Inaugura sabato 11 aprile 2026 presso la Contemporanea Galleria d’Arte di Foggia la mostra dedicata a Carla Accardi, figura fondamentale dell’astrattismo italiano e protagonista della ricerca artistica del secondo Novecento.
L’esposizione presenta circa venti opere realizzate dagli anni Cinquanta ai primi anni Duemila, offrendo un percorso attraverso le diverse fasi della produzione dell’artista. In mostra lavori realizzati con tecniche e supporti differenti: dalla caseina ai disegni su carta fino ai celebri lavori su sicofoil, materiale plastico trasparente che Accardi utilizzò per introdurre una dimensione spaziale e ambientale nella pittura.
Attraverso questa sperimentazione, l’artista costruisce opere capaci di dialogare con lo spazio circostante: la trasparenza del supporto e l’intreccio dei segni generano giochi di luce e riflessi che coinvolgono l’ambiente e lo spettatore, conferendo all’opera una forte dinamicità.
Il percorso espositivo evidenzia la costante ricerca sul segno, cifra stilistica distintiva di Accardi: un linguaggio visivo fatto di grafemi fluidi, lineari e vigorosi che costruiscono una geometria vibrante e in continua evoluzione.
Tra le opere esposte spicca un piccolo lavoro del 2004, pennarello su tela bianco e argento di soli 5×7 cm, esempio di essenzialità e precisione segnica. Accanto a questo, lavori come Azzurro argento (2005) testimoniano la maturità della ricerca dell’artista, fondata sull’equilibrio tra linea, colore e luminosità.
Sono presenti anche opere su carta degli anni Sessanta, tra cui Studio per ororosso e Studio per scacchiera, che rivelano il processo progettuale alla base delle sue composizioni e la rigorosa costruzione del segno.
La mostra propone così uno sguardo approfondito sulla complessa e coerente evoluzione del lavoro di Carla Accardi, artista che ha saputo trasformare il segno in un linguaggio visivo capace di coniugare pittura, spazio e percezione.
Come affermava la stessa artista:
«L’arte può e deve essere come la musica, che ha in se stessa delle doti e ti trasmette della spiritualità.»
