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Otto testi poetici dal libro “Nelle sue braccia” (Gian Giacomo Della Porta, 2022) di Sabatina Napolitano

Proponiamo una scelta di otto testi poetici di Sabatina Napolitano, dalla sua ultima pubblicazione dal titolo “Nelle sue braccia”.
Nelle sue braccia

Otto testi poetici dal libro “Nelle sue braccia” (Gian Giacomo Della Porta, 2022) di Sabatina Napolitano

Nelle sue braccia
Proponiamo una scelta di otto testi poetici di Sabatina Napolitano, dalla sua ultima pubblicazione dal titolo “Nelle sue braccia”.

Il libro di poesie “Nelle sue braccia” è dieci sezioni ognuna composta da dieci testi (Asciano e le Crete Senesi; Il tuo occidente; Roma, San Lorenzo; Svizzera; Grecia, Egeo, Cipro; Le sue fiabe; Il suo paradiso; L’Ombrone e la Bestina; L’odore di marito; La gazza). Il racconto prende spunto dal cambio di residenza dell’autrice e della nuova vita nelle Crete Senesi, a Siena. Tutto viene filtrato dal cuore della scrittrice e dal suo sguardo così che la sua condizione diventa lo specchio di una soluzione universale ed esistenziale raccontata con uno stile non lontano dalla lingua parlata, segno che la poesia non può staccarsi dagli episodi di tutti i giorni. La poesia non aiuta a superare le apprensioni, a farci sentire meno minacciati e più liberi ma è sempre uno strumento che tocca tutti i settori della nostra vita.

ECCO GLI OTTO TESTI SELEZIONATI

A Castelsardo c’è la roccia dell’elefante.
Voglio dimenticare tutto, se posso,
e ricordare solo quello che è per
la mia salvezza. Liberare tutta la memoria
da informazioni superflue,
per dare a te lo spazio che meriti.
La mattina trovo la rugiada sull’edera.
Quindi anche i panni stesi,
se anche non sono completamente
asciutti, sarebbe meglio
entrarli dentro casa e poi stenderli.
Altrimenti si bagnano di rugiada.
Ho perennemente i dolori alle ovaie.
Da quando avevo quattordici anni
non ricordo un solo periodo
di cicli regolari.

 


 

Sei teso ma anche tenerissimo,
e innamorato, anche io ti amo molto,
godiamoci il momento. Mi levo la maglia
e il pantalone del pigiama, e mi abbandono,
anche tu ti abbandoni. Sei bellissimo.
I tuoi occhi mi spaventano sono di ghiaccio.
Altissimi dicono che mi ami,
godiamoci il momento.
Mi metto sopra di te, apro le gambe,
ti bacio. Aspetto che mi penetri, poi
mi sento meglio. Ti metti sopra di me
quanto sei buono non immagini
io quanto veramente ti ami.
Voglio stare con te ogni giorno
non posso fare a meno di te, iniziano
le vibrazioni e anche tu vieni dentro.
Il tuo orgasmo è così dolce ed esotico,
non posso fare a meno di te.

 


 

Mi sono svegliata alle quattro
dopo l’ennesimo sogno
in cui ero al liceo.
Ora sono tutte sposate, tutte.
Dopo i corsi vocazionali
che ho fatto entra nel cuore
la grazia della rassegnazione.
Anche se non voglio rassegnarmi.
Desidero un uomo che mi stia accanto,
desidero amare ed essere amata
e avere dei figli.
Perché un nemico deve prendere
le mie benedizioni e allontanarmi
dalla salvezza?
Maledico, come nei salmi,
quel nemico. Che non è solo il demonio
ma è tutto quello che mi ha allontanato
dalla salvezza. Mi sono destata,
forse non è troppo tardi.

 


 

Mi erano rimaste due uova,
scadevano il ventiquattro ottobre,
provo a farle nella crepiera piccolina
che mi ritrovo dal corredo di anni fa.
Anche se ho due padelle grandi da provare.
Non guardavo un video di veri poeti da anni.
Dall’esperienza viene la poesia
ma soprattutto dalle luci gialle
dietro le sue finestre. Così come dal mio letto.
Dall’odore che emanano le mie cose
e quel profumo che invece percepisco
di me. Tutto è cambiato
passando per Siena.
Cambia anche il cielo
che si fa bianco dipinto dalla nebbia.

