazie a opere che combinavano una raffinata tecnica compositiva con un’eccezionale capacità melodica e una profonda sensibilità emotiva. Tuttavia, la vita personale di Čajkovskij fu segnata da momenti drammatici, tra cui la morte prematura della madre, relazioni sentimentali tormentate e l’ostilità sociale verso la sua omosessualità, aspetti che contribuirono a una persistente depressione.
La sua morte, avvenuta nel 1893 a San Pietroburgo, è ufficialmente attribuita al colera, contratto in circostanze mai del tutto chiarite, e ha dato origine a numerose speculazioni, inclusa l’ipotesi di un suicidio mascherato, forse attraverso l’autocontaminazione.
Čajkovskij fu estremamente prolifico, lasciando un’eredità musicale vasta e diversificata, che include sinfonie, opere, balletti, concerti, musica da camera e musica sacra. Tra le sue composizioni più celebri si annoverano i balletti “Il lago dei cigni”, “Lo schiaccianoci” e “La bella addormentata”, il celebre “Concerto per pianoforte e orchestra n. 1”, il “Concerto per violino e orchestra”, l’ouverture-fantasia “Romeo e Giulietta” e la struggente “Sinfonia n. 6, Op. 74 ‘Patetica’”.
Questa mia opera a grafite è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa









