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MOSTRA

Pensieri di Luce: Patrizia Molinari

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Nel cinquecentesco Palazzo del cardinale Guido Ascanio Sforza dei conti di Santa Fiora, architettura di Nanni di Baccio Bigio decorata da affreschi manieristi, prospiciente il Castello o Rocca del X secolo, il Comune di Proceno, il più settentrionale borgo pittoresco del Lazio al confine della Tuscia con la Toscana e l’Umbria, inaugura la stagione dell’offerta culturale al turismo che percorre l’antica via Francigena con Pensieri di Luce, mostra personale dell’artista Patrizia Molinari, già docente presso le Accademie di Belle Arti di Roma e di Frosinone e con una lunghissima carriera espositiva.

La mostra espone due serie di opere su carta giapponese montate su plexiglass.

Prima serie (Salone del camino):
Otto opere a formato verticale con schegge di vetro:

  • “GHIACCIO” (1999/2000) – schegge di vetro su carta giapponese, cm 62 x 46
    Esposte a Venezia per la mostra personale “Ghiaccio di fondo” alla Fondazione Bevilacqua La Masa nel 2000.

Il vetro costituisce al contempo un limes e un trait-d’union, simboleggiando dualità e fragilità/vulnerabilità ma anche sicurezza/protezione, trasparenza e barriera, separazione tra due mondi (interno/esterno, uomo e ambiente).
Il ghiaccio simboleggia la freddezza emotiva, l’insensibilità, ma anche l’introspezione e la stasi. Nelle interpretazioni psicanalitiche rappresenta emozioni congelate, necessità di calore interiore o isolamento, mentre in contesti naturali evoca forza e resistenza.

Nel simbolismo onirico e in tradizioni nuziali i vetri rotti sono interpretati come rottura con il passato e inizio di una nuova vita, fine o liberazione da una situazione negativa o cambiamento, come portafortuna.

Nell’arte il vetro e la clessidra simboleggiano lo scorrere del tempo, la caducità della vita, Vanitas e memento mori, rappresentando la natura effimera ma preziosa dell’esistenza.

Attraverso l’uso del vetro, l’artista indaga la freddezza emotiva e l’isolamento antropico ma anche la forza e la resilienza della natura, cristallizzando la fragilità del nostro ecosistema e auspicando un’era di equilibrio e coesistenza ambientale sul pianeta.

  • “NOCTILUCAE” (2006) – schegge di vetro e vernice fluorescente su carta giapponese, cm 46 x 62
    Esposte alla Galleria Portfolio di Senigallia nella mostra “Patrizia Molinari, i luoghi e le origini” nel 2006.

Ispirate al plancton bioluminescente, ricordano l’importanza vitale di organismi microscopici responsabili della produzione dell’ossigeno planetario tanto quanto le foreste amazzoniche.
L’opera Plancton (in locandina) al buio sprigiona luminosità, suggerendo che l’unica salvezza per l’umanità è il ritorno all’origine della vita, al mare, alla Madre Terra e alla Natura.


Seconda serie (corridoio):
Nove opere a formato orizzontale:

  • “TERRE” (2000) – pomice grezza o malta di cristallo su carta giapponese, cm 46 x 62
    Esposte a Roma nella Galleria di Pino Casagrande nel 2000 e a Londra presso l’Italian Cultural Institute nel 2002.

La terra incarna l’archetipo della grande Madre generatrice, simboleggiando universalmente fecondità, nutrimento e radicamento, solidità e sostegno, accogliendo il ciclo vitale (nascita, morte e rigenerazione). Nei quattro elementi è associata al freddo e al secco.


Il numero delle opere esposte non è casuale:

  • 8 rappresenta l’incontro tra Cielo (cerchio) e Terra (quadrato)
  • 9 richiama le gerarchie angeliche

La montagna è sacra in Oriente e rappresenta un ponte tra terra e cielo.

L’artista è vate, veggente che predice e indica la via. Patrizia Molinari, all’acme della maturità artistica, si configura come una Sibilla nella complessa polivalenza semantica della sua opera. Da sempre Athena Pròmachos, paladina dei diritti umani, pronta a lottare per giustizia e libertà.

Interpretando titoli e materiali delle opere alla luce del contesto mondiale nel 2026, questo inno alla luce si configura come un urlo silente contro le tenebre della ragione, richiamando El sueño de la razón produce monstruos di Goya.

In uno scenario mondiale segnato da guerre, crisi ambientali, scioglimento dei ghiacciai, desertificazione e disboscamenti, l’artista invita a riflettere sull’origine della vita e sul destino dell’esistenza umana, indicando una via verso pace, giustizia, rispetto della Madre Terra e armonia cosmica.

Con il patrocinio di:
Comune di Proceno (VT)
Circolo culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”
FAI Fondo Ambiente Italiano – Delegazione di Viterbo
Cooperativa di Comunità di Proceno

Orari:

  • Da mercoledì a venerdì e domenica: 9:00 – 13:00
  • Sabato e lunedì: 15:00 – 19:00

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