L’esposizione raccoglie le visioni di un affiatato e consolidato gruppo di fotografi che, attraverso diversi linguaggi espressivi, hanno interpretato il proprio rapporto con il paesaggio.
Man mano che l’uomo si è allontanato dal mondo naturale, per effetto dell’urbanizzazione, della tecnica e della costruzione di spazi artificiali, ha cominciato a sentire la Natura come qualcosa di diverso da sé.
Possiamo dire che l’interesse per il paesaggio sia nato dunque quando l’uomo non ha vissuto più la Natura solo come necessità, ma come qualcosa da guardare da fuori. Questa distanza fa sì che il paesaggio sia il prodotto di una trasformazione della coscienza.
Attraversare il paesaggio, allora, significa farsi coinvolgere dalle sue forme, dalla luce che lo attraversa, dalle stratificazioni cromatiche, ma vuol dire anche interrogarsi sui cambiamenti apportati dall’uomo e sulla graduale e inarrestabile antropizzazione del territorio.