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P.I.D. Paul McCartney è vivo?

La notizia della prematura scomparsa del bassista dei Beatles si diffuse a metà degli anni Sessanta. Da alcuni considerata una leggenda metropolitana, da altri una trovata pubblicitaria, da altri ancora realtà. Vediamo cosa c’è di vero.
Got Back, Tournée di Paul McCartney a Brasília il 30 novembre 2023. Ph by Fronteira – Opera propria, CC BY-SA 4.0

P.I.D. Paul McCartney è vivo?

Got Back, Tournée di Paul McCartney a Brasília il 30 novembre 2023. Ph by Fronteira – Opera propria, CC BY-SA 4.0
La notizia della prematura scomparsa del bassista dei Beatles si diffuse a metà degli anni Sessanta. Da alcuni considerata una leggenda metropolitana, da altri una trovata pubblicitaria, da altri ancora realtà. Vediamo cosa c’è di vero.

Sui Beatles dagli anni Sessanta in poi, sono stati versati fiumi di inchiostro. Dapprima bistrattati dai critici come fenomeno degenerativo della musica pop poi osannati come migliori cantanti e compositori del Novecento e successivamente considerati sopravvalutati. Ma c’è un alone di mistero che li avvolge.

Secondo quanto riportato da alcune fonti, nel 1966, quando i Beatles erano all’apice del successo, Paul McCartney sarebbe morto in un incidente stradale. Nella notte del 9 novembre di quell’anno, uscendo dalla sala prove dopo un litigio con gli altri tre componenti del gruppo, sarebbe partito a bordo della sua auto. Durante il tragitto, avrebbe dato un passaggio ad una ragazza che faceva l’autostop, la quale, essendosi accorta di essere a bordo con il bassista dei Beatles avrebbe avuto una reazione isterica provocando una collisione nella quale sarebbero entrambi deceduti. I tre Beatles rimasti, d’accordo con il loro manager Brian Epstein, avrebbero deciso di non rendere pubblica la notizia e di sostituire McCartney con un sosia. Fin qui il racconto di come si sarebbero svolti i fatti.

Cosa può esserci di vero? Sicuramente i Beatles hanno giocato sulla diffusione di questa notizia a scopo pubblicitario e lo rivelano i cosiddetti “indizi” che per anni sono stati lasciati a bella posta nelle parole delle canzoni e sulle copertine degli album. Impossibile analizzarli tutti, prendiamo ad esempio il più significativo: la copertina dell’album Abbey Road. La foto, scattata l’8 agosto del 1969, ha fatto epoca ed ha avuto numerose parodie anche al cinema. In questa vediamo i Beatles attraversare la strada in fila indiana. Il primo è Lennon vestito di bianco che rappresenterebbe Dio, il secondo è Ringo Starr vestito di nero che rappresenterebbe un prete. A lui segue McCartney, anch’egli vestito in completo ma a piedi nudi a significare che le scarpe ormai non gli sarebbero più servite, e il terzo è Harrison vestito in abiti da lavoro, che rappresenterebbe il becchino. Inoltre, la targa del Maggiolino Volskwagen parcheggiato dietro di loro, riporta la scritta 28IF e LMW. Il numero di targa è interpretabile come 28 se…. cioè l’età che avrebbe avuto McCartney se fosse stato ancora vivo all’epoca in cui la foto fu scattata e Linda McCartney Widowed, cioè vedova. Infine, dal lato opposto della strada, è parcheggiato un furgone nero da molti interpretato come un carro funebre.

Ma con chi sarebbe stato sostituito McCartney? Vediamo le ipotesi dei complottisti e confrontiamole con quelle dei negazionisti. Alcune fonti riportano, come sostituto di McCartney, l’attore scozzese William Campbell che si sarebbe sottoposto ad operazioni di chirurgia plastica per assomigliargli. Altre fonti, invece, ci dicono che fu indetto un concorso per trovare un sosia di McCartney, il cui vincitore non fu mai proclamato. Da questo concorso sarebbe emerso l’agente della Polizia Canadese William Shepherd, valente musicista che però non riusciva a sfondare, il quale avrebbe accettato di assumere l’identità di Paul McCartney pur di intraprendere una carriera come musicista professionista sotto il suo nome. Di fatto, dopo il 1966, i Beatles non tennero più concerti in pubblico e l’unica, e ultima volta che lo fecero il 30 gennaio 1969, suonarono sul tetto dei loro studi di registrazione dove solo le macchine da presa potevano vederli, facendosi per altro crescere la barba. Inoltre, nell’ultimo periodo della loro attività, le canzoni di Lennon e di McCartney cominciavano a diversificarsi maggiormente rispetto al passato e questo potrebbe essere dovuto al fatto che quelle di McCartney erano in realtà scritte da un altro autore.

In epoca più recente sono comparsi altri indizi che porterebbero a confermare una sostituzione: un video in cui gli altri tre Beatles si rivolgono a McCartney chiamandolo William, una registrazione pubblicata postuma di Harrison in cui egli confermerebbe che McCartney è stato effettivamente sostituito da un sosia ed un’intervista a Ringo Starr in cui anche lui confermerebbe la stessa cosa.

A parte ciò, sono state fatte dai complottisti anche delle analisi con metodologie forensi. Innanzitutto, confrontando le fotografie fatte in epoche diverse, il McCartney pre-1966 sarebbe più basso di 10 centimetri rispetto al McCartney attuale e analizzando il volto con il processo di invecchiamento, il McCartney pre-1966 sarebbe invecchiato in modo diverso da quello attuale. A detrazione delle analisi sulle fotografie, i negazionisti dicono che spesso i Beatles si facevano sostituire da sosia per sfuggire agli assalti delle fan, per cui non si sa se le foto pre-1966 scattate dai paparazzi ritraggano i Beatles originali oppure i sosia.

Meno confutabili, invece, sembrano essere le analisi sulla registrazione della voce, secondo le quali i McCartney a cantare sarebbero stati addirittura in tre: quello originale che ha inciso i dischi tra il 1962 e il 1966, quello che ha ultimato le registrazioni di “Revolver” (l’album che i Beatles stavano registrando quando McCartney sarebbe morto) che evidentemente, pur imitandone la voce non gli assomigliava, e infine il McCartney attuale. Ma, anche in questo caso i negazionisti, affermano che le differenze possono essere dovute ai cambiamenti che può avere la voce di una persona attraverso gli anni a causa dell’invecchiamento.

La verità non la sapremo mai. Non ci resta che ascoltare le canzoni dei Beatles senza farsi troppe domande apprezzando questi quattro ragazzi di Liverpool che dal nulla sono diventati i musicisti più famosi del mondo.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
Got Back, Tournée di Paul McCartney a Brasília il 30 novembre 2023. Ph by Fronteira – Opera propria, CC BY-SA 4.0
Picture of Raimondo Banchetti

Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.