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“NUDA” scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca al Teatro della Fortuna di Fano

Testo inviato da: Giamcarlo Garoia
Foto
Uno spettacolo visionario, con Melissa Vettore, Beatriz Sayad, Jess Gardolin, Micol Veglia, Francesco Lanciotti.

Ispirata all’omonimo romanzo di Daniele Finzi Pasca, NUDA, la nuova creazione della Compagnia è uno spettacolo visionario, “denso di mistero e stupore”, costruito su un dialogo continuo tra una esperienza di vita, fatta di gioie e dolori, ed un mondo luminoso, vissuto come una danza aerea.

La danza esplora la leggerezza dell’essere umano nei suoi tentativi di sfuggire alla forza di gravità, coiè, da quelle gioie e quei dolori che fanno la vita umana, liberando il corpo dalle costrizioni spazio-temporali abituali.

Un teatro fatto di leggerezza ed inventiva, che usa strumenti comuni, come il letto, il cerchio, la corda: gli strumenti del dialogo.
In scena cinque straordinari artisti interpretano uno spettacolo in cui la potenza teatrale si sposa con la narrazione poetica: due gemelle, cresciute insieme in una famiglia “eccentrica”, eppure così “comune”, si toccano, si sfiorano, a volte si calpestano, per poi ritrovarsi in un abbraccio individuale e collettivo.

“Da ragazzo la lettura di “Über das Marionettentheater” di Heinrich von Kleist mi aveva impressionato molto e ha condizionato negli anni tutto il mio modo di pensare il teatro. Gli attori con i quali ho deciso di lavorare sono sempre stati artisti abituati ad un controllo del corpo raffinato e delicato perché chiedo a loro distacco e leggerezza. Ho viaggiato e incontrato sciamani e gente che cura in paesi lontani provando a capire come espandere l’intuizione. Cerco la musica nelle parole, l’empatia nei gesti, la diafanità dei sogni nelle immagini. Anche in Nuda tutto danza e levita costruendo attimi di giocosità mentre con l’ingenuità dei bambini si parla di mostri che vivono accanto a noi, di sangue e di ammazzamenti.
Viaggiando ho incontrato altri colleghi che hanno il mio stesso problema quando ci viene chiesto che teatro facciamo. Non sappiamo rispondere… Lavoro con gli stessi creatori da anni e insieme diamo vita a storie di casa nostra usando le arti dell’illusione e l’eleganza di interpreti carichi di carisma” (Daniele Finzi Pasca).

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“Sono la prima di due gemelle. Mia sorella nacque vestita, uscì dalla pancia di mia mamma con una tunichetta immacolata. Io sono nata nuda, sporca, con gli occhi appiccicati. Mi tenevano nelle braccia quando apparve mia sorella, che arrivò al mondo facendo tanta sorpresa, e a me mi lasciarono cadere sul pavimento. Forse è per questa ragione che appena ho potuto coprirmi mi sono appiccicata addosso tutta un’armatura, e nuda a me nessuno mi ha più vista.”

“Ho incendiato tante passioni. L’ho fatto con i miei occhi languidi. L’ho fatto recitando e danzando il corteggiamento come l’ho visto fare dalla zia Matta. Così, mi sono tolta le scarpe e, sotto i temporali, ho corso a piedi nudi e ho tenuto i capelli sciolti sulle spalle, così che il vento li rendesse ancora più neri.
Ho anche gridato mille volte che ero libera e che non avevo paura di niente. Così, facendo impazzire cuori, ho fatto impazzire il mio. Mia sorella aveva le visioni. Il suo Cavallo Bianco era di quelli addomesticati e lei lo cavalcava con un orgoglio contenuto. Il mio non mi dava pace. Il mio mi trascinava in una folle corsa senza tregua, senza una direzione precisa, in perenne fuga. Non sono mai riuscita a domarlo.” (Dal romanzo Nuda di Daniele Finzi Pasca ©2014).

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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Giamcarlo Garoia
ID: 371656
Licenza di distribuzione:
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.