Il 25 maggio 1887, a Pietrelcina, in provincia di Benevento, in Campania, nacque Francesco Forgione, noto come “Padre Pio”. Presbitero appartenente all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, viene venerato dalla Chiesa Cattolica come Santo il 23 settembre, data della sua morte avvenuta nel 1968, con il nome di “San Pio da Pietrelcina”. La sua vita fu travagliata e sofferente, sia fisicamente che interiormente. Nonostante le polemiche e le critiche aspre provenienti da ambienti sia laici che ecclesiastici, Padre Pio fu popolarmente venerato già in vita per le sue presunte doti di taumaturgo.
Fu ordinato sacerdote nel 1910, e l’anno seguente Padre Pio comunicò per la prima volta la comparsa di “stimmate provvisorie” sulle sue mani. Nel 1916 divenne direttore spirituale del seminario serafico del convento di San Giovanni Rotondo. Dal 1918, dopo aver affermato di avere visioni ripetute, dichiarò di aver ricevuto le stimmate permanenti. La notizia fece il giro del mondo e San Giovanni Rotondo divenne una meta di pellegrinaggio per fedeli in cerca di grazie, alcuni dei quali testimoniarono guarigioni e conversioni inaspettate.
Nel 1919, un primario d’ospedale e un ordinario di patologia medica esaminarono le presunte stimmate, esprimendo il parere di “necrosi neurotonica multipla della cute”. Nel 1920, Padre Pio si rifiutò di far analizzare le ferite da padre Agostino Gemelli, medico, psicologo e consulente del Sant’Uffizio. Quest’ultimo definì l’evento un bluff e Padre Pio “psicopatico ed autolesionista”, influenzando così le vicende del frate, che fu condannato dal Sant’Uffizio con il divieto di celebrare la messa in pubblico e di esercitare la confessione.
Nel 1933, Papa Pio XI revocò le restrizioni, riabilitando Padre Pio. Nonostante tutto, il flusso di fedeli devoti, tra cui persone di chiara fama internazionale, non si interruppe mai, considerando Padre Pio un “santo vivente”.
Questa è una mia opera a seppia acquerellata in sua memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








