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Musikè. Hervé Koubi conquista il Teatro Ferrari di Camposampiero

Ovazioni ieri sera, martedì 16 aprile, al Teatro Ferrari di Camposampiero (PD), per Sol Invictus, ultimo lavoro del ballerino e coreografo franco-algerino Hervé Koubi. Lo spettacolo ha inaugurato, in prima regionale, la tredicesima edizione di Musikè, rassegna di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Ufficio Stampa
Photo credits: Ufficio Stampa

Musikè. Hervé Koubi conquista il Teatro Ferrari di Camposampiero

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Ovazioni ieri sera, martedì 16 aprile, al Teatro Ferrari di Camposampiero (PD), per Sol Invictus, ultimo lavoro del ballerino e coreografo franco-algerino Hervé Koubi. Lo spettacolo ha inaugurato, in prima regionale, la tredicesima edizione di Musikè, rassegna di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Ovazioni ieri sera, martedì 16 aprile, al Teatro Ferrari di Camposampiero (PD), per Sol Invictus, ultimo lavoro del ballerino e coreografo franco-algerino Hervé Koubi. Lo spettacolo ha inaugurato, in prima regionale, la tredicesima edizione di Musikè, rassegna di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Il pubblico, che ha esaurito i posti disponibili, è stato conquistato da questa eterogenea compagnia di ballerini, hip hoppers e street dancers e dal mix eclettico di stili di fronte a un Sole simboleggiato sul palco da una grande tela dorata. Coreografia arricchita da una partitura musicale che ha affiancato composizioni originali di Maxime Bodson e Mikael Karlsson ad alcuni estratti dalla Settima Sinfonia di Beethoven e dalle Quattro Sezioni di Steve Reich.

«Sol Invictus – ha spiegato Koubi al pubblico prima dell’inizio dello spettacolo – è la mia dichiarazione d’amore a tutte le danze che hanno composto e plasmato la mia scrittura coreografica. Per questo ho riunito ballerini provenienti da tutto il mondo, diciotto ballerini di quasi altrettante nazionalità diverse, alcune delle quali, se dovessimo guardare alla nostra realtà attuale, non dovrebbero ballare insieme. Tuttavia, credo che la danza abbia lo straordinario potere di unire le persone».

All’indifferenza del Cosmo lo spettacolo di Koubi risponde con il potere salvifico della danza: «Per me amare e ballare sono parte di un tutto indivisibile che è la vita – ha concluso il coreografo. – Vorrei che Sol Invictus fosse una scintilla brillante, una vita piena della gioia di ballare insieme».

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Testo inviato da Giuseppe Bettiol
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Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.