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Paolo Villaggio e Fantozzi: quando la tragicità diventa comicità

In questi giorni la RAI rende omaggio al comico genovese con il film biografico “Come è umano lui”. Ma vediamo come si è formato il comico e come è nato il suo personaggio più famoso.
Paolo Villaggio nel film Fantozzi (1975). Fonte: Wikipedia

Paolo Villaggio e Fantozzi: quando la tragicità diventa comicità

Paolo Villaggio nel film Fantozzi (1975). Fonte: Wikipedia
In questi giorni la RAI rende omaggio al comico genovese con il film biografico “Come è umano lui”. Ma vediamo come si è formato il comico e come è nato il suo personaggio più famoso.

Una mattina di fine anni Ottanta o inizio Novanta, mentre, come tutti gli studenti, correvo da un dipartimento all’altro per seguire le lezioni, incontrai Paolo Villaggio in Piazza dei Cavalieri, proprio davanti alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove insegnava suo fratello gemello. Il grande comico genovese stava tranquillamente conversando con un altro uomo. Sapevo che il fratello gemello di Paolo Villaggio era docente universitario a Pisa e pensai che si trattasse di lui. Quello che non sapevo era che suo fratello non gli assomigliava per niente, ma forse era proprio per il fatto di avere un gemello a Pisa che Paolo Villaggio poteva passeggiare tranquillamente per le strade della città senza paura di essere riconosciuto, cosa che non avrebbe potuto fare nella sua Genova. Col senno di poi, avendo capito che l’altro uomo era il gemello e quello che vidi era proprio Paolo Villaggio, non mi sembra possibile di avere visto di persona quello che è stato un mito della mia infanzia come dell’infanzia di tanti altri italiani.

Paolo Villaggio (Genova, 1932 – Roma, 2017) è stato sicuramente uno dei personaggi più famosi e più poliedrici della seconda metà del Novecento. Diplomatosi al liceo classico, interruppe gli studi di Giurisprudenza per dedicarsi allo spettacolo. Nell’ambiente della Genova artistica, conobbe illustri personaggi emergenti, tra i quali Fabrizio De André, insieme al quale scrisse la canzone “ Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers”, una delle prime canzoni degli anni Sessanta ad avere problemi con la censura della RAI.
Villaggio inizia a recitare come studente in una compagnia teatrale goliardica. Da lì passa al cabaret e in seguito diverrà animatore sulle navi da crociera. Arriverà poi ad esibirsi allo storico Derby di Milano e in seguito si trasferirà a Roma.

Negli anni Sessanta viene però assunto come impiegato alla Cosider dove lavora per circa otto anni come organizzatore di eventi aziendali. Questa parentesi, se pur breve, nel mondo impiegatizio, gli permetterà di creare il suo personaggio di maggior successo, e gli altri personaggi di contorno come Fracchia, Filini ed altri, tutti ispirati agli impiegati da lui conosciuti in quegli anni di lavoro.

A Roma, Villaggio debutta alla radio nel 1967 con la rubrica “Il sabato del Villaggio” nella quale inizia a proporre i suoi personaggi. Inizia col professor Kranz, maldestro prestigiatore tedesco, poi Giandomenico Fracchia, anche lui impiegato frustrato come Fantozzi, ma è proprio quest’ultimo che ottiene maggior successo. L’anno seguente, Villaggio debutta in televisione nello spettacolo “Quelli della domenica”, che consacra la sua popolarità.

Anche se la satira sul mondo impiegatizio inizia col personaggio di Fracchia, questo sarà presto soppiantato da Fantozzi al punto che Fracchia non comparirà nei film. Dopo il debutto televisivo, Villaggio affianca l’attività di attore a quella di scrittore pubblicando due raccolte di racconti, “Fantozzi” e “Il secondo tragico libro di Fantozzi” dai quali saranno tratte le sceneggiature dei primi film. Infatti, visto il successo editoriale e televisivo, nel 1975 il personaggio di Fantozzi debutta sul grande schermo. Si dice che Luciano Salce, regista del primo film della serie, avrebbe voluto Ugo Tognazzi come interprete del personaggio di Fantozzi e che solo successivamente avrebbe ripiegato su Villaggio a causa dell’indisponibilità di Tognazzi. La scelta si rivelò comunque vincente.

La saga di Fantozzi si articolerà in ben dieci film prodotti tra il 1975 e il 1999. Nel frattempo, Villaggio prosegue l’attività di attore cinematografico interpretando numerosi altri film, ma è per il personaggio di Fantozzi che è principalmente ricordato. Entra nell’uso comune il modo di dire “alla Fantozzi” per descrivere abbigliamenti trasandati e avvenimenti tragicomici (ad esempio “Vestire alla Fantozzi”, “Viaggiare alla Fantozzi”).

Fantozzi è entrato quindi nell’immaginario collettivo degli italiani al punto di essere ricordato a distanza di anni più del suo stesso autore e interprete. Paolo Villaggio ci ha lasciati già da qualche anno, ma la tragicità del mondo impiegatizio rimane invariata.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
Paolo Villaggio nel film Fantozzi (1975). Fonte: Wikipedia
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Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.