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Paul Cézanne: l’intuizione artistica della sintesi formale

Ricordo del grande artista francese che fu punto di riferimento per le avanguardie artistiche del ‘900
Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci

Paul Cézanne: l’intuizione artistica della sintesi formale

Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci
Ricordo del grande artista francese che fu punto di riferimento per le avanguardie artistiche del ‘900

Il 22 Ottobre del 1906, ad Aix-En- Provence, in Francia, moriva il grande pittore Paul Cézanne. Era nato nella stessa città nel 1839, da una famiglia di origini italiane (il padre era di Cesena) e grazie alla giovanile amicizia con Emile Zola ed agli stimoli che quest’ultimo esercitò su di lui, pur non sostenuto dal padre che era contrario ai suoi interessi artistici, si trasferì a Parigi, dove, visitando assiduamente il Louvre ed altri musei, iniziò anche a frequentare i corsi di pittura dell’”Académie Suisse”, iniziando a disegnare e dipingere. Non riuscendo a farsi accettare all’Ecole des Beaux Arts di Parigi e non riuscendo nemmeno ad inserirsi nell’ambiente artistico della città, tornò ad Aix-En-Provence, accettando molto a malincuore di lavorare in Banca con il padre, ma non sopportando quel lavoro, in seguito ritornò a Parigi, fallì ancora una volta l’esame di accettazione all’ Ecole des Beaux Arts ma continuò a frequentare l’Académie Suisse e ritornò spesso in campagna per dipingere nella quiete. Fù incoraggiato da Camille Pissarro, che lo ospitò nella casa in campagna e lo indusse a liberarsi dai richiami al classicismo della scuola ufficiale e ad intraprendere un percorso personale. Sollecitato da Pissarro, prese parte alla 1a e 3a degli Impressionisti con Monet, Sisley e Renoir ed anche se riuscì a vendere qualche quadro, ricevette molte critiche negative, continuando però a perseguire la sua moderna e solitaria ricerca. Per anni si sentì veramente isolato artisticamente, chiudendosi in una cupa solitudine e chiudendo anche molti rapporti come quello antico con Zola. Solo dal 1891, dopo vari viaggi ed esposizioni anche all’estero, iniziò a vedere riconosciuto il suo valore artistico, soprattutto da parte dei giovani artisti. La modernità di Cézanne riuscì ad imporsi, e dopo l’organizzazione di una sua grande mostra nel 1895, arrivò il successo e fu invitato al Salon des Independants, alla Secessione di Vienna, all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 ed al Salon D’Automne del 1904 dove gli fu dedicata un’intera sala. Morì nel 1906 per una polmonite. Nel 1907 gli fu dedicata un’imponente retrospettiva al Salon D’Automne che sorprese e scioccò un ‘intera generazione di nuovi artisti come Picasso e Modigliani, offrendo le basi al Cubismo ed aprendo strade alle più importanti avanguardie del ‘900.

Questa mia opera a matita carboncino ed acquerello è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Bruno Pollacci
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Bruno Pollacci

Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.