 


 

Non avrei comunque voglia
di scoparmi qualcuno
o essere scopata.
La purezza del cuore
detta lo sposalizio con l’anima.
Ma ho dovuto pulire
l’ennesimo tappeto pisciato
di Briciola, e mentre la luna
piena era alta in cielo,
mi sono guardata allo specchio
e ho visto uno spettro della storia,
coi capelli lunghi, una donna etrusca.
Abbiamo una anima antica,
ma non ho più l’età per le suggestioni.
Una luna piena alta nel cielo.
Ma anche nelle notti
in cui la luna non è piena
le mie insonnie sono mistiche.
Probabilmente le donne marziane
troverebbero melensa la mia purezza
di cuore. E intanto, per quanto
abbia vissuto lottando ogni giorno
ora sono stanca. Dopo trentatré
anni di sperimentazioni,
di castità, e solitudine
voglio abbandonarmi a un uomo
alla pace che lui mi dà.
E all’amore che viene da lui per me.

 


 

Per la tua famiglia
intendo gli amici veri,
i colleghi onesti, fuori i farabutti.
Per il tuo torpore intendo quello
che Cristo mi fa riconoscere venire da te.
Non voglio altro, voglio che Cristo
abbia la tua forma.
E voglio stare con te.
Il racconto per un marito
non è soltanto il trasporto e la fiducia
ma è anche il sesso.
Dietro le tue gambe
noto come mille pentagrammi
che quando muovi le gambe
mi accorgo che la poesia
non è la critica
o potrebbe darsi che dell’avanguardia
piena zeppa di onomatopee
hai assunto lontanamente una cadenza.
Non mi interesso più di queste storie.
Scendo le scale
cercando di essere quanto più sexy
mi riesce, conto i giorni
che mi separano dal modo che hai di ridere.

 


 

Il torpore di una casa
è fatto dalle persone che ci vivono.
Ma anche da sensazioni di caldo
e freddo. Anche in ambienti
lavorativi si può sentire il torpore
della casa. L’aria di famiglia,
di affetto. Dammi la tua casa
e la tua famiglia. Perché i miei amici
sono i tuoi. I miei beni sono i tuoi.
Ho sofferto perché hanno abusato
della mia gentilezza d’animo.
Volevano darmi una famiglia
con dei mezzi e delle modalità
che non desideravo. Liberami
dal male che ho subito
mettimi nelle tue braccia.

 


 

L’odore di marito
è diverso dall’odore di zucca.
L’odore di zucca è
un odore di uomo potente e affermato,
l’odore di marito
non l’ho sentito per molti uomini.
È un odore di un uomo raffinato
che ama tanto la moglie
e che è sempre seduttivo
e romantico con lei. È bellissimo.
Io ti amo tanto,
non farmi mancare
quell’odore di marito.
Quell’odore di marito
è irresistibile per me,
mi manca tanto.
Sento che siamo sposati,
che mi hai sposato
e mi ami molto
ma sento che sei triste
perché viviamo separati.
Non voglio più vivere
lontana da te.
Sposiamoci presto.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Sabatina Napolitano
Sabatina Napolitano

Sabatina Napolitano

Poetessa, scrittrice, articolista, freelance, critica, appassionata d’arte, studiosa dell’opera di Nabokov. Nasce a La Maddalena, il 14 maggio 1989. Vive ad Asciano, nelle Crete Senesi. Ha cominciato a scrivere poesie da bambina, e durante l’adolescenza scriveva su un blog su splinder. La sua prima raccolta poetica è del 2010. Ha pubblicato otto libri di poesia, e un romanzo. Nel 2019 comincia la sua attività critica con le recensioni. Collabora con varie testate, a dicembre 2021 pubblica il suo primo romanzo dal titolo Origami.