Il 24 agosto ricordiamo la nascita di Peppino De Filippo, avvenuta nel 1903 a Napoli. Attore, comico e drammaturgo di straordinaria versatilità, De Filippo si distinse tanto nel teatro quanto nel cinema, grazie a uno stile brillante e inconfondibile. Fratello di Eduardo e Titina De Filippo, era figlio naturale del commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo.
Debuttò giovanissimo a teatro nel 1909, nella celebre commedia Miseria e nobiltà. Dopo una lunga gavetta in compagnie minori, nel 1931 fondò insieme ai fratelli la Compagnia del Teatro Umoristico – i De Filippo, che ottenne grande successo di pubblico e critica. Tuttavia, nel 1944, a seguito di divergenze personali e artistiche con Eduardo, Peppino si separò dalla compagnia per intraprendere un percorso autonomo, sviluppando un proprio stile drammaturgico, più leggero e orientato alla comicità.
Indimenticabile è la sua collaborazione con Totò, con cui formò una delle coppie comiche più amate del cinema italiano. Tra i film più celebri si ricordano Totò, Peppino e la… malafemmina, La banda degli onesti e Totò, Peppino e i fuorilegge. Lavorò anche con registi del calibro di Federico Fellini e Alberto Lattuada.
In ambito televisivo, creò il personaggio di Pappagone, un servitore esilarante divenuto rapidamente un’icona popolare, grazie ai suoi tormentoni e al linguaggio inventato. Fu anche autore di numerose commedie di successo e interprete di ruoli drammatici, come in L’avaro di Molière o Il guardiano di Harold Pinter.
Nel 1976 pubblicò l’autobiografia Una famiglia difficile. Sposato tre volte, ebbe un figlio, Luigi De Filippo, anch’egli attore. Morì a Roma nel 1980 per cirrosi epatica e fu sepolto al Cimitero del Verano. È stato ricordato con lapidi commemorative nelle città di Roma e Napoli.
Peppino De Filippo resta una figura centrale del teatro e del cinema italiano del Novecento, amato per il suo umorismo raffinato, la sua profonda umanità e il suo inconfondibile talento artistico.
Questa mia opera, realizzata con la tecnica della “computer art”, è a lui dedicata, in omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








